elicriso.it - rivista sull'ambiente e sulla natura
giovedì 9 febbraio 2012
  Skip Navigation Links
   Elicriso offerto in  
Testo normale Testo grande Testo molto grande
Rubriche sulle piante
Come coltivare e curare le piante
Le nostre amiche orchidee
Piante medicinali
Piante aromatiche
Aglio
Alloro
Angelica
Basilico
Borragine
Camomilla comune
Camomilla romana
Cannella
Cappero
Chiodi di garofano
Cipolla
Citronella
Coriandolo
Erba cipollina
Issopo
Lavanda
Maggiorana
Menta
Origano
Paprika
Pepe
Pepe di Cayenna
Peperoncino
Prezzemolo
Rosmarino
Salvia
Tabasco
Tiglio
Timo
Vaniglia
Zafferano
Zenzero
I fiori di Bach
Il linguaggio dei fiori e delle piante
Come le donne famose della storia si facevano belle con le piante
Piante carnivore
Piante allucinogene
Piante tonificanti e afrodisiache
I principali nemici delle nostre piante
L'agronomo risponde
Epoca di raccolta e vendita della frutta italiana
Dizionario botanico
Rubriche sugli animali
Mammiferi
Uccelli
Rettili
Anfibi
Pesci
Echinodermi
Cefalopodi
Suoni emessi dagli animali
Altre rubriche
News ambientali
Geologia e ambiente
Clima e ambiente
Mitologia e ambiente
Agricoltura e ambiente
Geologia e biologia marina
Quando l'uomo diventerà un essere umano?
Energie rinnovabili
Diritto ambientale
Directory
La natura in cucina
Conservazione delle specie e dell'ambiente
Natura, usi, costumi del sud America
Arte e ambiente
Aree protette
Musica e ambiente
Tutto ciò che dobbiamo sapere sugli incendi
Quattro risate in compagnia ed altro
L'angolo della Sardina
Le nostre vignette
Video
Foto natura
Recensioni
Spazio aperto ai lettori
Pubblicazione foto dei nostri amici animali
Racconti di viaggio
Gli articoli dei lettori
Vecchi siti geologici
Forum
Cavalli del BisbinoToru Iwaya
Cavalli del BisbinoToru Iwaya
LE PIANTE AROMATICHE
PEPERONCINO, TABASCO, PAPRIKA, PEPE DI CAYENNA


Pagine 1 -2 - 3 - 4

In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie A cosa è dovuta la piccantezza Gradi di piccantezza Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Raccolta e conservazione Proprietà medicinali Uso in cucina Curiosità Storia del peperoncino

RACCOLTA E CONSERVAZIONE 

I frutti del peperoncino, le bacche, maturano tra l'estate e l'autunno.

Tradizionalmente i peperoncini erano essicati al sole, appendendoli a dei fili. Oggi i peperoncini vengono essicati artificialmente. Le bacche sono essicate lasciando un tenore di umidità del 4-6%. A quel punto sono macinati e reidratati all'8-11% di umidità.

Del peperoncino si utilizzano le bacche carnose fresche o essicate, intere o ridotte in polvere.

Si possono consumare freschi (in questo modo si ha il meglio delle loro proprietà) ma si possono consevare tranquillamente sott'olio o si possono essicare al sole.

Se vi siete lanciati nella coltivazione di questa incredibile pianta e desiderate conservare i semi per riprodurli il prossimo anno, fate in questo modo: raccogliete e semi, lavateli per bene in modo da eliminare tutti i residui placentari e lasciateli ad asciugare, poggiandoli su dei fogli di carta, in un luogo caldo e asciutto per un paio di settimane in modo che siano secchi. Dopo questo periodo potete riporli dentro una bustina, sempre di carta e conservarli in un luogo asciutto per il prossimo anno.

PROPRIETA'  MEDICINALI 

Vedi: "Le piante medicinali: il Peperoncino"

USO IN CUCINA 

Il suo uso in cucina è noto a tutti. Dosato con saggezza, valorizza numerosissime vivande.

CURIOSITA' 

Il termine inglese "pepper" che significa "pepe" usato per indicare il peperoncino in realtà è errato in quanto il pepe appartiene al genere Piper (dove troviamo il Pepe bianco ed il Pepe nero) ed alla famiglia delle Piperaceae (tutto un altro pianeta!).

In Messico, in America centrale e nel sud-ovest dell'America il Peperoncino è chiamato Chili. La parola spagnola ?Chile" è una variazione di "chil" derivato dal dialetto (Azteco) del Nahuatl che si è riferito alle piante ora conosciute come Capsicum.

In Texas la parola "Chili" è stata ufficialmente designata per indicare un piatto tipico (molto buono, n.d.r.) formato da fagioli, carne e peperoncini piccanti.

Il nome "peperoncino" è derivato probabilmente dalla sua somiglianza con il pepe.

STORIA

Non è certa quale sia l'origine del peperoncino. E' probabile che sia nato in Perù ed in Bolivia.

E' noto fin dai tempi più antichi: è stato infatti accertato che in Messico era conosciuto dai Maya anche per uso terapeutico e quando gli spagnoli sbarcarono in America gli Aztechi avevano già creato numerosissime varietà.

In Europa è stato introdotto da Cristoforo Colombo dalle Americhe alla fine del 1400, con il suo secondo viaggio, e fu il medico di bordo, Diego Alvaro Chanca, che lo scoprì osservando la popolazione locale che si nutriva di questa pianta che gli indigeni del Messico chiamavano "Chili.

In Europa, all'inizio fu conosciuto come "Pepe delle Indie" e si diffuse molto rapidamente, soprattutto grazie alla sua facilità di coltivazione ed acclimatazione e venne chiamato "la droga dei poveri" in contrapposizione al pepe che, più raro e molto costoso, era riservato alle classi sociali elevate.

La sua rapida diffusione sconvolse molto gli spagnoli che si aspettavano grandi guadagni dalla vendita di questa spezia ma dovettero ricredersi in quanto si coltivava benissimo ovunque per cui tutti lo potevano coltivare nell'orto di casa o in un vasetto sul davanzale della finestra.

Il chimico Albert Szent-Györgyi, Premio Nobel nel 1938, ha contribuito a valorizzare questo vegetale scoprendo, proprio nel peperoncino, una ricca fonte di Acido ascorbico (Vitamina C) che ha fermato le morti per scorbuto, una malattia che uccideva migliaia di marinai.

Nel 1816 P. A. Bucholtz isolò la Capsaicina, responsabile della "piccantezza" ma fu solo nel 1846, grazie a L. T. Thresh che venne sintetizzata e battezzata con il nome appunto di Capsaicina.

PAGINE 1 - 2 - 3 - 4

Vendita opere di Toru Iwaya
Dedicato a Pio Petrocchi
Contatti Perchè Elicriso Links Redazione Privacy
Copyright© 2000-2012 Elicriso.it - Note legali