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RACCONTI DI VIAGGIO
Thailandia

Viaggio a Phuke
Phuket, viaggio in Thailandia
Nota 1
Il boeing 737 della Thai era ormai in fase di atterraggio ed io dal finestrino osservavo con gioia il verde bottiglia delle foreste e l'azzurro-turchese del mare di Andaman. L'isola di Phuket era a poche diecine di metri e per poco vidi una delle sue bellissime spiagge bianco-latte, stracolme di turisti e vacanzieri.

Appena fuori l'aereoporto, sulla strada per Patong beach, ci si rende subito conto di trovarsi in uno dei posti più belli, ambiti, ed incontaminati dell'Asia, ma anche dei meglio organizzati e dei più tecnologicamente forniti. Nell'isola, o meglio sulle sue splendide spiagge, si può trovare di tutto a prezzi molto inferiori della media occidentale.

Anche se pochissime ragazze thai parlano italiano, ma solo inglese, Phuket è alla portata proprio di tutti, anche di quelli che viaggiano per la prima volta.

Il mio racconto è di circa 10 anni antecedente, al disastroso tsunami, che colpì l'isola e i dintorni pochi anni fa.

Patong beach è la sede di tutti quei singles che in pochi giorni vogliono provare di tutto e di più, che vogliono rifarsi di un anno triste e sottotono, mentre le coppie innamorate si rifugiano in spiagge più tranquille, riservate e meno rumorose.
Tra la grandissima Patong e la successiva Karon, quella del bellissimo hotel Meridien, si trova una spiaggetta poco conosciuta e frequentata, Freedom beach. La si può raggiungere solo dal mare in circa mezz'ora, a bordo delle barche di legno che noleggiano i thai. Appena la vedi da lontano, ti accorgi subito della bellezza unica e del fascino; l'acqua del mare è verde smeraldo, la sabbia bianca e finissima, le palme ben disegnate ed il piccolo ristorante in tek, molto ben nascosto nel verde. A Freedom beach, passare qualche ora è come passarla in paradiso, anche se non sei con una bella ragazza; nessuno fra i pochi presenti ti importuna e neanche ti chiama, l'unico domino è il sole ed il frusciare del mare, appena rotto dall'arrivo di una piccola barca. La regola vuole che si lasci Freedom poco prima del tramonto, quando la palla rosso fuoco del sole precipita in mare, così da essere a Patong con i ragazzi thai che chiudono sdraie e ombrelloni e rimettono le moto d'acqua. In una pace assoluta, in una calma quasi irreale, ci si prepara a vivere una notte di sorrisi e godurie, di commerci e consumi, sempre in allegria. Io prima di cena me ne vado all'australian sauna, in un giardino tropicale, proprio sotto la collina che protegge Patong. Lì, fra i bagni turchi profumati alle erbe e le ragazze thai , si possono incontrare Donà e Gigi, due italiani che vivono a Phuket da 20 anni circa. Loro due conoscono tutti e possono fornire qualsiasi "dritta", qualsiasi posto bello e fuori dai circuiti turistici delle orde di "predatori", sopratutto europei. Donà e Gigi arrivarono all'isola che c'erano solo due ristoranti a Patong, mentre adesso atterrano due voli giornalieri solo dalla Germania, ma quanto potrà resistere l'isola ad un assalto del genere?

penisola indocinese 1992
LUIGI CARDARELLI

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