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AGRICOLTURA E AMBIENTE
Ambiente, agricoltura e territorio
Ambiente, agricoltura e territorio
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La ruralità come ragione sociale

Il consumo di suolo e diminuzione di alimenti

E’ importante in questo momento sostenere e rilanciare il Disegno di Legge Quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento di consumo del suolo, già approvato alla fine della scorsa legislatura il cui scopo è quello di limitare i processi di consumo dei suoli agricoli perché se ne possa valorizzare la produttività e contrastare fenomeni di perdita di milioni di ettari di SAU (Superficie Agricola Utilizzata).

Suolo coltivabile

Ogni giorno in Italia si consumano più di 100 ettari di suolo; dal 1970 ad oggi una superficie pari all’estensione della Lombardia, della Liguria e dell’Emilia Romagna insieme, è stata sottratta alle attività agricole già fortemente penalizzate a causa della tendenza all’abbandono delle terre coltivabili da parte di agricoltori in difficoltà e dal fenomeno della cementificazione che sottrae terra alle produzioni ma rende anche più vulnerabile complessivamente il suolo.

Il Disegno di Legge approvato circa un anno fa vuole limitare il fenomeno ed afferma una visione che genera responsabilità sull’uso del territorio e sulla sua gestione, ma anche sul rapporto tra agricoltura e conservazione delle qualità e peculiarità paesaggistiche della nostra nazione.

E’ necessario quindi abituarsi a coltivare una nuova idea dello sviluppo proiettata a contrastare il consumo del suolo per evitare gli effetti distruttivi ed irreversibili sul paesaggio ma anche sul turismo locale.

Oggi l’Italia produce meno del 70% delle risorse alimentari necessarie a nutrire i suoi abitanti per cui se continua la perdita del suolo agricolo il nostro Paese dipenderà sempre più dall’esterno per il suo approvvigionamento alimentare.

Inoltre in tutto ciò bisogna considerare che dove aumenta il consumo di suolo aumentano i rischi idrogeologici e che per evitare smottamenti,frane ed alluvioni bisogna investire sulla terra e sull’agricoltura che fra l’altro sono un patrimonio di grandissima utilità anche per sostenere la volontà di quanti non vogliono abbandonare il settore.

Ripartizioni delle produzioni agricole in Italia

SAU aziendale in Italia

Dalla povertà in agricoltura ad un nuovo welfare rurale

L’Eurispes ha recentemente censito circa un milione di poveri in agricoltura mentre il 10% delle famiglie agricole si trova al di sotto della soglia assoluta di povertà con 7.500,00 euro/anno sottolineando come il problema della povertà rurale diventa sempre più rilevante fino a produrre disaffezione crescente nelle nuove generazioni e spopolamento delle campagne.

La scarsa densità demografica che caratterizza i territori rurali produce difficoltà di accesso ai servizi di base: scuola, trasporti, servizio sanitario,uffici postali, etc cioè riduzione di spazi di vita sociale , di relazioni e di incontro.

Oggi più che mai lo spopolamento soprattutto delle aree montane rurali è evident.e Con riferimento a tutto quanto bisogna ripensare un modello di welfare rurale più che agricolo cioè di imprenditorialità rurale.

In questa direzione hanno un ruolo fondamentale proprio l’agricoltura civile e quella sociale che si presentano come una vera e propria innovazione per un modello di welfare che integra economie locali ed offerte di servizi alla persona, assunzioni di responsabilità diffuse e forme di collaborazione tra soggetti pubblici,operanti nel 3° settore e privati.

Ma la strada non è dritta e priva di ostacoli.

Un rilancio delle giovani generazioni

L’agricoltura italiana deve essere aiutata a crescere grazie alla partecipazione di imprese sane, moderne, capaci di concorrere alla ripresa economica del Paese.

La politica di sostegno, anche con lo stimolo della riforma della Politica Agricola Comune, deve essere orientata a favore di imprese vere soprattutto dei giovani che investono in un futuro e si impegnano.

Previsioni di invecchiamento della popolazione
                                    italiana

Informatizzazione delle aziende a agricole italiane

Prospettive per i prossimi anni

La futura agricoltura europea sarà destinata ad essere più attenta e razionale essendo i fondi UE feasr e fesr.

Con la riforma della Politica Agricola Comune gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di non assegnare pagamenti diretti ad altre persone fisiche e giuridiche la cui attività agricola sia marginale. Dovrebbero inoltre essere autorizzati ad assegnare pagamenti diretti ai piccoli agricoltori part-time in quanto questi ultimi danno un contributo diretto alla vitalità delle zone rurali. Dovrebbero inoltre evitare di assegnare pagamenti diretti a persone fisiche e giuridiche che hanno superfici agricole mantenute naturalmente in uno stato idoneo al pascolo o alla coltivazione e che non svolgano una determinata attività minima in agricoltura.

GDO nel mondo

Tale riforma comunque vadano le cose, con le problematiche e complessità burocratiche più che mai per i produttori agricoli e con la difficile congiuntura di mercati sempre più globali e difficili per la collocazione dei prodotti siano essi ortofrutticoli che cerealicoli e zootecnici dovrebbe uniformare un minimo la situazione europea sia in termini di contribuzione che di effettivi ruoli da ricoprire.

Dott.ssa Antonella Di Matteo

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