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CLOROSI FERRICA

Come si manifesta, le cause e come curarla, le piante più soggette e come prevenirla: i nostri consigli

Clorosi ferrica
Indice

Come si manifesta la clorosi ferrica

La clorosi ferrica consiste in un ingiallimento dei tessuti verdi della pianta perchè non è più presente la clorofilla. Si manifesta quando c'è una carenza di ferro (Fe) nel terreno e quindi nella pianta. E' molto caratteristica e inconfondibile: le foglie ingialliscono per mancanza della clorofilla, la pianta cresce stentata e spesso non fiorisce. Ci si rende subito conto di questa patologia perchè i primi sintomi si manifestano sulle foglie più giovani che stanno in cima ai germogli. Le foglie ingialliscono sino anche a diventare quasi bianche mantenendo spesso la colorazione verde solo nelle nervature. Alla decolorazione segue il disseccamento della foglia lungo il suo margine fino alla sua rapida caduta.

Il ferro nella pianta ha una funzione plastica vale a dire permette al materiale cellulare di far crescere la pianta. Entra infatti nella costituzione delle proteine e di numerosi enzimi oltre che intervenire nella sintesi della clorofilla e svolgere un ruolo fondamentale nei processi respiratori delle cellule. La pianta non riesce più a svolgere la fotosintesi clorofilliana. Insomma, senza ferro la pianta non va da nessuna parte.

Cause della clorosi ferrica

Le cause più frequenti di questa fisiopatia possono essere, sia l'irrigazione con acqua calcarea che satura il terreno di calcio che un terreno già troppo calcareo.

Può succedere che un terreno abbia una buona dotazione di ferro ma che questo non sia disponibile per la pianta perchè il terreno è troppo alcalino oltre che da un eccesso di elementi antagonisti al ferro quali il calcio (Ca), il magnesio (Mg), lo zinco (Zn), il manganese (Mn), il rame (Cu). Al contrario invece il potassio (k) facilita l'assorbimento del ferro. In entrambi i casi il ferro diventa insolubile nel terreno e pertanto, pur presente, non è utilizzabile dalla pianta e pertanto si manifesta una carenza.

Un tempo la clorosi ferrica era chiamata clorosi del calcare perchè si era convinti che la causa fosse un eccesso di calcio e non una carenza di ferro.

Clorosi ferrica

Come combattere la clorosi ferrica

Il rimedio per combattere la clorosi ferrica è correggere la reazione del terreno quindi il suo pH, mediante l'uso di sostanze che lo acidificano (in quanto il calcare lo ha reso basico). Il metodo più usato consiste nella somministrazione di chelati di ferro al terreno (facilmente reperibile presso un buon vivaista) per acidificarlo oltre somministrarlo direttamente sulla pianta per una più rapida azione. I chelati di ferro sono dei composti solubili e stabili che non vengono bloccati nel terreno e pertanto sono prontamente assorbiti dalla pianta.

Come evitare la clorosi ferrica

E' fondamentale conoscere il terreno con il quale si ha a che fare, quindi se è un terreno acido o alcalino e se la pianta che si intende mettere in quel terreno è acidofila oppure no, questo per garantire la sopravvivenza della pianta.

Pertanto è importante conoscere quello che viene chiamato pH del terreno: pH 7 indica un valore neutro. Un pH inferiore a 7 indica un terreno acido mentre un pH superiore a 7 indica un terreno basico. Quindi un terreno con pH superiore a 7 è indicato per pianta calcicole vale a dire piante che vivono bene in terreni alcalini viceversa un terreno con un pH inferiore a 7 è adatto per piante acidofile.

Conoscere il pH del proprio terreno è semplice dato che esistono in commercio strumenti a basso costo facilmente reperibili che riescono a calcolarlo con una discreta precisione. A quel punto sapendo il pH del nostro terreno, possiamo scegliere la pianta che più si adatta. Facciamo degli esempi:

Meglio prevenire...

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