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Le Erinni nella mitologia greca
erano delle divinità infernali figlie dell'Averno
e di Gea (la terra) o secondo altri dell'Acheronte e della notte o secondo Esiodo
nate dal sangue di Crono.
Il numero delle Erinni era variabile. Secondo Euripide erano tre Tesifone
(la punitrice),
Megera (l'odio), Aletto (il turbamento). Plutarco ne cita solo una Adrastia (il
rimorso).
In ogni caso le Erinni erano la personificazione della maledizione divina e del
rimorso e punivano i colpevoli dei delitti di sangue specie quelli contro i famigliari
e gli amici.
Si racconta che il quinto giorno di ogni mese lasciassero le loro dimore per recarsi
sulla terra e punire i colpevoli accompagnate dal Terrore, dalla Rabbia e dal Pallore
e una volta raggiunti i colpevoli gli rodevano il cuore. Secondo alcuni autori avevano
anche il compito di ottenebrare la mente degli uomini e di condurli quindi al delitto
ed alla sventura.
Ma come tutte le divinità infernali non avevano solo un significato negativo infatti
erano anche benevole nei confronti delle persone che si pentivano ed allora venivano
chiamate Eumenidi.
Le Erinni erano in genere rappresentate come delle donne con serpenti tra i capelli
e con l'alito mefitico.
Nella mitologia romana erano identificate con le Furie.
Scrive Dante (Inferno, IX, 38-42)
"(...) Tre Furie infernal di sangue tinte,
Che membra femminili aveano, ed atto,
E con idre verdissime eran cinte;
Serpentelli e ceraste avean per crine,
Onde le fiere tempie erano avvinte, (...)"
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