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AGRICOLTURA E AMBIENTE
Il contesto normativo e ambientale della nostra agricoltura
Normativa agricola ed ambientale
Cosa si fa in Europa attualmente per un’agricoltura più sostenibile?

Gli Stati membri della UE attualmente definiscono strategie simili affinché tutte le terre agricole specialmente le terre non più utilizzate ed incolte ai fini della produzione siano mantenute in buone condizioni agronomiche ed ambientali in base all’art. 5 del Reg. CE 1782/03 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della Politica Agricola Comune ed sancisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori e che modifica altri precedenti regolamenti.

Tutti gli agricoltori che beneficiano di aiuti grazie a tutti i regimi di pagamento o sostegno unico alla superficie o diretto alla produzione od all’attività zootecnica in base al Reg. CE 1782/03 sono soggetti ad Obblighi di Condizionalità sanciti e confermati dal Reg. CE 796/04, pena il pagamento di sanzioni o riduzioni degli aiuti stessi.

TABELLA RIEPILOGATIVA DEGLI ATTI DEI CRITERI DI GESTIONE OBBLIGATORI (CGO)

Tutte le aziende agricole che percepiscono il pagamento unico alla superficie (non coltivata) o diretto alla produzione sono sottoposte a controlli nell'ambito della condizionalità.

Inoltre ogni regione, sulla base delle specificità territoriali in essa rappresentate predispone un proprio Piano di Sviluppo Rurale (PSR) che viene approvato in sede comunitaria. Esso è uno strumento attraverso il quale gli agricoltori che operano nel mondo rurale possono accedere a finanziamenti per realizzare progetti ed interventi di sviluppo strutturale e di gestione agro ambientale dell’azienda.
Ma cosa sono la Condizionalità ed i Piani di Sviluppo Rurale?

La Condizionalità subordina i pagamenti diretti agli agricoltori al rispetto, da parte di questi ultimi, di tutta una serie di requisiti ambientali e di altro tipo, a livello nazionale e a livello europeo. Per beneficiare del regime di pagamento unico e/o di altri pagamenti diretti alle produzioni gli agricoltori non sono obbligati a produrre ma a rispettare le norme della condizionalità in due modi.

  1. Con l’applicazione di "Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali ": tutti gli agricoltori che fanno domanda di pagamenti diretti, a prescindere dal fatto che i loro terreni vengano utilizzati o meno ai fini della produzione, devono rispettare le norme che saranno stabilite dagli Stati membri. Questo nuovo requisito è una conseguenza dell’introduzione del regime di pagamento unico ed è teso a evitare l’abbandono delle superfici agricole (e le relative conseguenze per l’ambiente);
  2. Con l’applicazione di "Criteri di Gestione Obbligatori": gli agricoltori devono rispettare altre norme di condizionalità, fissate conformemente a 19 direttive e regolamenti della UE che si riferiscono alla protezione dell’ambiente, alla sanità pubblica, alla salute delle piante e degli animali. Il mancato rispetto di questi criteri da parte degli agricoltori può comportare detrazioni o anche la soppressione totale dei pagamenti diretti. Pertanto tali attività non dovranno essere considerate come adempimenti da svolgere in risposta alle prescrizioni normative, ma potranno rappresentare una vera e propria opportunità di sviluppo per le aziende attraverso il miglioramento qualitativo delle produzioni, la loro ecosostenibilità ed il rispetto del paesaggio che costituisce un valore aggiunto significativo.

Si è creato quindi il cosiddetto sostegno condizionato o condizionalità (cross compliance) che subordina la concessione di pagamenti diretti al rispetto di particolari disposizioni normative.

Paesaggio agricolo umbro

Sul fronte delle misure di sviluppo rurale, invece, si è ritenuto sempre in sede di comunità europea di dover fornire sostegno finanziario agli agricoltori che partecipano ad un particolare gruppo di interventi, solo a condizione che questi rispettino dei requisiti minimi o che si impegnino a produrre sforzi aggiuntivi come ad esempio progetti innovativi mai prima sviluppati (agriturismo, alloggio, ristoro, vendita diretta, attività sportivo-ricreative e didattiche, etc).

Attualmente il budget complessivo della politica agricola comune è di circa 40 mld di euro ossia il 38% circa del totale bilancio ed è quasi interamente coperto dai sostegni diretti agli agricoltori (circa il 72%) ma sarà destinato a scendere con la nuova riforma Pac 2014-2020.

Il Psr o Piano di sviluppo rurale E' un documento di programmazione redatto dalle Regioni nel quadro di riferimento Europeo dell'Agenda 2000 che opera sul territorio regionale; esso è pertanto il principale strumento di programmazione e finanziamento per gli interventi nel settore agricolo, forestale e dello sviluppo rurale gestito direttamente dalle regioni di concerto con la comunità europea.

Le priorità strategiche individuate nel Piano Strategico Nazionale (Psn) e negli Orientamenti Strategici Comunitari (Osc) sono adattati alle realtà regionali con il Psr allo scopo di perseguire gli obiettivi di sviluppo e di competitività delle aree rurali. Il principale quadro normativo di riferimento del Psr è ora il Regolamento CE 1698/2005 che disciplina il sostegno allo sviluppo rurale da parte del Feasr (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale).

Cereus
La struttura del Psr

Il Psr è articolato in 4 assi d'intervento per ognuno dei quali sono indicati gli obiettivi a cui fanno riferimento pacchetti di misure specificate nel dettaglio.

In questo modo viene definita una politica di programmazione integrata per garantire un equilibrio nella distribuzione delle risorse e l'integrazione tra obiettivi e misure.

Le misure sono adeguate alle esigenze attuali del mondo rurale quali il sostegno allo sviluppo di imprese giovani, la modernizzazione degli investimenti, dell'accesso al credito, l’inclusione del concetto d 'ambiente nella propria attività, la tutela del territorio, del paesaggio e dei servizi.

Gli assi di intervento sono

Asse I

Obiettivo dell'asse I è il miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale attraverso 3 pacchetti “Potenziale umano” (sviluppo del potenziale attraverso formazione professionale e servizi di consulenza e assistenza nella gestione delle imprese agricole), “Capitale fisico” (ristrutturazione e ammodernamento delle aziende agricole, innovazione e cooperazione) e “Qualità” (miglioramento della qualità della produzione e dei prodotti agricoli attraverso il rispetto delle norme e la partecipazione a sistemi di qualità).

Asse II

E’ dedicato al miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale attraverso l'uso sostenibile dei terreni agricoli (favorito da indennità compensative per zone montane e svantaggiate, pagamenti agroambientali ed investimenti non produttivi) e l'uso sostenibile delle superfici forestali (imboschimento di terreni agricoli e non, pagamenti silvo-ambientali, interventi preventivi e ricostituzione del potenziale forestale)

Asse III

Gli interventi sono dedicati alla diversificazione verso attività non agricole, all'incentivazione al turismo, alla creazione di imprese e allo sviluppo, al rinnovamento e alla riqualificazione del patrimonio rurale. Previsti, inoltre, programmi di formazione professionale, promozione e attuazione di partenariati pubblico-privati.

Asse IV

Con l’ 'Asse IV si sviluppano strategie locali, la cooperazione e la gestione dei Gal (Gruppi di Azione Locale).

Il Piano Strategico Nazionale (PSN) raccoglie ed elabora tutte le priorità comunitarie suddette definendo un quadro strategico generale che tiene inoltre conto delle scelte adottate dalle Regioni e Province Autonome le quali, come noto, sono competenti in via esclusiva in materia di agricoltura.

Tabella Pac

Il PSN identifica questa strategia nazionale in tre obiettivi generali:

  1. migliorare la competitività del settore agricolo e forestale;
  2. valorizzare l’ambiente e lo spazio rurale attraverso la gestione del territorio;
  3. migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche

La programmazione nazionale, inoltre, individua obiettivi prioritari per ciascuno dei 4 Assi strategici, fornendo anche indicazioni sul rilievo (anche finanziario) da attribuire a ciascun obiettivo in coerenza con i risultati delle analisi sviluppate su scala nazionale.

I Programmi di Sviluppo Rurale rappresentano il principale strumento di sostegno alla competitività delle imprese, alla salvaguardia dell’ambiente ed alla diversificazione economica delle aree rurali.

Paesaggio montano

Un fattore fondamentale importante è rappresentato dal contesto ambientale, di cui l’agricoltura è parte integrante, poiché gli scenari di cambiamento climatico e la recente crescita nella frequenza di accadimento di eventi estremi aumenta l’esposizione al rischio di aziende che già per loro missione e conformazione, presentano maggiore vulnerabilità di altre al rischio climatico.

Quindi più esattamente

La Condizionalità subordina i pagamenti diretti alle attività produttive degli agricoltori al rispetto, da parte di questi ultimi, di tutta una serie di requisiti e condizioni compatibili con l’ ambiente ed il PSR invece stimola con finanziamenti agevolati gli agricoltori a realizzare investimenti innovativi e remunerativi in aree svantaggiate e montane.

Si va sempre più nella direzione di un’autocertificazione della Condizionalità attraverso il controllo sullo stato di manutenzione dei terreni a prescindere da cosa si produca e con la verifica degli aspetti ambientali, agronomici e paesaggistici.

Attualmente la Condizionalità è legata obbligatoriamente al sistema dei sostegni erogati con la Pac (Politica Agricola Comune) come strutturato dal Reg. (CE) n. 73/2009 e come recepito in Italia dal DM 30125 del 22 dicembre 2009 è basata sulla divisione degli obblighi in due grandi insiemi: i Criteri di Gestione Obbligatori (CGO), costituiti dal recepimento nella normativa nazionale delle direttive e dei regolamenti comunitari, e le Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA), i cui obiettivi sono descritti nel regolamento, ma la cui effettiva adozione viene dettagliata nel DM nazionale e nelle delibere di recepimento regionali. I CGO sono suddivisi in "atti" che sono a loro volta raggruppati in blocchi, dedicati all'ambiente, alla sanità pubblica e salute degli animali e identificazione e registrazione degli stessi; alla salute delle piante, alla notifica delle malattie e al benessere degli animali. Le BCAA sono divise in norme anch'esse raggruppate per obiettivi, i quali attualmente sono la protezione del suolo dall'erosione, il mantenimento della sostanza organica del suolo, il mantenimento della struttura del suolo, assicurare un livello minimo di mantenimento degli habitat ed evitarne il deterioramento, e infine la protezione e migliore gestione delle risorse idriche.

Tabella esplicativa

Al rispetto della condizionalità sono interessati quindi gli agricoltori beneficiari di UNO O PIU’ dei seguenti REGIMI DI SOSTEGNO:

  1. Sostegno unico disaccoppiato dagli altri aiuti riferiti alla produzione od alla superficie od alla zootecnia
  2. Sostegno diretto alla superficie (grano duro, riso, seminativi, frutta a guscio, colture e produzioni di qualità (ex art. 69, legumi, ecc.);
  3. Sostegno diretto alla produzione (sementi, olio di oliva, tabacco, ecc.);
  4. Sostegno diretto nel settore zootecnia.

I vincoli alla suddetta condizionalità si riferiscono agli atti e alle norme comprese nei seguenti campi di condizionalità:

  1. Ambiente;
  2. Sanità pubblica, salute delle piante e degli animali;
  3. Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali.

Gli impegni di condizionalità devono essere rispettati su qualsiasi superficie aziendale compresa quella svincolata dagli aiuti. In caso di cessione dell’azienda gli obblighi inerenti la condizionalità sono trasferiti al nuovo titolare.

Tulle le aziende agricole in possesso di un fascicolo aziendale, obbligatorio dall’entrata in vigore del regolamento ed identificativo dell’azienda sono tenute al rispetto delle norme di condizionalità facendo però riferimento alle singole e peculiari condizioni e caratteristiche aziendali; quindi non è obbligatorio rispettare tutte le Norme ed Atti vincolanti ma solo quelli che attengono alle specificità aziendali.

Alla domanda di aiuti finanziari della Pac (Politica Agricola Comune) deve essere contestualmente dichiarata la sottoscrizione all’impegno da parte dell’imprenditore agricolo del rispetto delle norme di condizionalità previste per la propria azienda.

In questo modo peraltro con la domanda agli aiuti si rende quantomeno necessaria ed indispensabile la partecipazione diretta dell’imprenditore alla gestione agro ambientale della propria azienda sia dal punto di vista dei vincoli ambientali a cui è soggetta sia dagli aspetti tecnici e gestionali di utilizzazione dei terreni collegati alla produttività e commerciabilità dei suoi prodotti.

Riduzione dell'erosione del suolo, mantenimento della fertilità dei terreni, salvaguardia della biodiversità vegetale ed animale sono i primi risultati positivi ottenuti dall'agricoltura italiana nella nuova sfida ambientale tracciata dalla Politica agricola comune che a questi obiettivi destina una fetta importante dei finanziamenti Pac. La parola-chiave di questa nuova strategia è la cosiddetta "condizionalità".

TABELLA RIEPILOGATIVA DELLE NORME DELLE BUONE  CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI (BCAA)

Essa è in definitiva l'insieme di regole che gli agricoltori devono rispettare per garantire standard elevati di difesa dell'ambiente e del territorio, sicurezza alimentare e salute pubblica, benessere degli animali. Il reddito degli agricoltori è circa la metà di quello medio degli altri comparti produttivi e di questo due terzi in media è costituito dai pagamenti erogati a titolo della PAC per garantire l’offerta dei benefici pubblici di cui sopra. I pagamenti nell’ambito del primo pilastro sono particolarmente importanti, visto che rappresentano in media pressoché la metà del reddito degli agricoltori nell’UE. La solidarietà finanziaria all’agricoltura è necessaria per garantire una coesione socioeconomica ed un’integrazione in tutta l’UE a 27 ed anche un equilibrio maggiore tra le zone rurali e il territorio urbano.

Dott.ssa Antonella Di Matteo

Trovapiante