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PIANTE DA ESTERNO DA FIORE

GLICINE
come prendersene cura e averlo fiorito

Glicine o Wisteria

Glicine, pianta da esterno rampicante, rustica e con strepitose fioriture. Vediamo insieme come coltivarla con tutte le accortezze necessarie per averne cura.

Indice

Glicine, descrizione della pianta

Il glicine (botanicamente è genere Wisteria) appartiene alla famiglia Fabaceae, ed è una pianta rampicante molto apprezzata per la sua rusticità e per le sue fioriture profumate, le più abbondanti tra tutti i diversi generi di rampicanti. E' una tipica pianta da esterno e le sue dimensioni possono diventare ragguardevoli considerando che alcune specie superano i 30 m di altezza.

Le sue origini sono asiatiche proviene infatti dalla Cina, dal Giappone e dalla Mongolia.

Possiede un fusto unico nel suo genere perchè ha la particolarità di attorcigliarsi su se stesso durante la crescita in senso orario o antiorario a seconda della specie.

Le foglie sono alterne, di colore verde brillante diventando gialle in autunno prima di perderle in inverno per poi ricrescere in primavera dopo che i fiori sono sbocciati. I fiori sbocciano in primavera o in estate prima delle foglie raggruppati in infiorescenze a racemo pendente e in alcune specie superano il metro di lunghezza. I frutti sono verdi, penduli e assomigliano a dei fagioli essendo dei legumi.

Della decina di specie che compongono il genere Wisteria, solo due sono coltivate: Wisteria floribunda originaria del Giappone che fiorisce nella tarda primavera - all'inizio dell'estate con fiori molto profumati, di colore bianco, azzurro, rosa o violetto a seconda della varietà con l'infiorescenza che raggiunge i 30 cm di lunghezza; Wisteria sinensis o rampicante viola , specie più nota e originaria della Cina. Può raggiungere di 40 m di altezza e allargarsi fino a 70 m. La fioritura è primaverile con fiori profumati di colore bianco, lilla, azzurri a seconda della varietà anche loro riuniti in infiorescenze a racemo lunghe fino a 30 cm..

Glicine o Wisteria
Glicine, coltivazione e cura

Come premessa diciamo che il glicine è una pianta che richiede alcune accortezze nella sua coltivazione soprattutto per quanto riguarda la concimazione e la potatura considerando che è una pianta che se non è tenuta sotto controllo, diventa veramente importante in quanto a dimensioni.

E' una pianta che va coltivata in piena terra. E' impensabile coltivarla in vaso. In questo modo la si costringerebbe a crescere stentata.

Essendo una pianta rampicante ha bisogno di un supporto al quale ancorarsi per la sua crescita nel quale attorciglia il suo fusto.

Glicine, impianto

Il glicine si mette a dimora in autunno in una posizione soleggiata (sud o ovest) e dove c'è sufficiente terreno per lo sviluppo della pianta. Questo periodo è indicato per dare alla pianta il tempo, prima della primavera, di affrancare le radici per bene al terreno. Fate una buca nel terreno grande e profonda il doppio del contenitore della pianta mettendo sul fondo della buca del concime organico maturo ricoprendolo poi con del terriccio. Ricordarsi di sistemare nella buca un sostegno al quale la pianta si può aggrappare. A quel punto si mette la pianta a dimora. Si pressa quindi bene il terreno e si annaffia abbondantemente. In genere occorrono due anni per avere le radici ben affrancate e la pianta iniziare a svilupparsi. In questo periodo bisogna annaffiare ogni volta che il terreno si asciuga.

Sarebbe meglio fare una pacciamatura con aghi di pino, paglia o trucioli di legno tutto intorno alla pianta per evitare che le escursioni termiche possano danneggiare la radici ancora superficiali e delicate oltre che mantenere il terreno umido più a lungo.

Il sostegno per la pianta oltre che un tutore può essere un muro, un pergolato o un altro albero. La scelta va fatta considerando che le infiorescenze sono pendule e in alcune specie possono arrivare a essere lunghe anche un metro, quando la pianta è cresciuta.

Glicine, esposizione

L'esposizione ottimale per il glicine è in pieno sole quindi va sistemato a sud o a ovest in modo che riceva il sole tutto il giorno. Il motivo è che i fiori nascono prima delle foglie su dei rami nudi, quindi non hanno alcun tipo di protezione. Considerando che inizia a fiorire in primavera, dei ritorni di freddo o delle gelate li danneggerebbero. Quindi un'esposizione in pieno sole, contiene il fenomeno. In ogni caso, anche un'ombra leggera è tollerata ma potrebbe avere come conseguenza una scarsa fioritura o un suo ritardo.

Glicine, temperatura

Le temperature di coltivazione del glicine non devono scendere al di sotto dei 15°C, mentre per le temperature massime non ci sono problemi. Attenzione alle gelate primaverili che potrebbero causare seri problemi alla fioritura.

Glicine, tipo di terreno

Il miglior terreno per il glicine è ricco di sostanza organica e ben drenante in quanto non tollera i ristagni idrici. Attenzione ai terreni calcarei che sono mal tollerati perchè in questo caso le foglie diventano gialle tra le nervature causando la clorosi fogliare o clorosi ferrica (vedi paragrafo avversità). Il calcare infatti rende insolubile il ferro e quindi viene inibita la fotosintesi clorofilliana.

Glicine o Wisteria
Clorosi ferrica sulle foglie di glicine
Glicine, annaffiature

Per il glicine in genere è sufficiente l'acqua piovana a soddisfare le sue esigenze idriche. Solo nel caso in cui la stagione è particolarmente secca, allora occorre intervenire con una frequenza dettata dal tipo di terreno: se sabbioso più frequentemente di uno argilloso.

In ogni caso teniamo presente che nei primi due anni dall'impianto è meglio avere cura della pianta annaffiando regolarmente il terreno ogni qual volta si asciuga dato che le radici non saranno ancora ben sviluppate. Si consiglia di annaffiare la mattina presto durante il periodo estivo in modo da perdere meno acqua per evaporazione dovuto al caldo.

Buona norma è la pacciamatura del terreno intorno alla pianta (con aghi di pino, pezzetti di corteccia, paglia ecc. per circa un metro intorno alla pianta) in modo da evitare perdita d'acqua per evaporazione e mantenimento di un terreno fresco intorno alle radici. Maggiore è l'età della pianta più ampio spazio si deve alla pacciamatura perchè le radici sono più sviluppate.

Glicine, concimazione

Per il glicine la concimazione è fondamentale per la crescita e per la fioritura. Teniamo inoltre presente che il concime deve avere una percentuale di potassio (K) alta mentre dell'azoto (N) non ne ha necessità (essendo una fabacea - ex leguminosa secondo la vecchia classificazione botanica - dato che i batteri azotofissatori di cui sono ricoperte le radici, sintetizzano questo prezioso elemento chimico e lo donano alla pianta. Una somministrazione extra con il concime sarebbe dannosa per la pianta e inibirebbe la fioritura. Importanti sono anche gli altri elementi chimici quali fosforo (P), magnesio (Mg), il ferro (Fe), il manganese (Mn), il rame (Cu), lo zinco (Zn), il boro (B), il molibdeno (Mo).

Si concima dall'inizio della primavera e per tutta l'estate.

Glicine, potatura

Per il glicine una volta adulto, la potatura diventa indispensabile per avere una pianta armoniosa e ben fiorita. Infatti con una adeguata potatura si aumentano i rami fiorali. Quanto potare? Si consiglia di fare due potature all'anno: la prima potatura va fatta alla fine dell'estate eliminando i rami mal cresciti della stagione fino a 30 cm della loro lunghezza. Successivamente si pota alla fine dell'inverno fino alle gemme più basse del ramo principale lasciando 3-4 gemme.

Glicine, fioritura

Il glicine fiorisce in periodi leggermente differenti a seconda della specie: la Wisteria floribunda fiorisce nella tarda primavera - all'inizio dell'estate mentre la Wisteria sinensis la una fioritura più primaverile. Tutte le fioriture sono abbondanti, colorate e profumate. In entrambe le specie i fiori nascono prima delle foglie.

Se vediamo che la pianta non fiorisce potreste avere fatto degli errori nella sua coltivazioni che possono essere legati a:

Glicine o Wisteria
Glicine, moltiplicazione

Il glicine si moltiplica per talea. Si prelevano tra fine luglio- fine agosto lunghe circa 10 cm e si mettono a radicare in un terriccio formato da torba e sabbia grossolana in parti uguali. Quando compariranno i primi germogli vuol dire che la talea ha radicato. A quel punto si aspetta che si irrobustisca e quando è sufficientemente grande si mette a dimora.

Altro modo di moltiplicazione è la propaggine (foto sotto). Si piega un ramo nel terreno senza staccarlo dalla pianta madre incidendo i tessuti nel punto di interramento. Dopo circa un anno possono essere staccate dalla pianta madre e coltivarle come pianta singola perchè avranno radicato.

Glicine o Wisteria
Moltiplicazione per propaggine
Glicine, avversità

Il glicine è una pianta abbastanza robusta e non è facilmente soggetta ad attacchi parassitari. Si parla più di fisiopatie, vale a dire di danni causati alla pianta da cattive tecniche di coltivazione. La principale è sicuramente la CLOROSI FERRICA FOGLIARE causata da un terreno troppo ricco di calcare. Il calcare infatti ha la particolarità che rende nel terreno il ferro non assimilabile dalla pianta. In questo modo la pianta non riesce a svolgere la fotosintesi clorofilliana. Infatti il classico sintomo di questo danno sono le foglie scolorite, con forti decolorazioni tra le nervature a cui ovviamente segue il deperimento di tutta la pianta. Occorre somministrare solfato di ferro per acidificare il terreno e, una volta corretto, avere l'accortezza di non usare acqua calcarea per annaffiare.

Un'altra fisiopatia che possiamo riscontrare è UNA SCARSA FIORITURA E POCHE FOGLIE. Questo sintomo può essere dovuto al fatto che la pianta ha ricevuto troppo azoto con le concimazioni; la pianta è esposta in una zona con scarsa illuminazione; le potature non sono state eseguite correttamente.

Potremo avere la sfortuna di trovare delle FORME TUMORALI NEL FUSTO. Questo sintomo è l'evidenza della presenza di un batterio, l'Agrobacterium tumefaciens molto dannoso per la pianta. Queste escrescenze le vediamo a occhio nudo sui fusti, sui rami e nelle radici. Se trovate questa infezione non c'è più nulla da fare per la pianta. Bisogna eliminarla e bruciare i resti. Il batterio si trasmette in genere in conseguenza a tagli. Occorre pertanto fare attenzione a usare attrezza puliti e disinfettati quando si pota e sarebbe cosa buona, trattare le parti tagliate con prodotti a base di rame tipo poltiglia bordolese.

Anche il MAL BIANCO o OIDIO può infastidire la pianta. Si tratta di un fungo che va a intaccare tutte soprattutto le parti più tenere della pianta. E' facilmente riconoscibile grazie alla patina biancastra della quale le foglie si ricoprono. In questo caso è opportuno eliminare le parti colpite e intervenire con prodotti a base di zolfo.

Mal bianco oidio

Parassiti frequenti possono essere gli AFIDI che si riconoscono sia perchè le parti della pianta risultano appiccicose dovute ai loro escrementi e le foglie si accartocciano. E' opportuno usare dei prodotti aficidi sistemici cioè che entrano nel flusso linfatico della pianta e quindi gli afidi, succhiando la linfa della pianta, succhiano anche il veleno.

Anche gli ACARI possono disturbare il glicine. Si riconoscono dal fatto che le foglie diventano gialle e si accartocciano assumendo un aspetto quasi polverulento. Si trovano più frequentemente durante il periodo estivo con un clima caldo e secco. Mantenendo un ambiente umido intorno alla chioma, si può contenere l'infestazione. Se l'infestazione è grave, allora intervenire in inverno con acaricidi specifici mescolati a oli bianchi.

Afidi e acari
Glicine, linguaggio dei fiori e simbologia

Il glicine è considerato un talismano nei confronti delle calamità.

Se si regala un fiore di glicine, significa che si è riconoscenti verso la persona indicando anche amicizia.

I nati sotto il segno zodiacale dei pesci hanno il glicine come essenza astrale. Favorirebbe infatti a riorganizzare le idee e averle più chiare diventando più concreti.

Glicine, notizie curiose

I fiori del glicine della specie Wisteria sinensis sono commestibili e possono essere pastellati e fritti oppure mangiati crudi a insalata.

E' una pianta nettarifera vale a dire che è molto apprezzata dalle api. Nell'antichità si legge che il suo miele si usasse per curare la tosse secca.

Nel glicine è presente la wistarina un glucoside che provoca vomito, diarrea e dolori addominali se ingerita. Questa sostanza si trova in tutte le parti della pianta, foglie, rami, frutti o semi, a eccezione dei fiori della Wisteria sinensis che possono essere mangiati.

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