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La Maddalena, un gioiello che non splende la sera: Il paradosso di un'isola senza cultura e intrattenimento

La Maddalena, un paradiso di giorno e un deserto di notte. Scopri il paradosso di un'isola senza cultura e intrattenimento e quali sfide attendono il suo futuro turistico.

Cala Garibaldi, Caprera (Arcipelago di La Maddalena, Sardegna)
Cala Garibaldi, Caprera (Arcipelago di La Maddalena, Sardegna)

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IL PARADOSSO DI UNA BELLEZZA INCOMPLETA

Scrivo questo articolo da maddalenina, che ama la sua terra per via del suo splendido mare e delle sue incantevoli coste dalle acque cristalline come poche volte si incontrano, per le meraviglie naturali, per le tante spiagge incontaminate, per il suo granito rosa che ti fa sentire a casa, per il profumo dell'elicriso che, trasportato dal vento, ti riempie i polmoni e ti fa sentire a casa... un paradiso insomma.

Eppure, dietro questa cartolina perfetta, soprattutto per chi vive o resta sull'isola scopre molto presto un'altra realtà. Da un lato, c'è una natura straordinaria e un paesaggio mozzafiato, dall'altro, c'è una grave carenza di attività culturali e di intrattenimento, a parte le poche attività durante i due mesi della stagione estiva (parlo nei mesi di luglio e agosto).

Quando gli amici vengono a trovarmi e li ospito, una volta andati in spiaggia, ritornati e casa, fatto una bella doccia e rivestiti di tutto punto, mangiato un boccone a casa (dato che i ristoranti sono improponibili come prezzi) dove si va per vedere qualcosa di interessante e passare qualche ora serenamente? Dove trovare, un intrattenimento che non sia il solito bar con la musica a volume altissimo o il giretto per le vie del paese con i soliti negozi di souvenir? La risposta è semplice: "Da nessuna parte" perchè a La Maddalena a parte le strutture su Garibaldi, non c'è nulla da vedere o da fare o perlomeno, molto ma molto poco, culturalmente parlando.

Pertanto mi chiedo e ti chiedo: " Un'isola può vivere di sola bellezza naturale o ha bisogno di un'anima culturale per essere una destinazione completa e sostenibile tutto l'anno? Può continuare a vivere di turismo mordi e fuggi?".

Granito rosso di La Maddalena (Sardegna)
Granito rosso di La Maddalena (Sardegna)

UN'ISOLA CHE SI SPEGNE AL TRAMONTO

Vi racconto le attività dei mesi di luglio e agosto, giusto per capire che cosa offre La Maddalena ai turisti.

Attività aperte nei mesi di luglio e agosto:

  • casa e tomba di Garibaldi a Caprera, dove fino a poco tempo fa, la visita era accompagnata da una guida che spiegava i vari aspetti della casa e della vita di quest'uomo, rendendola più accattivante, cosa che adesso non esiste più. I visitatori sono abbandonati a se stessi;
  • memoriale di Garibaldi sito nell'isola di Caprera, costruito nel forte sabaudo della fine dell’ottocento, in pratica un museo multimediale sempre su Garibaldi, sulla sua vita e le sue gesta... Se non altro il visitatore può godere della bellezza del luogo dove sorge il memoriale in quanto c'è una vista mozzafiato;
  • escursioni in barca alle isole dell'arcipelago, indubbiamente da non perdere ma che hanno ormai dei prezzi improponibili per una famiglia, dai 60,00 euro in su a persona;
  • un cinema all'aperto, all'arena La Conchiglia in via Principe Amedeo, molto carino se non fosse che ti mangiano vivo le zanzare e i film che trasmettono non sono affatto pubblicizzati in quanto è molto scarsa la cartellonistica informativa;
  • il teatro estivo sito nella Fortezza I Colmi all'aperto dove per soli 3 giorni nel mese di luglio c'è la rassegna "La valigia dell'attore" un appuntamento annuale di approfondimento sull’arte della recitazione dedicata all'attore Gian Maria Volonté.

Visto questo, cosa resta? Il mare, le escurisioni in barca alle isole dell'arcipelago, un giro nel centro storico che si esaurisce partendo da Piazza Umberto I e proseguendo per via Garibaldi, via XX Settembre per finire a Cala Gavetta. Oppure si può fare il giro partendo sempre da Piazza Umberto I e proseguendo per via Amendola (che costeggia le banchine) fino sempre a cala Gavetta. Questi sono gli unici tratti ricchi di negozi turistici... ma parliamo di 1 km a occhio e croce!

Non ci sono locali serali seri o altre attività, a parte i tavolini in piazza o lungo le strade gestite dai classici bar e ristoranti che fanno a gara a chi trasmette la musica a volume altissimo fino alle 2,00 del mattino, impedendo alle persone che abitano nel circondario di dormire.

Porto, La Maddalena (Sardegna)
Porto, La Maddalena (Sardegna)

Attività chiuse per ragioni diverse:

  • Ci sono tre attività molto interessanti tutte allocate nel borgo di Stagnali a Caprera, sorte sui terreni espropriati agli eredi di Garibaldi, in un complesso che faceva parte del compendio militare di Stagnali destinato al baraccamento delle truppe (fu realizzata all'inizio del 1900), allo scopo di assicurare la difesa dell'arcipelago contro gli sbarchi delle truppe nemiche. Le strutture che si trovano al suo interno, bellissime da vedere (si trovano ancora i vecchi cannoni...), sono:
    • museo del mare, un luogo spettacolare, che racconta il mare, le tradizioni marinaresche e la vita dell’arcipelago nel corso dei secoli a partire dal neolitico fino a oggi. Io ho perso il conto delle volte che sono andata a visitarlo. E' uno spettacolo come pochi si trovano in giro. E se a questo aggiungi che la guida che illustrava tutto ciò che era esposto era straordinaria per la semplicità e completezza delle sue spiegazioni... bè, puoi capire perchè l'ho visitato tanto spesso;
    • museo geomineralogico una chicca come poche volte si trova. Sono presenti campioni di rocce, sabbia, minerali, fossili provenienti da numerose località dell'arcipelago. In un settore del museo, si trovano cartine geologiche dell'Arcipelago di La Maddalena e della Sardegna. Anche in questo caso, la guida del museo, era talmente brava nelle sue spiegazioni, che staresti ore ad ascoltarlo;
    • centro di educazione ambientale, dove per la verità io non ho mai trovato nulla di particolarmente interessante, a parte lo scheletro di un capodoglio, e l'esposizione di tutta la plastica che il poveretto aveva ingerito... non è granchè ma meglio di niente.
    • Purtroppo però queste strutture sono chiuse a tempo indeterminato per " lavori di efficentamento energetico"... chissà cosa c'è da efficentare in piena stagione turistica... per mettere quattro lampadine a risparmio energetico che illuminano i saloni? Mah!

Musei geomineralogico, Museo del mare e centro di educazione ambientale, Caprera
Musei geomineralogico, Museo del mare e centro di educazione ambientale, Caprera

  • sarebbe bello inoltre poter visitare Forte Carlo Felice, a La Maddalena all'interno delle Scuole della Marina Militare Italiana (in via Ammiraglio Mirabello), quindi la visita è subordinata all'autorizzazione del comandante... e credo che quasi nessuno conosca la sua esistenza...

LE CAUSE DEL "VUOTO CULTURALE"

Mi chiedo, quali sono le cause di questo perenne vuoto culturale che, nonostante le diverse amministrazioni che si sono succedute, nessuna si è mai preoccupata di risolvere in qualche modo o almeno di provarci.

Analizzare la situazione del vuoto culturale di La Maddalena non è facile in quanto è il risultato di dinamiche complesse. La causa principale risiede in un modello di sviluppo turistico che, per decenni, ha puntato esclusivamente sulle spiagge e sul mare cristallino, trascurando il potenziale storico, sociale e culturale dell'isola.

Questo approccio ha generato una mancanza cronica di investimenti pubblici e privati in infrastrutture e progetti culturali. Sulla scarsa visione a lungo termine che non ha mai davvero mirato a una destagionalizzazione dell'offerta.

Non esistono spazi espositivi adeguati o fondi dedicati a rassegne ed eventi stabili, rendendo la programmazione non solo difficile, ma economicamente insostenibile per un pubblico che si concentra in sole otto settimane all'anno. A ciò si aggiungono le sfide logistiche e i costi elevati, che scoraggiano l'organizzazione di iniziative e la permanenza di artisti e professionisti della cultura.

Di conseguenza, l'isola rimane intrappolata in un ciclo che si autoalimenta: l'assenza di un'offerta culturale riduce l'incentivo a prolungare la stagione turistica, e la breve durata della stagione impedisce lo sviluppo di un'offerta culturale.

Di fatto purtroppo La Maddalena è percepita principalmente come una destinazione "mare e basta", un'etichetta difficile da cambiare.

Forte Carlo Felice, La Maddalena (Sardegna)
Forte Carlo Felice, La Maddalena (Sardegna)

PROPOSTE E SOLUZIONI PER IL FUTURO

Le autorità locali potrebbero agire come promotori, investendo in spazi culturali, incentivando eventi e creando bandi per progetti.

Viceversa il settore privato potrebbe beneficiare di un'offerta culturale diversificata, prolungando la stagione turistica: gallerie d'arte private, serate a tema, club di lettura, caffè culturali ecc.

Si potrebbe dare nuova vita a luoghi come musei, siti storici o ex caserme (di cui La Maddalena abbonda ma per lo più sono abbandonate), trasformandoli in centri culturali.

E' inoltre fondamentale fare un calendario annuale vale a dire creare un programma di eventi che copra tutto l'anno, non solo l'estate, per attrarre un turismo differente (es. turismo slow, turismo culturale).

CONCLUSIONI: L'APPELLO PER IL FUTURO DELL'ISOLA

Il futuro di La Maddalena non risiede unicamente nella bellezza dei suoi paesaggi, ma nella capacità di riscoprire e valorizzare la sua anima. Investire in cultura e intrattenimento non deve essere visto come un costo aggiuntivo, ma come una strategia essenziale per prolungare la stagione turistica, attirare visitatori più consapevoli e, soprattutto, migliorare la qualità della vita dei residenti per tutto l'anno. Il paradosso che abbiamo descritto – un'isola meravigliosa che si spegne al tramonto – può e deve essere superato. Questo richiede una visione collettiva che coinvolga istituzioni, imprenditori locali e l'intera comunità. Solo unendo le forze, si potrà tessere una nuova narrazione per La Maddalena: quella di un'isola che, oltre al suo mare, offre un'esperienza completa e ricca, un luogo dove la natura incontaminata si fonde con una vibrante vita culturale, garantendo al suo patrimonio un futuro degno della sua storia.

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