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Correnti di pensiero e nascita delle
università

Minerva etrusca

Minerva greca

Il Basso Medioevo ci ha lasciato un’eredità indistruttibile: la fondazione delle Università, che altro non è che una felice simbiosi di tutte le culture che avevano caratterizzato l’Alto Medioevo.

Tali culture (cristiane e arabe), anche se ebbero un indirizzo dogmatico, permisero il sorgere di un’altra corrente che dette vita al pensiero scientifico.

La parola università, che nei sec. XII e XIII non aveva il significato moderno di una scuola nella quale sono rappresentate tutte le branche del sapere, ma piuttosto quello di una corporazione di maestri e di studenti, acquisì un significato più vicino a quello attuale con l’Università di Diritto e l’Università delle Arti e Medicina.

Il termine per indicare le istituzione accademiche in astratto era allora Studium., solo successivamente apparve la parola Universitas che fu adoperata per la prima volta a Perugia nel 1316 con l’espressione "Universitas Studii".

A questo punto dobbiamo considerare che quella che deteneva il monopolio universitario era soltanto la classe dei Giuristi che aveva l’appellativo di "Utriusque Iuris", che non vedeva di buon occhio l’ingresso della Medicina nel mondo universitario.

Solo i giuristi potevano fregiarsi del titolo di Doctores e quindi erano, solo loro, degni di magistero.

Per elevare la Medicina a branca di studi al livello della Giurisprudenza era necessario avere un testo scritto, come i giuristi avevano il Codice Giustinianeo

Per tale ragione era necessario individuare un testo sacro che permettesse di avvalorare ogni osservazione e affermazione, tale testo fu individuato nelle opere di Galeno, che venivano discusse col metodo dialettico-deduttivo.

In tal modo anche la Medicina creò i suoi dogmi, naturale conseguenza dell’infallibilità dei testi, e si adeguava all’insegnamento giuridico.


Imperatore Giustiniano

Chi si assunse questo compito sembra sia stato Taddeo degli Alderotti, insegnante presso l’Università di Bologna, il quale fece sì che la facoltà dei Giuristi accettasse quella dei Medici artisti, i quali, adeguandosi al loro metodo di insegnamento, avevano dimostrato come anche l’arte medica potesse essere equiparata in dignità al diritto.

Certo però quest’accettazione del metodo giuridico dogmatico rallentò notevolmente lo sviluppo del pensiero scientifico poggiato invece sull’obiettività.

Questo accadeva soprattutto perché le Università dovevano servire la cultura del tempo che nel dogma trovava forza e sicurezza.

In questo periodo la cultura cristiana facendosi forte di San Tommaso e dell’aggancio alla dottrina aristotelica creò delle scuole che non danno spazio ad alcuna forma di ricerca clinica e sperimentale.

Compaiono in ogni modo in questo periodo figure, come Mondino di Liuzzi, Lettore Pubblico nello Studio bolognese dal 1314 al 1324, che era solito scendere dalla cattedra per confutare direttamente sul cadavere quello che i testi dell’epoca di Galeno e di periodi più recenti avevano asserito, come ad esempio "l’Anatomia sui maiali" di Cofone il Giovane (1085-1100), dando così vita ad un metodo che cominciava ad avere qualcosa di scientifico.

E’ anche il periodo della diffusione in lingua araba delle antiche opere greche e latine che in un secondo momento vengono riportate alla lingua originale, ma in quest’ultimo passaggio subiscono tagli ed errori di contenuto, basta ricordare a tale proposito l’opera di traduzione di Costantino l’Africano, che operava a Montecassino.

Cominciarono a sorgere facoltà universitarie di medicina in Italia laddove già da tempo esistevano scuole libere da ogni autorità e dogmatismo imposto.

Unico caso avverso, fu quello di Salerno dove la Scuola salernitana per secoli era stata un faro di cultura nel campo medico pratico e che però era andata via via perdendo quest’importante posizione a causa del dogmatismo.

Va sottolineato che purtroppo tale germe sopravvisse a lungo anche dopo il sopraggiungere del pensiero scientifico poiché l’influsso di Galeno era così profondamente compenetrato nello spirito e nell’abito mentale di quegli studiosi, che era quasi impossibile distaccarsene e, ancora oggi, assistiamo a volte ad episodi dettati da puro dogmatismo, ma non derivante dalla cultura medioevale.

Il Riesman così scrisse a tale proposito: "L’insegnamento della Medicina come impresa sistematica e organizzativa ebbe il suo principio a Salerno. Questa scuola però non fiorì fino al punto da divenire una vera Università nel senso moderno della parola, ma bisognerà attendere il 1242 quando Federico II fondò l’Università e ne regolamentò gli statuti.


Università di Oxford

Università di Cambridge

La gran distinzione si fece per la prima volta a Bologna, poi a Parigi, a Montpellier, ad Oxford, a Cambridge e in altri centri medioevali della cultura che ancora sopravvive.

Le vicende politico-sociali dell’epoca e gli ordinamenti giuridici influirono nel XIII secolo sulla nascita e sull’evoluzione dell’istituzione universitaria in Italia.

La prima Università medica ad essere aperta fu quella concessa dal papa Onorio III nel 1219 a Bologna, qui era mal sopportata dai Giuristi che materialmente l’avevano relegata in parti della città, lontane dalle proprie scuole e gli studenti vivevano negli ospizi.

Addirittura a Parigi accadde, come scrive il Martinotti nel suo "Studio sull’insegnamento dell’anatomia a Bologna", che le lezioni d’anatomia si tenessero nei postriboli, e la cosa è confermata dai cronisti dell’epoca.

Nel 1222 a Bologna risorsero i contrasti tra giuristi e medici in quanto questi ultimi cominciarono a far parlare di sé e di conseguenza furono esiliati ancor più di prima, tanto che assistiamo ad un esodo di professori e alunni da Bologna a Padova, dove il gruppo trovò ampia accoglienza.


Università La Sorbonne

L’università di Padova era stata appena fondata e già nel 1223 accoglieva Alberto Magno, che trovò grande interesse nelle scienze e la sua opera può essere considerata come il principio della scuola sperimentale.

Secondo alcuni storici sempre negli tra il 1220 e il 1228 sorse anche l’Università di Vercelli che era stata costituita con un patto tra il podestà di Vercelli e i rettori delle varie nazioni, alla chiusura di questa Università le successe quella di Torino dal 1406 al 1411.

L’università di Siena ebbe origine nel 1241, mentre lo Studium Urbis, cioè l’Università di Roma proviente dalla Schola Palatina, dove si insegnavano le Arti liberali e di Medicina, può essere datata 1303, ma aveva origini ancora precedenti.

Mario Petrocchi

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