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La notizia inizia a fare capolino sui giornali: il Presidente della Tanzania Jakaya
Kikwete ha deciso di costruire un'autostrada che attraverserà il Parco nazionale
del Serengeti (Serengeti National Park) per la sua lunghezza, da Arusha in Tanzania a Musoma sul Lago Vittoria.
La notizia ovviamente sta facendo il giro del mondo soprattutto per cercare di capire
quali siano le motivazioni che spingono ad intaccare un ecosistema tanto delicato,
uno dei più importanti al mondo.
Infatti gli esperti affermano a gran voce che se tale progetto sarà messo in atto,
gli equilibri naturali andrebbero al collasso con serie ripercussioni su una infinitià
di specie animali, molte delle quali già in via di estinzione quali gli elefanti,
i rinoceronti, i leopardi e molti altri.

Nota 1
Già nel 1980 la Banca Mondiale aveva respinto la richiesta di un prestito per la
costruzione della stessa strada in seguito ad uno studio sull'impatto ambientale
che una tale iniziativa avrebbe avuto sugli equilibri naturali di tutto il parco.
Nonostante ciò il Presidente Kikwete ha confermato
in questi giorni che i lavori di costruzione della strada inizieranno nel
2012.
Ciò che lascia senza parole l'opinione mondiale è che, pur essendoci un percorso
alternativo che potrebbe essere seguito più a sud, al di fuori dei confini del parco
con gli stessi vantaggi economici, questo non venga preso minimamente in considerazione.
Infatti anche se si trattasse non di una strada asfaltata ma sterrata, il danno
sarebbe lo stesso enorme perchè il flusso di traffico che si avrebbe, collegando
due zone così popolose, sarebbe enorme e l'ecosistema del Serengeti non sarebbe
in grado di reggerlo. Se il progetto sarà portato avanti, verrebbe tagliato il percorso
migratorio annuo di milioni di animali.
A fronte di tutto questo è lecito chiedersi: perchè il Presidente Kikwete sostiene
così strenuamente la costruzione di questa strada che rischia di mettere in ginocchio
l'ecosistema del Serengeti e quindi anche del turismo ad esso collegato? E come
mai non c'è nessuna risposta ufficiale alle tante richieste di spiegazione? Il governo
tace.
Note
(1) Original photograph courtesy of U.S. Fish and Wildlife Service, photo by Stolz,
Gary M., Sour
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