elicriso.it - rivista sull'ambiente e sulla natura
lunedì 8 febbraio 2010
  Skip Navigation Links
   Elicriso offerto in  
Testo normale Testo grande Testo molto grande
Skip Navigation LinksHome > Altre rubriche > Mitologia e ambiente > Mito di Orfeo ed Euridice
Rubriche sulle piante
Come coltivare e curare le piante
Le nostre amiche orchidee
Piante medicinali
Piante aromatiche
Il linguaggio dei fiori e delle piante
Come le donne famose della storia si facevano belle con le piante
Piante carnivore
Piante allucinogene
Piante tonificanti e afrodisiache
I principali nemici delle nostre piante
L'agronomo risponde
Epoca di raccolta e vendita della frutta italiana
Rubriche sugli animali
Mammiferi
Uccelli
Rettili
Anfibi
Pesci
Echinodermi
Suoni emessi dagli animali
Altre rubriche
Geologia e ambiente
Clima e ambiente
Mitologia e ambiente
Mito di Perseo
Mito di Dafne
Mito di Aracne
Mito di Demetra e Persefone
Mito di Scilla e Cariddi
Mito di Io
Mito di Orfeo ed Euridice
Mito di Pan
Mito di Teseo ed Arianna, del Minotauro e Minosse
Mito di Dedalo e Icaro
Mito di Acheloo, Eracle e Deianira
Mito della nascita del mondo (regno di Urano e regno di Crono)
Mito della nascita del mondo (regno di Zeus)
Mito della nascita del primo uomo e della prima donna
Mito di Asclepio (Esculapio) il padre della medicina
Mito del diluvio universale
Mito della creazione dell'olivo e del cavallo
Abbondanza
Ade
Afrodite
Apollo
Ares
Arpie
Artemide
Ate
Atena
Atlante
Centauri
Chimera
Chirone
Ciclopi
Crono
Demetra
Dioniso
Ecate
Efesto
Elios
Era
Erinni
Eris
Ermes
Eros
Estia
Gea
Metis
Ninfe
Oceano
Pan
Persefone
Pluto
Poseidone
Rea
Teti
Tifeo
Titani
Urano
Zeus
Geologia e biologia marina
Quando l'uomo diventerà un essere umano?
Diritto ambientale
Directory
La natura in cucina
Natura, usi, costumi del sud America
La conservazione delle specie e dell'ambiente
Arte e ambiente
Aree protette
Musica e ambiente
Tutto ciò che dobbiamo sapere sugli incendi
Quattro risate in compagnia
L'angolo della Sardina
Le nostre vignette
Spazio aperto ai lettori
Pubblicazione foto dei nostri amici animali
Racconti di viaggio
Gli articoli dei lettori
Vecchi siti geologici
Forum
Toru Iwaya
Toru Iwaya
MITOLOGIA E AMBIENTE
MITO DI ORFEO ED EURIDICE

Orfeo suona la lire
Mosaico romano, II secolo d.C.

Orfeo, mitico citareda di Ridope, era figlio di Eagro, re della Tracia, e della musa Calliope (o secondo altri di Apollo e di Calliope). Il Dio Apollo gli donò la lira e le muse gli insegnarono ad usarla ed era talmente abile che lo stesso Seneca narra:

"Alla musica dolce di Orfeo, cessava il fragore del rapido torrente, e l'acqua fugace, obliosa di proseguire il cammino, perdeva il suo impeto ... Le selve inerti si movevano conducendo sugli alberi gli uccelli; o se qualcuno di questi volava, commuovendosi nell'ascoltare il dolce canto, perdeva le forze e cadeva ... Le Driadi, uscendo dalle loro querce, si affrettavano verso il cantore, e perfino le belve accorrevano dalle loro tane al melodioso canto ..."

Orfeo partecipò alla spedizioni degli Argonauti e quando la nave Argo giunse in prossimità dell'isola delle Sirene, vinse con il suono della sua cetra, la dolcezza del loro canto di modo che gli Argonauti non cedettero alle loro insidie.

Ma Orfeo è più noto per la grande impresa che lo fece scendere nell'Ade, per cercare di riportare in vita la sua sposa, Euridice. Egli infatti, amò in tutta la sua vita una sola donna: Euridice, filia di Nereo e di Doride. Il destino però non aveva previsto per loro un amore duraturo. Infatti un giorno la bellezza di Euridice fece ardere il cuore di Aristeo che si innamorò di lei e cercò di sedurla. La fanciulla per sfuggire alle sue insistenze si mise a correre ma ebbe la sfortuna di calpestare un serpente nascosto nell'erba che la morsicò, provocandole la morte istantanea.

Narra Pindemonte (Epistole: "A Giovani Pozzo")

"Tra l'alta erba non vide orrido serpe che del candido piè morte le impresse."

Orfeo, impazzito dal dolore e non riuscendo a concepire la propria vita senza la sua sposa decise di scendere nell'Ade per cercare di strapparla dal regno dei morti. Convinse Caronte a traghettarlo sull'altra riva dello Stige e circondato da anime dannate che tentavano in tutti i modi di ghermirlo, giunse alla presenza di Ade e Persefone.

Una volta giunto al loro cospetto, Orfeo iniziò a cantare la sua disperazione e solitudine e nel suo canto mise tanta abilità e tutto il suo dolore che gli stessi signori degli inferi si commossero; le Erinni piansero; la ruota di Issione si fermò ed i perfidi avvoltoi che divoravano il fegato di Tizio non ebbero il coraggio di continuare nel loro macabro compito. Anche Tantalo dimenticò la sua sete e per la prima volta nell'oltretomba si conobbe la pietà come narra Ovidio nella Metamorfosi (X, 41-60).

Fu così che fu concesso ad Orfeo di ricondurre Euridice nel regno dei vivi a condizione che durante il viaggio verso la terra non si voltasse a guardarla in viso fino a quando non fossero giunti alla luce del sole.


Tiziano Vecellio, "Orfeo ed Euridice", 1511,
Bergamo, Accademia Carrara

Euridice ed Orfeo Pittura murale I sec. d.C.

Orfeo, presa così per mano la sua sposa iniziò il suo cammino verso la luce ma durante il viaggio, un sospetto cominciò a farsi strada nella sua mente pensando di condurre per mano un'ombra e non Euridice. Dimenticando così la promessa fatta si voltò a guardarla ma nello stesso istante in cui i suoi occhi si posarono sul suo volto Euridice svanì ed Orfeo assistette impotente alla sua morte per la seconda volta.

Narra Ovidio nelle Metamoforsi (X, 61-63)

"Ed Ella, morendo per la seconda volta, non si lamentò; e di che cosa avrebbe infatti dovuto lagnarsi se non d'essere troppo amata? Porse la marito l'estremo addio, che Orfeo a stento riuscì ad afferrare, e ripiombò di nuovo nel luogo donde s'era mossa"

Invano Orfeo per sette giorni cercò di convincere Caronte a condurlo nuovamente alla presenza del signore degli inferi ma questi per tutta risposta lo ricacciò alla luce della vita.

Si rifugiò allora Orfeo sul monte Rodope, in Tracia trascorrendo il tempo in solitudine e nella disperazione. Riceveva solo uomini e ragazzi che istruiva all'astinenza e sull'origine del mondo e degli dei. Molte donne tentavano di catturare il suo cuore e tra queste alcune Baccanti . Quest'ultime, irate dalla sua indifferenza e istigate da Dioniso per la mancanza di devozione che Orfeo aveva nei suoi confronti, decisero di ucciderlo durante un'orgia bacchica. Arrivato il momento stabilito, si scagliarono contro di lui con furia selvaggia, lo fecero a pezzi e sparsero le sue membra per la campagna gettando la testa nell' Ebro

Disse Virgilio (Georgiche, IV):

"... anche allora, mentre il capo di Orfeo, spiccato dal collo bianco come marmo, veniva travolto dai flutti, "Euridice!" ripeteva la voce da sola; e la sua lingua già fredda: "Ah, misera Euridice!" chiamava con la voce spirante; e lungo le sponde del fiume l'eco ripeteva "Euridice"."

Le pietre, le selve, gli uccelli piansero la morte del meraviglioso cantore e tutte le ninfe indossarono una veste nera in segno di lutto. Le Muse piangenti raccolsero le membra di Orfeo e le seppellirono ai piedi del monte Olimpo, là dove ancor oggi il canto degli usignoli è più dolce che in qualunque parte del mondo.

Poichè il delitto delle Baccanti era rimasto impunito, gli dei colpirono la Tracia con una terribile pestilenza. L'oracolo, consultato dalla popolazione su come porre fine a tanta tragedia, rispose che per farla cessare, era necessario ricercare la testa di Orfeo e rendere al cantore gli onori funebri. Il suo capo reciso fu così trovato da un pescatore presso la foce del Melete e fu deposta nella grotta di Antissa. In quel luogo la testa di Orfeo iniziò a profetizzare finchè Apollo, vedendo che i suoi oracoli di Delfi, Grinio e Claro non erano più ascoltati, si recò alla grotta e gridò alla testa di Orfeo di smettere di interferire con il suo culto. Da quel giorno la testa tacque per sempre.

Apollo, per onorare Orfeo, decise di porre la sua immagine nel cielo che divenne la costellazione della Lira.

Fonti bibliografiche:
- "Miti dei eroi" – Luciano Risa – Liguori editore
- "Dei e Miti" – Corrado D’Alesio – Edizioni Labor
- "Gli dei e gli eroi della Grecia" – vol. I-II – Kerenyi
- "La mitologia classica" – M. Cristina Potenza
- "Miti e leggende del mondo greco romano" – Nicola Terzaghi
- "Miti saghe e leggende" – Anna Terry

Dedicato a Pio Petrocchi
Contatti Perchè Elicriso Links Redazione Privacy
Copyright© 2000-2010 Elicriso.it - Note legali