Codice
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codice, incisione calcografica
"Codice" è un'incisione calcografica concepita nel pieno del dedito poetico-creativo e acquisito strumentale (torchio e relativo laboratorio), e in un frangente sufficientemente serenamente propizio allo svolgimento di quell'attività dove ogni fase, sebbene puntualmente programmare, deve, poi, necessariamente contemperare la vividezza dell'immaginazione con il pur sempre dubbio risultato tecnico, caratteristica, questa, che fa della calcografia un'arte ammaliante, fatucchiera, alla cui fascinazione nessun artiere pare sfuggire. La suggestione di uno spazio antropico in divenire, fermento di vita, è il "leitmotiv" che sostiene l'impianto formale di questo restituito iconico.
Una sacca uterina primordiale accoglie nelle buie viscere di quanto già testimonianza altra, la speranza larvale e ritmico-musicale qui assunta a genia in essere. Il curvilineo filiforme di quel fermento diventa forza motrice che proietta le individualità semiche nell'unico spazio-luce dove tutto è vita, tutto è possibilità, e così che un principio morfologico diventa al contempo genesi ed evoluzione di sé: la dialettica dicotomia zoo/antropomorfo...
Le campiture aeree (chiare) sono il risultato di irregolari graniture di acquatinta con bitume giudaico, ulteriormente supportate da dilavature acide a pennello, direttamente esperite sul nudo della matrice. I filiformi elementi sono necessariamente un riscontro dell'acquafore, così pure i nuclei semici sebbene, ovviamente, di una più decisa morsura.
L'accolto d'humus è, invece, il portato proprio di un'acquatinta di maniera, sebbene a tratti lasciata espandersi oltre il dovuto.
Grazie.
Giovanni Carafa (Incisore-calcografo)