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L'AGRONOMO RISPONDE SU COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
DOMANDA SUL MELO
Melo di oltre 60 anni abbattuto la notte scorsa a Lodi da un violentissimo temporale (bomba d'acqua)
QUESITO DI IOLANDA

Gentilissimo/a le scrivo in quanto questa mattina, con grande dispiacere, abbiamo avuto (i miei familiari ed io) una triste sorpresa. Il fortissimo temporale (degno dei subtropici) che ha imperversato ieri sera su Lodi - siamo in piena pianura Padana -, ha fatto una 'vittima' anche nel nostro giardino: un melo storico (ha, aveva oltre 60 anni) è stato troncato a metà circa del tronco, e ora la parte spezzata giace in attesa di essere rimossa. E accanto le uniche ultime(!) 3 mele prodotte.

Della pianta in realtà sappiamo ben poco: non ne conosciamo la specie e mio marito, che è colui che abita da quando è nato in questa casa, non ricorda proprio nulla sulle sue origini. Io so soltanto che, da quando abito in questa casa, circa 30 anni, la pianta, che è stata rarissimamente potata-l'ultima lo scorso inverno-, non ha mai subito alcun tipo di trattamento (né di concimazione, né antiparassitario proprio nulla), ma ha continuato puntualmente, fino a un paio di anni fa, tra settembre e ottobre, a regalarci le sue squisite "meline" rosse e gialle quando pienamente mature, mele che pur sempre più numerose, si sono fortemente ridotte di calibro.

Pianta di melo troncata da una bomba d'acqua
Pianta di melo troncata da una bomba d'acqua
Le invio alcune foto scattate questa mattina a testimonianza della sua situazione per chiedere: è possibile che, segando il tronco là dove è spezzato, e magari con qualche intervento altro che la sua competenza suggerisce, la pianta possa riprendere a produrre nuovi rami e quindi fiori e frutti? Certo è che dalla sua base spuntano continuamente in primavera-estate nuovi rametti (che io puntualmente eliminavo per non indebolire la nostra vegliarda), potrebbero essere loro a darci una nuova pianta?

Non saprei cosa altro aggiungere se non il mio ringraziamento per la sua eventuale risposta e i miei più cordiali saluti.

Iolanda
AGRONOMO RISPONDE

Ciao Iolanda,

che tristezza vedere la pianta ridotta in questo stato. In ogni caso non disperare, non tutto è perduto. Le piante, come hai notato, hanno gemme dormienti anche lungo il fusto che, soprattutto quando ci si trova in situazioni di questo tipo, si possono risvegliare e fare partire nuovi rami.

Ecco allora il mio consiglio: taglia il tronco obliquamente poco al di sotto dello squarcio e metti nella ferita del mastice per piante per evitare sia che la ferita diventi una via preferenziale per i parassiti sia che subisca un altro stress da parziale disidratazione. Guarda come devi tagliare. Il taglio deve essere obliquo perchè in questo modo l'acqua non ristagnerà sulla ferita.

Pianta di melo troncata da una bomba d'acqua

Per aiutarla puoi fare una concimazione azotata alla base della pianta che servirà a favorire la crescita. Dopo di che... aspetta. Sono sicura che nasceranno nuovi germogli.

Potresti anche recuperare alcuni pezzi di ramo e avvolgerli in un panno tenuto costantemente umido. Nel frattempo puoi comprare un altro melo sul quale puoi fare innestare le talee recuperate. Ovviamente l'innesto non è una cosa che puoi fare tu. Puoi chiedere in un vivaio se sanno indicarti una persona oppure in una facoltà di agraria della tua città.

Se hai dei dubbi riscrivimi e in ogni caso mi farebbe piacere se mi tenessi aggiornata.

Buona giornata.

dott.ssa Maria Giovanna Davoli

IOLANDA
Ci diamo del tu?
Allora ti ringrazio infinitamente per la tua cortese sollecita e chiara risposta. Abbiamo proceduto al taglio come indicato, e abbiamo notato che, mentre la parte alta del tronco che è stata eliminata era in parte cava e nera (marciume?), per fortuna la parte rimasta dopo il taglio pare integra.
Ci sono però tantissime formiche quest'anno in giardino che percorrono in lungo e in largo anche il melo (e riescono a entrarci dentro mi sembra attraverso qualche fessura). Mi è stato suggerito di spargere (alla base, in giro per il giardino?) NEXA FORMICHE GRANULARE, concordi?
Sperando di non aver abusato troppo della tua competenza e disponibilità, saluto con viva cordialità e simpatia.
Iolanda

AGRONOMO RISPONDE

Ciao Iolanda, certo che ci diamo del tu. Io faccio molta fatica a dare del lei alle persone per cui, forse arbitrariamente, do del tu a tutti, sperando che non si offendano...

Dunque, ragioniamo sulle formiche dato che non so quanto tu sappia su questi insetti. Dico questo perchè è importante conoscere come vivono e le loro abitudini, per poterle affrontare nel modo più efficace possibile e meno dannoso per l'ambiente, dato che andremo a usare prodotti chimici.

Le formiche sono insetti sociali, come le api o le termiti, e vivono in famiglie più o meno numerose, a seconda della specie, da poche decine a milioni di individui, tutte governate da un'unica formica, la regina, l'unica feconda della famiglia. Tutte le formiche pertanto, siano esse maschio o femmina, hanno lo stesso progenitore. All'interno della famiglia queste formiche, sono divise in caste per poter far funzionare il formicaio: ci sono le operaie a loro volta organizzate tra il fare i lavori di casa, allevare la prole, difendere il nido ecc. Importante ai nostri fini è capire come si alimentano. Per molti insetti sociali, e quindi anche per le formiche, funziona la trofallassi, vale a dire lo scambio di cibo (e contestualmente anche dei feromoni reali con i quali la regina tiene sotto controllo la famiglia). Questo ai fini della lotta è fondamentale. Infatti, usando adeguate esche avvelenate, è possibile portare il veleno dentro il nido e con lo scambio del cibo, avvelenare gli altri componenti della famiglia.

In questi casi pertanto, non serve usare un insetticida che agisca per contatto, perchè in questo modo si ucciderebbero solo le formiche che incontri e non anche il grosso della famiglia che è quella che si trova nel nido, con la regina. Oltre ciò, le formiche, vedendo che in un determinato luogo le compagne muoiono, darebbero l'allarme, cambierebbero percorso e non prenderebbero più le esche avvelenate.

La cosa migliore da fare pertanto è usare delle esche avvelenate a effetto ritardato: le formiche che trovano le esche le mangiano e poi, quando arrivano nel nido, condividono questo cibo con le compagne, avvelenando anche loro. Le esche dovranno pertanto essere posizionate nel loro percorso, in modo da trovarle facilmente, e possibilmente il più possibile vicino al nido. Segui le formiche e cerca di capire dove vanno e dove potrebbe essere il nido.

L'insetticida che mi hai indicato Nexa formiche granuli (leggi le sua scheda tecnica) agisce sia per contatto che per ingestione (contiene fipronil allo 0,02%) pertanto, in base a quello che ti ho scritto sopra, non lo userei. Meglio il Baythion Esca Formiche (leggi le sua scheda tecnica) che agisce solo per ingestione e non anche per contatto ed è costituito da imidacloprid (allo 0,05%) e da un attrattivo alimentare a base di zucchero, quindi ad azione adescante, che induce le formiche a portare il prodotto nel formicaio e a utilizzarlo come alimento per l’intero nido.

Segui le indicazioni riportate nella confezione e occhio a non esagerare. Usa solo le dosi strettamente necessarie e nelle vicinanze del formicaio o in prossimità delle crepe da cui escono le formiche.

In bocca a lupo e se mi terrai aggiornata, ne sarò lieta.

dott.ssa Maria Giovanna Davoli

Trovapiante