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PIANTE ALLUCINOGENE
CANNABIS

Questo articolo contiene informazioni che possono generare situazioni di pericolo e di danno in quanto tratta di sostanze allucinogene. I dati presenti hanno solo un fine informativo, non esortativo e in alcun caso medico.

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MODALITA' DI ASSUNZIONE

In due modi possono assunti l'hashish e la marijuana:

  1. per via inalatoria, vale a dire fumando in forma di sigarette arrotolate manualmente (joint) o in pipe speciali (chillums);
  2. ingerite.

Nel primo caso gli effetti sono più immediati e si hanno pochi minuti dopo l'inalazione, raggiungendo il loro picco dopo circa dieci minuti per poi scomparire del tutto nel giro di due-tre ore. Nel caso che venga ingerita mescolata al cibo, gli effetti si manifestano dopo 45-120 minuti e hanno una durata più lunga.

PRINCIPI ATTIVI

La Cannabis contiene circa 460 composti chimici di cui 60 sono cannabinoidi, composti della classe dei terpenoidi (molto diversi dai composti chimici chiamati alcaloidi che troviamo nella coca o nell'oppio in quanto non contengono azoto e sono ottenuti da reazioni di addizione tra fenoli e terpeni diventando molecole apolari caratterizzate da bassa solubilità in acqua) che sono delle molecole non polari e nella pianta fresca sono debolmente acidi mentre con l'essiccamento, l'invecchiamento e il riscaldamento vengono convertiti in sostanze neutre, molto più attive.

I cannabinoidi sono concentrati soprattutto nella resina che viene prodotta dai peli (tricomi) ghiandolati che per lo più localizzati dei calici dei fiori femminili e nelle foglioline intorno.

Dalla pianta queste sostanze vengono prodotte in continuazione in quanto come si degradano vengono rimpiazzate fino a quando termina la loro produzione perchè la pianta è giunta a maturazione. Ci si accorge di questo in quanto la resina da chiara e trasparente/ambrata diventa opaca, di colore marrone o bianco.

I cannabinoidi più importante sono:

THC (delta-9-tetraidrocannabinolo), principale responsabile delle proprietà psicoattive, contenuto prevalentemente nella resina che ricopre le infiorescenze femminili.

CBD, che è un cannabidiolo non-psicoattivo capace di modulare l'azione del THC a livello cerebrale, prolungandone la durata d'azione e limitandone gli effetti collaterali. Restituisce un effetto più sedante come anticonvulsivo e analgesico.

CBN è un cannabinolo

CBG cannabigerolo

I cannabinoidi manifestano la loro azione tramite due recettori presenti nel corpo umano: il CB1 e il CB2. In particolare la stimolazione dei CB1 (localizzati in varie zone del cervello) spiega la maggior parte degli effetti farmacologici. I recettori CB2 sono periferici con ruolo ancora incerto.

I cannabinoidi possono essere sintetizzati chimicamente e usati a scopi clinico terapeutici.

La concentrazione di THC è diversa a seconda del prodotto finale che si ottiene
:
  1. HASHISH, la sua concentrazione può oscillare tra il 2 e il 10%;
  2. MARIJUANA, varia dallo 0,5 al 7%, a seconda della specie anche se stanno comparendo sul mercato delle varietà come la Super skunk (varietà di C. indica derivata da incroci tra la varietà Skunk e varietà afgane) con una quantità di THC che può variare dall'8 al 15%;
  3. OLIO DI HASHISH dal 10 al 30% e a volte anche oltre.

Nella pianta i cannabinoidi sono sintetizzati come sostanze inattive che però si trasformano velocemente con il riscaldamento e la combustione in cannabinoli (tra i quali appunto il THC). Ecco perché i principi attivi della C. sativa sono tre volte più potenti se la droga è fumata piuttosto che ingerita.

La concentrazione del principio attivo aumenta con l'altitudine delle zone di coltivazione e tanto più il clima è secco e asciutto, tanto maggiore sarà la concentrazione di principi attivi.

CANNABINOIDI SINTETICI

I cannabinoidi sono stati sintetizzati dall'industria farmaceutica in laboratorio e diversi sono stati registrati e sono in commercio per uso terapeutico in diversi paesi.

Si è osservato però che i prodotti sintetici ottenuti hanno una minore efficacia rispetti ai prodotti naturali. Si pensa che questo sia dovuto al fatto che il THC naturale non agisce da solo ma in sinergia con gli altri cannabinoidi che ne modulano l'effetto (assenti nei preparati sintetici).

EFFETTI DELL'HASHISH, DELLA MARIJUANA E DELL'OLIO DI HASHISH

L'effetto finale della marijuana e dell'hashish è dato dalla combinazione e interazione di tutte le sostanze di cui è costituita la resina.

A livello metabolico

Quando è fumata, i sintomi si raggiungono dopo circa 15-20 minuti (il livello di THC nel sangue raggiunge il suo picco dopo tale periodo) e raggiunge il suo massimo livello in circa 15-30 minuti. Successivamente il periodo di euforia lentamente decresce per un periodo di 3-4 ore.

Quando viene ingerita con il cibo, gli effetti sono rallentati in quanto si ha un minore assorbimento di THC.

Dopo tale lasso di tempo il THC viene metabolizzato quasi completamente in un prodotto attivo (11 – idrossi – delta – 9 – THC) che viene convertito in un metabolita inattivo e quindi eliminato dall'organismo. I tempi di eliminazione totale dall'organismo dei derivati inattivi del THC sono variabili in quanto il suo metabolismo è molto lento. C'è chi sostiene che occorre anche un mese per l'eliminazione totale mentre altri sostengono circa 4-7 gg.

Indipendentemente dal tempo impiegato per la sua eliminazione questo fatto è importante perchè spiega come mai chi assume questa droga regolarmente percepisca il suo effetto in maniera molto più rapida con un quantitativo minore rispetto a colore che lo usano occasionalmente. Infatti il THC è liposolubile, vale a dire che è solubile nei grassi per cui durante il suo assorbimento da parte dell'organismo, si deposita nei tessuti adiposi. Di conseguenza il THC viene liberato lentamente, il che fa diminuire il livello di THC nel sangue solo a lungo termine, permettendo anche di rilevarne la presenza nel sangue per un lungo lasso di tempo.

Lo stesso vale per i metaboliti del THC che si ritrovano nelle urine per settimane nei consumatori che ne fanno regolarmente uso, anche se è da qualche tempo che non ne consumano più.

A livello fisico

Gli effetti sono alterazione dell'umore e della percezione variando però da persona a persona.

Gli effetti immediati dell'uso dei derivati della Cannabis sono tachicardia, vasodilatazione, irritazione della congiuntiva degli occhi con i classici "occhi rossi", atteggiamento vago, aumento della salivazione, aumento dell'appetito soprattutto verso i cibi ad alto contenuto di zucchero, perdita dell'equilibrio, ipersensibilità alla luce e alla musica, mal di testa e tosse. Dalle testimonianze si denota che le persone, da un punto di vista psichico hanno un'alterata percezione del tempo, euforia, una piacevole sensazione di benessere dove si alternano fasi di allegria a fasi di silenzio meditativo, maggiore socialità, rilassamento, una maggiore percezione sensoriale, maggiore creatività.

Ovviamente gli effetti possono essere differenti da persona a persona a seconda della propria individualità e stato d'animo, a seconda che sia fumata o ingerita, dalla intensità dell'aspirazione e dalle condizioni di consumo. Infatti ci sono persone che testimoniano che in loro ha causato depressione, irritabilità, confusione, paura, ansietà.

Nel caso di un'assunzione prolungata, si manifestano alterazione nel ciclo del sonno, bronchiti, mania di persecuzione, ansia, confusione, congiuntiviti oltre a instabilità dell'umore, passività, apatia, problemi di memoria. In ogni caso sono manifestazioni che variano da soggetto a soggetto.

Da un punto di vista strettamente fisico l'uso dei derivati produce alterazioni nel sistema immunitario e respiratorio, nel metabolismo cellulare e nella circolazione sanguigna .

Differenza tra Cannabis a uso agroindustriale e a uso come droga o medicamento

Normalmente, viene considerata come pianta a uso agroindustriale, quindi per la produzione di fibra quella che ha un contenuto in THC inferiore allo 0,3%.

PROPRIETA' FARMACOLOGICHE

Non entriamo in merito al fatto se è/non è etico, sociale o politico l'uso di questa droga. Vogliamo semplicemente segnalare come, fin dai tempi più antichi, è stata usata come medicamento tanto che negli ultimi anni, in quasi tutti i paesi del mondo è molto attiva la ricerca in tal senso.

E' indubbio oramai che questa pianta ha degli effetti benefici relativamente al controllo del dolore in particolare nei confronti del dolore neuropatico e spastico, nel dolore tumorale e per i sintomi dolorosi nella sclerosi multipla (spasticità, sintomi della vescica, qualità del sonno).

Sembra ormai accertato che agisca positivamente per quanto riguarda: nausea e vomito, anoressia e cachessia, spasticità, condizioni dolorose (in particolare dolore neurogeno), disordini del movimento, asma e glaucoma

STATO DELLA LEGISLAZIONE NEL MONDO

Nella maggior parte dei paesi del mondo l'uso della Cannabis è considerato illegale. Ecco l'elenco dello status legislativo in alcuni paesi del mondo:

Argentina: totalmente illegale e non se ne può neanche parlarne in maniera imparziale

Australia: illegale

Belgio: illegale anche se il governo del Belgio ha iniziato un programma di ricerca volto a stabilirne l’efficacia medica della marijuana

Brasile: illegale. La legge punisce con l'arresto il possesso anche di piccole quantità così come il consumo in luoghi pubblici.

Camerun: illegale la coltivazione mentre può essere usato come antidolorifico per chi è affetto da cancro o AIDS

Canada: illegale, legale per uso terapeutico

Cina: illegale sia l'uso personale, sia il possesso anche di piccole quantità. Pare che il possesso di quantità superiori a 50 gr può portare alla pena di morte.

Egitto: legale. E' molto facile trovarla nelle grandi città specialmente al Cairo e ad Alessandria e nelle zone rurali, soprattutto nel Delta del Nilo.

Francia: illegale. Per il consumatore sono previste pene fino a un anno di carcere, ma il Ministero della giustizia (a cui sono subordinati i magistrati del pubblico ministero) raccomanda di non avviare procedimenti penali contro consumatori occasionali

Finlandia: il possesso e il consumo sono considerati illegali

Germania: uso legale, possesso di modiche quantità (entro i 10 mg) non perseguito

Giamaica: illegale anche se di fatto è socialmente accettata

Giappone: illegali tutti i preparati contenenti THC dal 1948, a seguito di una legge introdotta dalle forze di occupazione statunitensi alla fine della seconda guerra mondiale.

Honduras: è considerata una droga illegale sia possederla che consumarla

Israele: illegale, l’uso medico è autorizzato solo dal ministero della sanità che valuta ogni singolo caso.

Kenia: illegale

India: in quasi tutte le regioni il consumo è legale.

Italia: inserita nelle stesse tabelle di eroina e cocaina. La legislazione attualmente vigente (Decreto Fini-Giovanardi del 2006) fissa limiti quantitativi di principio attivo contenuto entro i quali si incorre in sanzioni amministrative (sospensione della patente di guida, del documento d’identità valido per l’espatrio, del porto d’armi o del permesso di soggiorno per motivi di turismo, ovvero divieto di conseguire tali autorizzazioni) e superati i quali si prefigura il reato di spaccio. Reato punito con 1-6 anni di reclusione per piccole quantità e 6—20 anni di reclusione in caso di grosse quantità oppure coltivazione. Una sentenza della Cassazione del 18 gennaio 2007 aveva però stabilito che “non era reato penale coltivare nel giardino di casa qualche piantina di marijuana perché ciò equivale alla detenzione per uso personale”. Di parere opposto invece è stata una sentenza del 10 Gennaio 2008, dove la Sezione Penale ha ritenuto in ogni caso reato di carattere penale la coltivazione. E’ consentito l’uso terapeutico di preparati medicinali a base di marijuana debitamente prescritti secondo le necessità di cura.

Lussemburgo: legali possesso e uso per scopi medici, purché il consumatore sia adulto e non coinvolga minorenni

Messico: si considera illegale ed è proibita anche la diffusione di informazioni su come utilizzarle

Nuova Zelanda: illegale (il ministero della sanità ha affermato che un uso medico non è da escludersi, ma sono necessari ulteriori studi e un metodo per una corretta regolazione)

Paesi Bassi: legale

Portogallo: legale il possesso dal 2001 mentre la compravendita è un reato

Regno Unito: illegale (nel 1998 la Camera dei Lord ha raccomandato che venisse resa disponibile per uso medico tramite prescrizione. Dopo alcuni test clinici il governo non ha accettato la raccomandazione). Recentemente è stato depenalizzato l’uso personale domestico

Spagna: legale in luoghi autorizzati

Stati Uniti: illegale l’uso a livello federale per qualsiasi ragione, tuttavia 11 stati e il Distretto della Columbia hanno approvato normative che contemplano l’esenzione dal divieto per uso medico

Svizzera: illegali possesso e coltivazione (esperimenti di legalizzazione sono stati condotti in alcuni cantoni)

TENDENZE DEL MERCATO
Consumo

Secondo le stime dell’ UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) nella “Relazione annuale 2008: evoluzione del fenomeno della droga in Europa” la Cannabis è la droga più consumata in Europa a cui seguono le anfetamine, l’ecstasy e la cocaina. L'ONU afferma anche “la marijuana è cambiata. Ci sono in commercio varietà potenziate geneticamente e molto pericolose per la salute mentale”, la cosiddetta "skunk" (che sarebbe al 75% C. sativa e al 25% C. indica e che è stata fra i primi a conciliare il tasso elevato di THC della C. sativas e il ciclo di crescita rapido e il rendimento della C. indicas), con una quantità di THC che può variare dall'8 al 15%.

Dodici milioni di europei tra i 15 e i 64 anni hanno usato cocaina almeno una volta nella vita, 11 milioni circa le anfetamine e 9,5 milioni l’ecstasy mentre il consumo di Cannabis si attesta intorno ai 71 milioni di persone tra i 15-64 anni vale a dire il 22% della popolazione (la popolazione totale europea di questa fascia di età è di 328 milioni) di cui 42 milioni di età compresa fra i 15-34 anni vale a dire il 31% della popolazione (la popolazione totale europea di questa fascia di età è di 134 milioni) con livelli massimi nella fascia di età tra i 15-24 anni. Si è osservato inoltre che il consumo è maggiore negli uomini rispetto alle donne.

Pur nelle variazioni fra paese e paese, fra il 20 e il 40% l'ha provato almeno una volta. Inoltre, sempre fra i giovani, il 13% ha consumato Cannabis nell’arco degli ultimi dodici mesi, mentre il 7% l’ha utilizzata nell’ultimo mese. Per quanto riguarda il consumo fra gli adulti, si rileva che nell’arco degli ultimi dodici mesi l’Italia si colloca in testa alla lista con l’11,2% assieme alla Spagna, seguita dalla Repubblica ceca (9,3%) e dalla Gran Bretagna (8,7%). L’Italia è anche ai primi posti nella classifica dell’uso nell’ultimo mese. Le percentuali più alte sono state infatti registrate in Spagna (8,7%), Italia (5,8%) e Gran Bretagna (5,2%).

Il consumo negli anni novanta e all’inizio del nuovo millennio è aumentato, pur con diversità tra i diversi paesi europei e contemporaneamente è aumentata però anche la richiesta di trattamento sanitario per problemi connessi al suo uso cosa che fa supporre che sia in atto una nuova fase anche se i consumi rimangono alti.

Le stime effettuate indicano però che in alcuni paesi il consumo complessivo si stia stabilizzando se non addirittura diminuendo anche questo dato va considerato in un’ottica globale, con notevoli variazioni tra paese e paese (in aumento o in ribasso) e ogni caso è un’affermazione che va presa con grande cautela in quanto i consumi sono sempre alti.

La resina in molti paesi dell’Unione Europea è il prodotto storicamente dominante e i principali consumatori a livello mondiale sono i paesi europei. Nonostante questo è stato evidenziato un aumento della produzione delle foglie clandestina in parte destinata a uso personale e in parte per fini commerciali.

Produzione

E’ difficile fare una stima della produzione totale di Cannabis in considerazione del fatto che come pianta, cresce spontaneamente in moltissimi paesi e si pensa comunque che all’incirca sia presente in 172 paesi del mondo.

In ogni caso, in base alle ultime statistiche dell’UNODC, la produzione mondiale di foglie si aggirerebbe sui 41.600 t nel 2006, più della metà prodotta in America (settentrionale e latina) e quasi un quarto in Africa. A queste produzioni si devono aggiungere le produzioni locali (e le fonti ufficiali al riguardo dicono che non sono più da considerare un dato marginale) e l'entrata di nuovi paesi quali i Paesi Bassi e l’Albania.

Nel 2006 la produzione mondiale di resina è stata stimata intorno alle 6000 t (7500 t del 2004), con il Marocco come primo produttore a livello mondiale. Altri paesi che risultano essere dei grandi produttori sono il Pakistan, l’India, il Nepal. In Europa arriva essenzialmente la resina prodotta in Marocco contrabbandata in Europa attraverso la penisola iberica, mentre una parte viene distribuita dai Paesi Bassi.

Un fatto interessante messo in evidenza è che sta aumentando sia la produzione locale in quanto aumentano le coltivazioni su piccola scala per uso personale che sfuggono a ogni controllo sia le vendite online del cosiddetto “sballo legale”, anche se questo sembra maggiormente incentrato sulla Salvia divinorum, sul kratom (Mitragyna speciosa), sull’Argyreia nervosa (nota come rosa hawaiana), sui funghi allucinogeni e su un'ampia gamma di “droghe da party” proposte in alternativa all’ecstasy (MDMA).

Questa tendenza alla produzione in proprio sembra che sia dettata dal fatto che è stato osservato un calo di qualità, soprattutto della resina importata e quindi per tutta risposta i consumatori abbiano provveduto al “fai da te” reso ancora più facile sia dalle maggiori conoscenze tecnologiche che dalla diffusione di tutte le informazioni possibile attraverso il web (a questo proposito è interessante leggere lo studio di Hough, M., Warburton, H., Few, B., et al. 2003, A growing market: the domestic cultivation of cannabis, Joseph Rowntree Foundation, York) .

C'è da precisare che il problema della droga in generale è particolarmente sentito dalle Nazioni Unite che da anni affrontano il problema a livello globale. A New York nel 1998 (nella sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sul problema mondiale della droga -Ungass-) erano (sono) stati posti degli obiettivi per il raggiungimento di una riduzione significativa e misurabile dell’offerta e della domanda di droghe illecite nei dieci anni successivi al 1998. Nell'incontro tenutosi a marzo del 2008 per fare il punto della situazione ci si è resi conto però che i risultati ottenuti a livello mondiale erano abbastanza deludenti, pertanto è stata costituita una Commissione per rivedere le politiche mondiali della lotta agli stupefacenti e i cui risultati saranno presentati a Vienna nel marzo del 2009 per prendere ulteriori decisioni.

CURIOSITA'

L'origine della parola hashish è abbastanza controversa: alcuni sostengono che deriverebbe dagli hashashin della Siria, una setta ismailita di criminali, attiva fra il VIII e il XIV secolo in Medio Oriente, soprattutto in Persia e in Siria, capeggiata da Hasan-i-Sabbac (conosciuto anche come il vecchio della montagna) che massacravano le persone. Quando qualcuno di loro veniva preso, impressionava la serenità con la quale si facevano uccidere da qui l'appellativo di hashashin «mangiatori d'erba» (in quanto si pensava ne facessero largo uso) dal quale poi nacque il termine «assassini».

Non si sa con certezza da dove derivi il termine marijuana. Alcuni sostengono che deriverebbe dalle parole messicane Marías y Juanas" perchè le curatrici (las curanderas o yerberas) usavano le piante come medicamento. Altri ritengono che deriverebbe dalla parola portoghese marigu-ano che significa «inebriante». Altri pensano che la parola marijuana deriverebbe dalla parola del popolo Nahuatl marijuana, formata dalle parole mallin «prigioniero» e hua «proprietà» e ana «scegliere, prendere, afferrare» per cui la parola «malihuana» veniva usata per indicare la pianta che «si impossessava della persona». Gli americani affermano invece che la parola marijuana derivi dai nomi Marj e Jane che poi sono diventate marijuana. Altri studiosi affermano che potrebbe derivare da Maria (la Madre di Gesù) e da Giovanni (l'apostolo preferito di Gesù).

Nel Conte di Montecristo (Volume I, Cap. 31) di Alexandre Dumas padre, si narra, parlando dell'hashish «Sembrava che il corpo acquistasse una leggerezza fuori del materiale, lo spirito s'illuminasse in modo inaudito; i sensi sembravano raddoppiare le loro facoltà. L'orizzonte si allargava, ma non l'orizzonte cupo sul quale aleggia un vago terrore, quale l'aveva osservato prima del sonno, ma un orizzonte azzurro, trasparente, vasto con tutto ciò che il mare ha di bello, che il sole ha di raggi, che la brezza ha di profumo: quindi, in mezzo al canto dei suoi marinai, canto così limpido e chiaro, che se ne sarebbe fatta un'armonia celeste se si fosse potuto, vedeva comparire l'isola di Montecristo non più come uno scoglio minaccioso sui flutti, ma come un'oasi perduta nel deserto; poi a seconda che la barca s'avvicinava, i canti divenivano più numerosi, poiché un'armonia incantatrice e misteriosa saliva da quest'isola al cielo, come se qualche fata come Lorelay, o qualche mago come Amfione avesse voluto attirarvi qualche spirito, o fabbricarvi una città».

Al di là di ogni opinione sull'uso o non uso di questa droga vogliamo concludere questo articolo sia citando le parole del famoso psichiatra californiano Tod Mikuriya che ha scritto nel 1969: «Per gli agricoltori la cannabis è una fibra vegetale; per il medico, è un enigma; per le persone una euforia; per la polizia, una minaccia; per il trafficante, una fonte di pericolo redditizio; per il carcerato e la sua famiglia una fonte di dolore».

Dott.ssa M.G. Davoli

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Fonti bibliografiche online:
Trovapiante