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di Antonella di Matteo

3 gennaio 2011

Autostrada Venezia - Mestre _ Orte
Nota 1

La legge italiana Obiettivo, avvalendosi dei finanziamenti del Project Financing ha inserito nei suoi piani la costruzione dell’autostrada Mestre-Orte-Civitavecchia. E’ un progetto dannoso per l’Appennino, per la sua biodiversità e per la tutela paesaggistico-ambientale di tutto il sistema. Il costo stimato è di circa 10 miliardi di euro (1,4 miliardi di finanziamento pubblico e 8,6 miliardi dai proponenti; la GEFIP Holding di Vito Bonsignore). Il tratto tra Orte e Cesena insisterà quasi sicuramente sull’attuale superstrada E45 con grosse varianti in corrispondenza di Perugia, Deruta, Pieve S. Stefano, Verghereto, Bagno di Romagna, mentre per il tratto Ravenna - Mestre è prevista una nuova arteria autostradale parallela alla SS 309 Romea, con innesto diretto sul passante di Mestre. Il tratto Civitavecchia-Orte fa parte invece di un altro progetto al vaglio del CIPE. Entro il 2010 dovevano essere state individuate tutte le procedure per l’approvazione del progetto definitivo e per l’assegnazione della gara di appalto. Sono anni che i vari comitati anti Autostrada Romea si battono per la messa in sicurezza della stessa strada statale 309…. ma evidentemente qualcos’altro bolliva già in pentola!

Autostrada Civitavecchia Orte Mestre
Nota 1

Perché rompere tutti gli equilibri geologici, idrico-ambientali, biologici e climatici quando basterebbe usufruire di strade già esistenti e migliorate, laddove è necessario attraverso opere di ristrutturazione, mantenimento e manutenzione?

Perché creare sempre dei continui e gratuiti rischi alle collettività di catastrofi naturali dovute inesorabilmente al consumo di suolo, cementificazione e conseguente sua impermeabilizzazione?

Perché non agire mai nella logica della prevenzione invece che in quella cieca e negletta della distruzione totale del tipo “ghe pensi mì”?

Perché prevalicare ed abusare, “ignorandole”, crudelmente della bellezza ed importanza di tante aree di interesse storico e paesistico-ambientale (parco del Delta del Po’, Valli di Comacchio e Mezzano, Laguna sud, Riviera del Brenta)?

Perché incentivare aspramente il trasporto su gomma a scapito di quello ferroviario e marittimo?

Perché in questo paese così bello ma con poca terra a disposizione bisogna sempre sordamente realizzare opere ed infrastrutture inutili “e soprattutto dannose all’intero ecosistema di un territorio”, visti anche i modesti flussi di traffico nell’area attuali e futuri?

Note

(1) Immagine non soggetta a copyright, per gentile concessione di Luca Fascia

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