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Monocoltura ambientalista

Nessuna idea è talmente buona, ha un valore assoluto, da poter essere affermata a forza, con il sostegno di gente armata (gli statali) sull'intero territorio di un Paese, di una confederazione di Paesi, di un Pianeta. Possiamo avere la più gran personale certezza che le nostre idee e conseguenti regole siano quanto di meglio da praticare, ma non abbiamo alcun diritto di forzare altri a seguire le nostre direttive nell'ambito delle loro sfere private.

Quante volte abbiamo, noi persone innamorate della natura, osteggiato la monocoltura che così gran disastro opera sulla ricchezza espressiva della vita biologica? Ebbene, se capiamo questo, per quale ragione, quando poi siamo noi stessi ad agire politicamente, pretendiamo che altri accolgano le nostre idee in massa rivolgendoci alla forza bruta della legge, agli statali, per imporle ovunque, anche al di fuori di quella Res Publica che ci accomuna? Possiamo avere tutti, qui, a cuore l'ambiente naturale, quindi la nostra stessa vita. E' più che giusto. Ma chi ci dà il diritto di intervenire sulla sfera privata altrui, istericamente dimenticando ogni regola democratica pur di vedere praticati i nostri dettami e raggiunti i nostri obiettivi?

Gli ambientalisti hanno da prendere coscienza dei loro errori. Essi stanno diffondendo a forza il loro verbo sull'intera superficie del Pianeta. Essi hanno già calpestato le proprietà altrui, diminuendo su di esse la potestà di tanta gente modesta, impoverendola ed a volte costringendola ad emigrare altrove in cerca di democrazia. Ed hanno privato tutti del sacro diritto di vivere sulla terra, intendendo pure continuare su questa coercitiva linea d'azione. Non si rendono minimamente conto che il TOTALITARISMO altro non è che l'estensione di un potere sulla TOTALITÀ del TERRITORIO di un Paese o di un'area geografica confederata o dell'intero pianeta, quindi non soltanto su quella Res Publica di proprietà collettiva dove è più che giusto, logico e funzionale, attuare una politica decisa collettivamente, ma anche su quella Res Privata che sola può donare il necessario grado di indipendenza e libertà ai singoli componenti della società e può perfino giungere a salvare la società per la ricchezza di indipendenti punti di vista ed espressioni che vi si possono cogliere e realizzare.

L'amore per la natura è, non occorre manco ripeterlo, oltremodo buona cosa, poiché trattasi di amore per se stessi, poiché noi tutti non siamo altro che natura. Ma un conto è l'amore per la natura ed un conto è l'ambientalismo, il forzare altri a seguirci. Gli ambientalisti non possono diffondere la loro visione delle cose, con le conseguenti regole, imposizioni, divieti, controlli, repressioni, seguendo il tradizionale APPROCCIO POLITICO AUTORITARIO sull'intera superficie del Paese e del Pianeta. Persone che amino davvero la natura, facendone parte e vivendola, ne sanno leggere i principi e capiscono che mai nessun TOTALITARISMO, venendo meno i due fondamenti della vita: l'EQUILIBRIO e la MOLTITUDINE di punti di vista e d'apporto, non conduce ad alcunché di buono ma solo SQUILIBRIO ed ESTREMISMO, ambientale e sociale.

Gli ambientalisti non si rifugino dietro ad un "noi non obblighiamo nulla" o qualche altra scusa perché è dal loro misero pensiero (e quanta ignoranza e superficialità li ricopra si evidenzia dai loro stessi documenti) che vengono poi ricavate le leggi che ormai opprimono l'intero genere umano. Bisogna riconoscere che l'approccio specialistico e quello isterico/superficiale è esattamente ciò che nuoce da tempo alla società. Allo stato attuale delle cose oggi con i loro interventi gli ambientalisti fanno più danno che altro. Perché non hanno approfondito a sufficienza la materia sulla quale intendono intervenire, perché non l'hanno correlata ad ogni altro aspetto della vita, cogliendo quella WHOLENESS, quella completezza, quella interezza che solo permette azioni che fanno del bene senza aggiungere altro male.

Specificatamente gli ambientalisti non disdegnino oltre i due principi della Democrazia:

1) quanto di pertinenza e proprietà della Collettività va condiviso,
2) quanto di pertinenza e proprietà della Persona va rispettato.

Questi sono due cardini senza ruotare intorno ai quali ogni loro azione cadrà giù. Perché la natura è vissuta dall'essere umano, quindi è anch'essa un fatto politico ed essendolo non può derogare dal soddisfare i due principi della Democrazia. Sono proprio questi due principi che realizzano EQUILIBRIO e MOLTITUDINE ESPRESSIVA. Le basi stesse dalla vita e di quella natura che intendono difendere.

Danilo D'Antonio
agosto 2010
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