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Bisonti

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G. Carafa, "Bisonti", acquaforte, 24,5 x 25,5 cm (anno 1981)

L'acquaforte "Bisonti", cui al post successivo, è essenzialmente la spazialità "di fondo" di un mondo ancestrale, simbolico, dove l'otogonalità non ha residenza alcuna. L'evoluto segnico del grafema musicale pare compartecipare al "regressio" primordiale riducendo la propria identificazione a parvenze fitoformi dove gli elementi strutturali sono a emergere come un tessuto linguistico cuneiforme. L'alternativa semantica di una apparente titolazione di apertura ("oppure") è pronta a capovolgere ogni certezza con un rimando in "profondità" tra residuati di significazione nella plurivalenza dei significanti.

Aste, incisi, scarne ramificazioni, anelli di fantasticherie ora vegetali e ora ancora di memoria sonora codificata sono il dialogo di un tempo ciclico dove la storia si piega su se stessa suggerendo il mito, l'età dell'oro, del mondo del sogno dove le opposizioni si ricompongono in una verità in cui spazio e tempo raccolgono la fenomenologia dell'esistenza.

La matrice calcografia, in zinco elettrolitico puro, ha subito varie fasi di lavorazione: dapprima, con morsure graduate, seppur di alta densità, sono state create le ampie campiture dei bovidi, poi, da una successiva copertura dell'intera superficie della lastra con vernice, e agendo sulle tracce dei segni-cera con solvenze di petrolio si è avuta ragione del recuperato metallico originario che prontamente attaccato con profonde morsure ha reso quel particolare tessuto segnico (cuneiforme).

Il tracciato filiforme, d'asporto a punta... ha completato il disegno che ulteriore sostenuto da aeree campiture acide di sfondo (rese a pennello di vetro) ha articolato i piani plastici dell'intero campo. L'inchiostrazione della matrice, dapprima ordinaria e poi "a rullo" con pasta "trasparente", ha omaggiato il suggestivo risultato pur nel suo essere sostanzialmente monocromaticità.

Quel lavoro, del lontano 1981, è stato il mio atto conclusivo d'amore del corso di studi d'Accademia.

Grazie.

Giovanni Carafa (Incisore-calcografo)













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Dedicato a mio padre, non per un addio ma per un arrivederci
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