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giovedì 9 febbraio 2012
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MUSICA E AMBIENTE
Il suono e l'ambiente: un progetto

Intento primario di questa testata è quello di diffondere una coscienza ambientale più diffusa. La musica intesa come "suono organizzato" (E. Varése), secondo quella che finora è la definizione che più di tutte ne coglie l'essenza ultima, può contribuire a questo.

L'Elicriso, pianta tipica della macchia mediterranea sollecita immediato il riferimento al senso che la musica aveva nell'ambito della cultura greca: musica come scienza - si pensi alle teorie della scuola pitagorica sui rapporti tra le consonanze principali e sulla proporzionalità tra la lunghezza delle corde e il suono da esse prodotto; musica come cosmogonia, come teoria cioè che potesse spiegare la nascita dell'universo, l'armonia delle sfere, i rapporti e le influenze tra macrocosmo (le stelle, i pianeti ecc.) e il microcosmo (l'uomo), e quindi musica come medicina - se i pianeti componenti il cosmo, col loro moto perfetto producono dei suoni, basterà sottoporre il malato ai suoni caratteristici di questo o quel pianeta per ottenerne gli effetti benefici (1); tale concezione è sopravvissuta fino ai giorni nostri ad esempio nel tarantismo pugliese, la cura rituale del morso della mitica "Taranta" (2).

Ma in che modo la musica può contribuire allo sviluppo e alla diffusione di una coscienza ambientale?

Un'ipotesi ci viene da "The Tuning of the World" di R. Murray Schafer (3) e dal suo successivo manuale pratico "A Sound Education - 100 Exercices in listening and Sound-Making" (4).

Nell' introduzione di quest'ultimo si legge infatti: - L'argomento di quest'opera è il suono, e il compito che ci prefiggiamo è proporre delle modalità attraverso le quali gli insegnanti possano aiutare gli studenti ad ascoltare meglio -.

Un soundscape (termine derivato da landscape = paesaggio), ovvero un paesaggio sonoro è l'ambiente che ci circonda; il mondo di eventi acustici che costituiscono la colonna sonora della nostra esistenza.


Accenni del paesaggio notturno lodigiano che costeggia il "Po".
Un particolare profumo estivo, accompagnato spesso da un caldo afoso e la musica delle cicale
Opera e pensieri di Elisa Caserini

Tale paesaggio si è modificato nel tempo in conformità con le modificazioni delle civiltà e delle culture: rurale, metropolitana, industriale. Al giorno d'oggi i suoni si moltiplicano vertiginosamente producendo un ambiente sempre più rumoroso. Da alcuni anni si parla di inquinamento acustico e la civiltà moderna è non solo sempre più sorda a causa del rumore, ma anche più rauca; ormai urlare è non solo necessario per farsi udire, ma è diventato una sorta di figura retorica per la vitalità e il dinamismo dei tempi moderni.

Un rimedio a ciò potrebbe essere l'introduzione fin dalla prima infanzia di un'abitudine all'ascolto finalizzata alla ricerca di un design del paesaggio sonoro.

Ancora Schafer: - Io ritengo che migliorare il paesaggio sonoro del mondo sia assai semplice. Dobbiamo imparare ad ascoltare. E' un'abitudine che sembriamo aver perduto. Dobbiamo rendere l'orecchio sensibile al meraviglioso mondo di suoni che ci circonda. Dopo aver sviluppato una certa abilità nell'ascoltare, possiamo portare avanti progetti più ampi, con implicazioni anche sociali, in modo da coinvolgere altri nelle nostre esperienze. (...) Non esistono limiti a questo progetto, esiste soltanto lo sforzo continuo di abbellire il mondo in tutti i possibili modi che persone dotate di buone orecchie riescono ad immaginare -.

Paolo Perna

(1) Cfr. M. Schneider, Il significato della musica, Rusconi 1981.
(2) Cfr. E. De Martino" La terra del rimorso, Il saggiatore 1961, EST 1996.
Circa l'influenza della musica sulle emozioni e sui comportamenti del quotidiano contemporaneo, Cfr. AA;VV. .Intense emozioni in musica, a cura di G. Stefani, CLUEB Bologna, 1996.
(3) Traduzione italiana: R. Murray Schafer, Il paesaggio sonoro, Ricordi Unicopli, Milano,1985
(4) Traduzione italiana: R. Murray Schafer,"Educazione al Suono - 100 esercizi per ascoltare e produrre il suono, Ricordi, 1998, Milano

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