Home => Regno degli animali => I linguaggi segreti della natura: come comunicano gli animali

I linguaggi segreti della natura: come comunicano gli animali

 

Contatti con la proboscide tra elefanti
Contatti con la proboscide tra elefanti

Tu sei in: home → Animali: chi sono, come e dove vivono e le loro abitudini → i linguaggi segreti della natura: come comunicano gli animali


PERCHE' GLI ANIMALI COMUNICANO

Quando pensiamo al linguaggio, tendiamo a considerarlo un'esclusiva umana, un complesso sistema di simboli e grammatiche. Eppure, se ci fermiamo ad ascoltare, a osservare o semplicemente a cogliere i segnali invisibili che ci circondano, ci accorgiamo che la terra è un immenso e brulicante sistema di comunicazioni.

Nel regno animale, la capacità di trasmettere e ricevere informazioni non è solo un modo per socializzare, ma una questione di vita o di morte. Dalle profondità degli oceani alle fitte foreste pluviali, gli animali hanno sviluppato codici straordinari, spesso basati su canali sensoriali per noi quasi inimmaginabili.

Le teorie biologiche sulla comunicazione animale definiscono i segnali comunicativi come prodotti della selezione naturale (Dawkins & Krebs 1978; Maynard Smith & Harper 2003). Nelle parole di Maynard Smith e Harper, i segnali sono: "Qualsiasi atto o struttura che (...) altera il comportamento di altri organismi, che (...) si è evoluta a causa di tale effetto e che (...) è efficace perché anche la risposta del ricevente si è evoluta (Maynard Smith e Harper 2003: 3)".

E' ormai certo che le interazioni mutualistiche hanno svolto un ruolo centrale nella generazione della biodiversità e sono spesso facilitate da uno scambio di informazioni tra le parti partecipanti. I segnali e gli indizi sono probabilmente particolarmente cruciali nella cooperazione interspecifica tra animali, una forma di mutualismo per garantire un beneficio reciproco.

In realtà dietro la straordinaria varietà di codici, canali sensoriali, gesti, suoni... si celano tre grandi imperativi dettati dall'evoluzione:

  • la gestione del territorio e la prevenzione del conflitto: stabilire i confini e mostrare la propria forza a distanza evita scontri fisici diretti, che in natura risulterebbero spesso letali o gravemente debilitanti per entrambi i contendenti;
  • il successo riproduttivo e la selezione sessuale: attraverso corteggiamenti elaborati, canti complessi o doni nuziali, gli animali dimostrano la qualità dei propri geni, garantendo la prosperità della specie;
  • la sicurezza della comunità (allarmi sociali): molti animali mettono in atto sofisticati sistemi di allarme collettivo. Un cercopiteco o un suricato che avvista un predatore, emette richiami vocali radicalmente diversi a seconda che il pericolo provenga dal cielo (un'aquila) o da terra (un serpente o un felino), indicando persino la via di fuga appropriata all'intero gruppo.

Esploriamo allora i quattro canali principali attraverso i quali gli animali dialogano, scoprendo i meccanismi scientifici che li regolano.

1. IL CANALE ACUSTICO: MELODIA COMPLESSE, BOATI E ULTRASUONI

Il suono è uno dei metodi più immediati per superare le distanze e gli ostacoli visivi, specialmente in ambienti complessi come il sottobosco fitto o le profondità marine.

Non solo canti, ma veri dialetti: il canto degli uccelli non serve solo ad allietare le nostre mattine ma è un elaborato manifesto politico e amoroso. La scienza ha scoperto che molte specie (come i suoni del passeri o il canto del merlo) possiedono veri e propri dialetti regionali, variando la tonalità e la struttura della melodia a seconda dell'area geografica di provenienza.

I giganti degli oceani e i canali sonori: i suoni emessi dallle balene blu e i suoni delle balene megattere sono complesse "canzoni" sottomarine caratterizzate da temi, rime e variazioni che si evolvono nel corso degli anni. Grazie allo strato oceanico chiamato canale SOFAR (situato tra i 600 e i 1.200 metri di profondità in cui le onde sonore possono viaggiare per migliaia di chilometri senza disperdersi), questi suoni possono viaggiare per migliaia di chilometri attraverso le correnti, permettendo a individui separati da interi oceani di rimanere in contatto. I loro canti sono usati principalmente per la comunicazione sociale, il corteggiamento e la difesa del territorio durante la stagione riproduttiva

I mondi invisibili dell'ecolocalizzazione: i pipistrelli e i cetacei odontoceti (come i suoni dei delfini) utilizzano l'ecolocalizzazione. Emettono impulsi ad altissima frequenza (ultrasuoni) e analizzano il ritorno dell'eco per "vedere" l'ambiente circostante, calcolando con precisione millimetrica la distanza, la velocità e la forma di una preda nel buio totale.

2. IL CANALE VISIVO E POSTURALE: LA FORZA DELLE IMMAGINI E I SEGNALI RAPIDI

I segnali visivi sono estremamente rapidi e colpiscono immediatamente l'osservatore, ma richiedono che mittente e destinatario siano vicini e si trovino "a vista", senza barriere fisiche insormontabili. Abbiamo diversi modi con i quali gli animali sfruttano il canale visivo:

  • colori di avviso (aposematismo) e inganno.
  • In natura, livree sgargianti come il giallo acceso, il rosso o il blu cobalto (tipiche per esempio delle rane freccia tropicali) sono cartelli stradali universali che dicono: "Attenzione, sono tossico".

    Al contrario, il mimetismo criptico (criptismo) sfrutta l'assenza di comunicazione visiva per fondersi con l'ambiente (un esempio è il pesce pietra che si mimetizza alla perfezione tra i coralli del fondo marino per sfuggire ai predatori).

    Mimetismo del pesce pietra
    Mimetismo del pesce pietra

    Il mimetismo batesiano permette invece a specie inoffensive di esibire i colori di specie pericolose per scoraggiare i predatori ( un esempio è il serpente Lampropeltis triangulum totalmente inoffensivo, ma che ha evoluto una livrea a fasce rosse, nere e gialle per imitare il velenoso serpente corallo);

  • posture e micro-segnali: il mondo animale è maestro nella comunicazione non verbale. Un cane che scodinzola non è necessariamente felice (bisogna osservare la rigidità del corpo e la direzione del movimento), mentre un gorilla che si batte il petto usa una combinazione di segnali visivi e acustici per intimidire i rivali senza arrivare allo scontro fisico;
  • coreografie geometriche: celebri sono le danze a otto delle api scoperte da Karl Ritter von Frisch che gli valse il premio Nobel nel 1973. Attraverso angoli precisi rispetto alla posizione del Sole e vibrazioni addominali, un'ape esploratrice comunica alle compagne l'esatta direzione, la qualità e la distanza da una fonte di nettare;
  • segnali luminosi: alcuni animali usano la luce per attirare prede o partner (i lampeggiamenti delle lucciole comunicano la disponibilità sessuale ai potenziali partner); altri per spaventare o disorientare i predatori; altri la usano come una torcia per trovare le prede. Alcuni animali utilizzano la luce persino per mimetizzarsi.

3. IL CANALE CHIMICO: IL POTERE INVISIBILE E PERSISTENTE DEGLI ODORI

Per la maggior parte dei mammiferi, degli insetti e dei rettili, il mondo è dominato dagli odori. La comunicazione chimica è silenziosa, persistente e continua a funzionare anche ore o giorni dopo che l'animale ha lasciato il luogo.

I feromoni e la sincronia sociale, sono molecole chimiche secrete nell'ambiente che scatenano risposte comportamentali o fisiologiche specifiche nei membri della stessa specie. Possono essere trasmesse attraverso l’aria, l’acqua, oppure deposte sul suolo o su supporti solidi. Formiche e termiti tracciano autostrade chimiche invisibili, permettendo all'immensa colonia di muoversi in sincronia perfetta, trovare cibo e indicare il percorso più breve.

La marcatura del territorio e lo stato di salute: i canidi, i felini e i roditori utilizzano urina, feci e secrezioni di ghiandole speciali (situate sul muso o sui fianchi) per lasciare "biglietti da visita" olfattivi. Questi segnali non dicono solo "questo territorio è mio", ma comunicano il sesso, lo stato di salute, l'età e la ricettività sessuale dell'individuo, riducendo drasticamente il rischio di lotte inutili.

4. IL CANALE TATTILE: IL LINGUAGGIO PROFONDO DEL CONTATTO FISICO

Il tatto è il primo senso a svilupparsi nei cuccioli di quasi tutte le specie di vertebrati e rimane fondamentale per cementare la coesione e l'empatia all'interno del gruppo. Abbiamo:

  • la pulizia reciproca (grooming) e la riduzione dello stress: nei primati, nei felini e in molte specie di uccelli, passarsi il mantello, lisciarsi le piume o massaggiarsi a vicenda non risponde solo a un'esigenza igienica. Dal punto di vista etologico, il grooming è un potentissimo strumento di pacificazione politica: riduce i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress), placa i conflitti dopo una lite all'interno del branco e rinsalda le alleanze gerarchiche;
  • contatto e termoregolazione sociale: dalle coccole rassicuranti e dai contatti con la proboscide tra elefanti — che dimostrano empatia e supporto nei momenti di lutto o tensione — fino agli ammassi di pipistrelli o pinguini che si stringono per superare il freddo estremo, il contatto fisico comunica appartenenza, protezione e sopravvivenza collettiva.

CONCLUSIONI

La comunicazione animale ci dimostra che il nostro pianeta non è una semplice collezione di organismi isolati, ma un tessuto vivente e interconnesso. Comprendere questi linguaggi non è solo un esercizio di curiosità scientifica, ma il primo passo fondamentale per imparare a rispettare la biodiversità e a proteggere habitat complessi in cui ogni singola voce — dal più piccolo insetto sociale al grande mammifero marino — riveste un ruolo insostituibile.

BIBLIOGRAFIA CONSULTATA

Approfondimenti consigliati











>>>>

--->

Dedicato a mio padre, non per un addio ma per un arrivederci
Elicriso Home

Seguici su Pinterest Seguici su Youtube Seguici su Facebook Seguici su X Seguici su Tik Tok Stampa la pagina

Contatti - Chi siamo e perchè elicriso - Redazione - Privacy e informativa sui cookies