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QUANDO L'UOMO DIVENTERA' UN ESSERE UMANO?
Le stragi della foca
Articolo sulle stragi delle foche

«Esistono circa 30 specie di foche, che in genere vivono sulle coste delle regioni polari e sub-polari del pianeta o, in certi casi, in alcune aree temperate. Di queste specie, ne vengono cacciate una quindicina, per un totale di 15-16 milioni di esemplari. La caccia alle foche viene praticata tutto l'anno, ma la stagione venatoria varia in base alla regione e alle specie. Il Canada, la Groenlandia e la Namibia rappresentano circa il 60% delle 900.000 foche cacciate ogni anno. Tra gli altri paesi interessati figurano l'Islanda, la Norvegia, la Russia e gli Stati Uniti e, all'interno dell'Unione europea, la Svezia, la Finlandia e il Regno Unito». Fonte UE

Stragi foche

La maggior parte delle foche cacciate, appartengono a cinque specie:

Cystophora cristata, foca dalla cresta o foca dal berretto
(Cystophora cristata) - Nota 1

Sono soprattutto le specie Phoca groenlandica - la foca della groenlandia (in inglese harp seals) e la Cystophora cristata - foca dalla cresta o foca dal berretto (in inglese hooded seals) a essere cacciate ancora cucciole.

Il paese che maggiormente contribuisce alla strage della foca è il Canada che, oramai da tanti anni, uccide migliaia di cuccioli. Nel 2007 la quota fissata dal governo canadese era di 270.000 cuccioli di foca mentre per il 2008 è stata elevata a 275.000 su una popolazione stimata (dal governo canadese) di circa 5.500.000 foche, quota tra l'altro considerata "bassa" rispetto alle richieste della Canadian Sealers Association.

La caccia commerciale alla foca, in Canada era stata chiusa nel 1984 ma è stata riaperta nel 1994 e continua fino a oggi.

Immagini foche

Dal 2003 oltre 1,5 milioni di cuccioli di foche sono stati uccisi e dalle autopsie effettuati su molti corpi è risultato che molte sono state scuoiate vive.

Perchè la foca viene uccisa? I motivi dell'uccisione dei cuccioli di foca sono principalmente per le loro pellicce e secondariamente per i loro genitali molto apprezzati nei mercati asiatici in quanto considerati afrodisiaci. Il resto dell'animale non viene utilizzato ma lasciato a marcire sul ghiaccio. Alcuni ricavano l'olio di foca venduto come alimento ma viene etichettato come "olio marino" in modo che i consumatori non sanno cosa stanno comprando. Oltre il 95% delle foche uccise non hanno più di tre mesi di età in quanto la loro pelliccia è più pregiata.

Circa un terzo del commercio mondiale dei prodotti derivati dalla foca o passa attraverso o finisce nel mercato dell'Unione Europea e una buona fetta finisce in Russia e in Cina.

Stragi delle foche
Il governo canadese, di fronte alle innumerevoli proteste per queste stragi, ha affermato che è stata migliorata la tecnica di caccia, in modo da rendere le uccisioni più umane (!) vale a dire: prima dare un colpo in testa quindi controllare che il cranio sia fracassato e poi recidere le arterie.

Questa tecnica "umana" è stata messa a punto da una commissione di veterinari indipendenti istituita nel 2005 appunto per studiare il problema.Ora, dato che la caccia alla foca è diventata "responsabile e sostenibile" non hanno senso le proteste e le misure che l'Unione europea intende intraprende nel bloccare il traffico commerciale dei derivati di foca!

Nella riunione del G8 di luglio 2008 il governo canadese ha dichiarato che il Canada non è disposto ad accettare misure restrittive internazionali relativamente al commercio e agli scambi commerciali dei derivati di foca.

Molte associazioni ambientaliste e tante persone di buona volontà hanno e stanno lavorando per cercare di bloccare il commercio verso i paesi di destinazione delle pelli e dei derivati di foca in modo da cercare di frenare il massacro di questi animali.E queste voci non sono state del tutto inascoltate.

Uccisione delle foche

L'11 settembre 2008 l'europarlamento con il favore di 424 deputati ha approvato una dichiarazione scritta nella quale si fa una moratoria sulla commercializzazione di tutti i prodotti derivati dalla foca (della foca artica tipica canadese e della Cistofora crestata tipica della Russia) che presto dovrebbe diventare una legge europea assicurando, al tempo stesso, che questo provvedimento non abbia effetti sulla caccia tradizionale (a es. quella praticata dagli Inuit a fini di sussistenza). La Commissione europea ha chiesto inoltre all' EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) un parere scientifico sul modo di uccisione più appropriato che consenta di ridurre dolore, angoscia e sofferenza superflui. Il gruppo, tra le varie cose, ha concluso che le foche sono mammiferi senzienti in grado di provare dolore, angoscia, paura e altre forme di sofferenza e che occorre un monitoraggio sulla caccia alla foca fatto da un organismo indipendente dagli interessi industriali e commerciali, in modo che la caccia sia aperta alle ispezioni.

La Commissione ha quindi fatto la seguente proposta di regolamento: "che vieta di commercializzare all'interno dell'Unione europea, di importare nel suo territorio o di esportare prodotti ricavati dalle foche. La proposta mira a garantire che sul mercato europeo non giungano prodotti ottenuti da foche uccise e scuoiate con crudeltà, stress e sofferenza. Il commercio di questi prodotti può essere consentito solo se ci sono garanzie che le tecniche di caccia utilizzate rispettano standard elevati di benessere degli animali e che gli animali non soffrono inutilmente. " (testo completo)

Ora, che questo sia un gran bel passo avanti è indubbio. Rimane però molto incerto il fatto che questa caccia possa continuare in quanto la proposta di legge consentirebbe delle deroghe alle uccisioni se queste vengono fatte con "criteri umani".

Uccisione foca nel mondo
Le foche che vengono uccise

Robbie Marsland, direttore britannico IFaw (Fondo internazionale per il benessere degli animali) in un'intervista rilasciata al The Parliament.com tra le altre cose afferma innanzitutto che nessuno dipende dal sistema di chiusura della caccia per guadagnarsi da vivere. La caccia ai cuccioli di foca è solo lo 0,5% del PIL alla provincia di Terranova e Labrador, dove si svolge circa il 90% della caccia. Il numero delle popolazioni di foche sono in calo dovute allo scioglimento dei ghiacci dovuto al riscaldamento globale. Sostiene inoltre che l'IFAW non è contraria alla caccia alla foca per sussistenza come avviene tra le popolazioni Inuit che cacciano un numero molto ridotto di foche che sono quasi esclusivamente Pusa hispida anzichè Phoca groenlandica e Cystophora cristata e che utilizzano l'intero animale. Pertanto vi è una differenza significativa tra la caccia degli Inuit e quella fatta a scopo commerciale che viene sovvenzionata indirettamente dal governo canadese fornendo le navi rompighiaccio e sovvenzionando viaggi di delegazioni in Europa a fronte della crescente opposizione a questa caccia e alla ventilata ipotesi di chiusura dei mercati europei alla vendita dei derivati di foca.

Foche
Nota 2

Tuttavia, il divieto proposto consente delle deroghe alla caccia che soddisfino determinati criteri per l'abbattimento delle foche. Si legge nel IFAW «Siamo molto preoccupati per questa lacuna» ha detto l'onorevole Marsland «Solo un divieto totale può impedire a questi prodotti su larga scala e intrinsecamente crudele di entrare nei mercati europei. (..) Le condizioni rendono impossibile controllare correttamente o applicare i cosiddetti metodi di uccisione umana».

In conseguenza di questo provvedimento già i prezzi delle pellicce di foca sono scesi sul mercato internazionale del 60%: una buona notizia.

I paesi che già hanno preso provvedimento contro la caccia alle foche sono Belgio, Paesi Bassi e Croazia che già prevedono il divieto totale di importazione dei prodotti derivanti dalle foche. La Germania e la Repubblica Ceca hanno iniziato le procedure legislative per vietare prodotti derivati dalle foche. Gli Stati Uniti ne hanno vietato l'importazione dal 1972. In Italia il 28 gennaio 2010 il Senato italiano ha approvato le Modifiche alla legge 20 luglio 2004, n. 189, in applicazione del regolamento (CE) n. 1007/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, che sancisce il divieto per l'Italia di commerciare prodotti derivati della foca. Un piccolo passo avanti.

In Canada non è possibile protestate contro questo stato di cose infatti se non si dispone di speciali permessi non è possibile parlare o far vedere immagini su quanto avviene pena la carcerazione e multe molto salate.

Vi segnalo questo video realizzato dalla Sea Shepherd Conservation Society per il quale non ci sono parole. Elicriso.it sostiene il loro lavoro e invita tutti a sostenerli per aver dedicato la propria vita alla difesa degli animali.

Chiudo questo articolo con questa immagine perchè troppo pieno di sangue, con una speranza: che gli uomini diventino finalmente degli esseri umani.

Dott.ssa M.G. Davoli

Fonti bibliografiche online:

Note

  1. Original photograph courtesy Marine Mammal Stranding Center
  2. Original photograph courtesy Woods Hole Science Aquarium, NOAA Fisheries
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