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MITOLOGIA E AMBIENTE
MITO DI ACHELOO E DI COME ERACLE CONQUISTO' DEIANIRA
Mito di Acheloo, Eracle (Ercole) e Deianira
Acheloo
Tegola angolare con testa di Acheloo presso la Villa Romana dell'Auditorium, Roma (Italia)

Presso la casa di Eneo, re di Calidone e di sua moglie Altea, sorella di Meleagro e Tideo, si erano riuniti numerosi pretendenti alla mano della loro figlia Deianira. Tra di essi era presente anche Acheloo figlio di Oceano e Teti (o secondo altri di Urano e Gea), divinità fluviale dell'Etolia che aveva la facoltà di assumere qualunque aspetto.

Ercole - Ercole Farnese marmo copia di originale in bronzo, Museo archeologico nazionale, Napoli (Italia)
Ercole Farnese (II sec. a.C.)
Marmo copia di originale in bronzo, museo archeologico nazionale, Napoli (Italia)

Mentre tutti i pretendenti erano riuniti in una grande sala, all'improvviso fece il suo ingresso Eracle (Ercole nella mitologia latina) ornato con la pelle del leone che aveva ucciso nella pianura di Nemea. Alla sua presenza tutti i pretendenti di Deianira, nonostante fossero uomini abili e valorosi nell'arte della guerra, si ritirarono tranne Acheloo che rimase a contendere con Eracle la mano della fanciulla.

Eracle, per convincere Deianira ad accettarlo come sposo iniziò a declamare nel sue origini divine dicendo che sarebbe diventato nuora di Zeus. Per contro Acheloo ribatteva che era il dio di un grande fiume e che non era odiato da nessuno al contrario di Eracle che era perseguitato da Era, la sposa di Zeus. A quel punto Eracle disse che meglio delle parole, contavano i fatti per cui sfidò Acheloo a duello.

I due rivali si disposero nell'arena e inziarono a scrutarsi. Il primo a muoversi fu Eracle che presa una manciata di sabbia da terra la gettò sul viso di Acheloo. Questi per poco non rimase accecato ma subito si riprese e si scagliò contro Eracle. A lungo i due contendenti combattevano avvinghiati l'uno all'altro e senza esclusione di colpi. Alla fine però Eracle riuscì a svincolarsi e a montare sulle spalle di Acheloo immobilizzandolo. Acheloo era sul punto di soccombere quando si trasformò in un gigantesco serpente.

La vista del serpente avrebbe fatto inorridire chiunque ma non Eracle che invece si mise a ridere mentre ricordava ad Acheloo che ancora in fasce aveva ucciso i due serpenti che Era gli aveva inviato per ucciderlo. A quel punto Ercole stringe forte con una sola mano la testa del serpente e stava per soffocare Acheloo che prontamente si trasformò in un enorme toro.

Eracle che combatte con Acheloo serpente - Museo del Louvre, Parigi (Francia)
Eracle che combatte con Acheloo serpente
Museo del Louvre, Parigi (Francia)
Acheloo - Busto, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma (Italia)
Busto di Acheloo,
Museo Nazionale Etrusco,
Villa Giulia, Roma (Italia)

Eracle, per nulla intimorito a quella vista, lo afferrò per le corna e lo scaraventò a terra con talmente tanta forza che si spezzò una delle due corna e in questo modo Acheloo fu mutilato per sempre.

A quel punto per sfuggire a Eracle, Acheloo si gettò nel fiume Toante che da allora prese il suo nome (in greco moderno è Aspropòtamo, il secondo fiume per lunghezza della Grecia) e da quell'episodio Acheloo venne rappresentato con il corpo di un toro e la testa di un uomo barbuto o con il corpo umano e la testa di un toro ma sempre con un solo corno.

Una delle interpretazioni che si danno a questo episodio è che Acheloo non era altro che un fiume dell'Etolia che ricordava un serpente per via del suo percorso sinuoso, che frequentemente straripava in maniera prorompente come la carica di un toro. Quando arrivò Eracle questi arginò il suo corso costringendolo a scorrere in un solo letto (l'allegoria con il corno strappato) portando in questo modo prosperità alle regioni che attraversava.

Scrive Tazio (Tebaide, IV, 153-156 - Trad. C. Bentivoglio):

« (...) e l'Acheloo scornato, e che non osa
erger la fronte offesa, e mesto giace
ne l'umide caverne, e le sue sponde
restano asciutte e squallide d'arena»
.

Le ninfe, raccolto il corno di Acheloo lo riempirono di fiori e di frutti consacrandolo alla dea dell'Abbondanza e da qui nacque la leggenda della Cornucopia.

Acheloo fu così vinto ed Ercole sposò Deianira, la più dolce tra le fanciulle mortali.

Abbondanza, dea - statua di marmo, Giardini di Boboli, Firenze (Italia)
Abbondanza
Statua di marmo, Giardini di Boboli, Firenze (Italia)
(iniziata nel 1608 dal Giambologna e conclusa da Pietro Tacca e Sebastiano Salvini 1636-1637)
Particolare cornucopia di Ercole
Particolare cornucopia

Dott.ssa Maria Giovanna Davoli

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