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giovedì 24 luglio 2014
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In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie A cosa è dovuta la piccantezza Gradi di piccantezza Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Raccolta e conservazione Proprietà medicinali Uso in cucina Curiosità Storia

TECNICA COLTURALE

Parliamo delle tecniche colturali del peperoncino coltivato nelle regioni a clima mediterraneo.

E' una pianta molto rustica che ben si adatta ad essere coltivata sia in vaso che in pieno campo, molto generosa in quanto cresce molto e soprattutto produce molte bacche ("peperoncini").

Sono piante che devono essere allevate in pieno sole e mal sopportano basse temperature.

I peperoncini per loro natura sono piante perenni per cui possiamo provare a coltivarla come tale riportandola dentro casa o in luogo comunque protetto non appena le temperature scendono sotto i 15°C . Non preoccupiamoci se vediamo che d'inverno perdono le foglie, questo è normale. In questo caso, alla ripresa vegetativa, in primavera, effettuiamo una bella potatura per eliminare i rami secchi.

ANNAFFIATURA

Il peperoncino è una pianta che gradisce avere un terreno costantemente umido per cui richiede frequenti irrigazioni avendo molta cura a non creare dei ristagni idrici che non sono graditi.

Se desideriamo avere dei peperoncini più piccanti (compatibilmente con la specie), 2-3 gg prima della raccolta dobbiamo diminuire o sospendere le irrigazioni (facendo attenzione a non far morire la pianta!) oppure si può annaffiare solo quanto notiamo che le foglie iniziano ad avvizzire (non appassire!).

TIPO DI TERRENO - RINVASO

I peperoncini sono delle piante che richiedono dei terreni sciolti, ben drenanti, preferiscono dei terreni sabbiosi e leggermente acidi e non troppo ricchi di sostanza organica.

CONCIMAZIONE

Bisogna stare molto attenti alle concimazioni azotate in quanto se eccessive porterebbero ad un eccessivo rigoglio della pianta ma con pochissima produzione dei fiori e quindi dei frutti. E' preferibile utilizzare dei concimi con un titolo molto basso in Azoto ma più alto in fosforo e Potassio e microelementi.

Per favorire la maturazione dei frutti si può dare un concime che contenga delle dosi elevate di solfato di Potassio.

In ogni caso è importante sapere quale specie di peperoncino stiamo coltivando in quanto le esigenze variano in funzione della specie infatti ad esempio il Capsicum chinense richiede molto calcio nel terreno rispetto al Capsicum annuum.

Se la pianta viene coltivata per più anni alla ripresa vegetativa, febbraio - marzo, va fatta una buona concimazione azotata per favorire la ripresa.

POTATURA

Di solito non si pota. Vanno semplicemente eliminate le parti che via via si seccano o si danneggiano per evitare l'insorgere di malattie.

MOLTIPLICAZIONE

La pratica più diffusa di moltiplicazione dei peperoncini avviene per seme anche se è possibile moltiplicarla per talea di rami.

MOLTIPLICAZIONE PER SEMI

Si effettua tra febbraio - marzo a seconda delle regioni (più anticipata nelle regioni a clima temperato) distribuendo i semi in file parallele su un terriccio per semi. Per interrarli in maniera uniforme potete spingeteli sotto il terriccio usando un pezzo di legno piatto.

Il vassoio che contiene i semi va tenuto all'ombra, ad una temperatura intorno ai 25 - 30°C e costantemente umido (usare uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.

Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Spruzzate l'acqua nella composta ogni volta che il substrato è sul punto di asciugarsi.

Ogni giorno si toglie la plastica per controllare l'umidità del terreno ed eliminare dalla plastica la condensa.  

I semi germinano mediamente dopo 3-4 settimane.

Una volta che i semi di peperoncino hanno germogliato, si toglie il telo di plastica, e via via che le piantine crescono, si aumenta la quantità di luce (mai il sole diretto) e si assicurerà una buona ventilazione.

Tra tutte le piantine nate, sicuramente ci saranno quelle meno vigorose rispetto ad altre che vanno eliminate in modo da dare più spazio alle piantine più robuste.

Quando avranno emesso almeno sei foglie, possono essere manipolate e quindi trapiantate nel vaso definitivo e portate all'aperto solo se le temperature sono stabilmente sopra i 15°C.

PARASSITI E MALATTIE

La foglie nuove avvizziscono e la pianta smette di crescere

Questo è il classico sintomo di carenza di calcio.
Rimedi: somministrare dei concimi ricchi di calcio o ad esempio della farnia d'ossa.

Le foglie ingialliscono e cadono specie a partire dai rami più bassi

Se osservate questa sintomatologia vuol dire che c'è una carenza d'acqua.
Rimedi: regolare meglio le irrigazioni.

Foglie che ingialliscono e si macchiano di giallo e marrone

Questo sintomo sulle foglie inconseguenza del quale le foglie si accartocciano e cadono denota la presenza di acari o come più spesso è chiamato ragnetto rosso, associato anche alla presenza di sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie.

Rimedi: occorre mantenere intorno alla pianta un ambiente umido in quanto sono gli ambienti secchi che favoriscono la loro prolificazione. Se questo non dovesse eliminarli occorre usare un insetticida specifico registrato per queste piante. 

 
Presenza di piccoli insetti biancastri sulla pianta

Piccoli insettini mobili di colore bianco-giallastro-verdastri sono sicuramente afidi o come più spesso sono chiamati "pidocchi".
Rimedi: occorre trattare la pianta con antiparassitari specifici registrati per queste piante.

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