elicriso.it - rivista sull'ambiente e sulla natura
giovedì 24 luglio 2014
  Skip Navigation Links
   Elicriso offerto in  
Testo normale Testo grande Testo molto grande
Rubriche sulle piante
Come coltivare e curare le piante
Le nostre amiche orchidee
Piante medicinali
Piante aromatiche
Conoscere le piante: come vivono e come sono fatte
I fiori di Bach
Il linguaggio dei fiori e delle piante
Come le donne famose della storia si facevano belle con le piante
Piante carnivore
Piante allucinogene
Piante tonificanti e afrodisiache
I principali nemici delle nostre piante
L'agronomo risponde
Epoca di raccolta e vendita della frutta italiana
Dizionario botanico
Rubriche sugli animali
Mammiferi
Uccelli
Rettili
Anfibi
Pesci
Echinodermi
Cefalopodi
Suoni emessi dagli animali
Altre rubriche
News ambientali
Geologia e ambiente
Clima e ambiente
Mitologia e ambiente
Mito di Perseo
Mito di Narciso
Mito di Dafne
Mito di Aracne
Mito di Demetra e Persefone
Mito di Scilla e Cariddi
Mito di Io
Mito di Orfeo ed Euridice
Mito di Pan
Mito di Teseo ed Arianna, del Minotauro e Minosse
Mito di Dedalo e Icaro
Mito di Acheloo, Eracle e Deianira
Mito della nascita del mondo (regno di Urano e regno di Crono)
Mito della nascita del mondo (regno di Zeus)
Mito della nascita del primo uomo e della prima donna
Mito di Asclepio (Esculapio) il padre della medicina
Mito del diluvio universale
Mito della creazione dell'olivo e del cavallo
Mito di Sisifo
Mito di Mida
Mito di Edipo
Mito di Dioniso
L’ambiente pagano slavo-russo
Abbondanza
Ade
Afrodite
Apollo
Ares
Arpie
Artemide
Ate
Atena
Atlante
Centauri
Chimera
Chirone
Ciclopi
Crono
Demetra
Dioniso
Ecate
Efesto
Elios
Era
Erinni
Eris
Ermes
Eros
Estia
Gea
Metis
Ninfe
Oceano
Pan
Persefone
Pluto
Poseidone
Rea
Teti
Tifeo
Titani
Urano
Zeus
Bibliografia
Agricoltura e ambiente
Geologia e biologia marina
Quando l'uomo diventerà un essere umano?
Energie rinnovabili
Diritto ambientale
Directory
La natura in cucina
Conservazione delle specie e dell'ambiente
Natura, usi, costumi del sud America
Arte e ambiente
Aree protette
Musica e ambiente
Tutto ciò che dobbiamo sapere sugli incendi
Quattro risate in compagnia ed altro
L'angolo della Sardina
Le nostre vignette
Video
Foto natura
Recensioni
Spazio aperto ai lettori
Pubblicazione foto dei nostri amici animali
Racconti di viaggio
Gli articoli dei lettori
Vecchi siti geologici
Forum
Come coltivare e curare le nostre piante
Come coltivare e curare le nostre piante
MITOLOGIA E AMBIENTE
CRONO Rea che consegna a Crono una pietra al posto di Zeus
Rea che consegna a Crono una pietra al posto di Zeus

Crono nella mitologia greca era un famoso titano, figlio di Gea e di Urano.

Poco dopo la sua nascita, il padre Urano decise di precipitare lui ed i suoi fratelli nelle profondità della terra perchè ossessionato dall'idea che potessero privarlo del dominio dell'universo. Per istigazione di Gea, Crono affrontò il padre e lo evirò con un falcetto che gli aveva dato la madre e prese il suo posto nel dominio dell'universo.

Per prima cosa Crono liberò i suoi fratelli Titani dalla prigionia alla quale il padre li aveva relegati ad eccezione dei Ciclopi e degli Ecatonchiri nei confronti dei quali aveva dubbi sulla loro lealtà nei suoi confronti.

Crono, per proseguire con l'opera della creazione di unì in matrimonio con la sorella Rea (una dei Titani).

Con Rea, Crono ebbe diversi figli tra cui Poseidone, Ade, Era, Demetra ed Estia.

Crono che divora i suoi figli
Crono che divora i suoi figli, palazzo del Louvre - Parigi

Sotto il suo Crono la terra prosperò felice fino a quando una profezia ne sconvolse la mente: fu predetto che il suo regno sarebbe finito per mano di uno dei suoi figli.

Terrorizzato, per cercare di ingannare il destino iniziò a divorare tutti i suoi figli non appena nascevano, tenendoli così prigionieri nelle sue viscere.

La moglie Rea, sconvolta da quanto il marito stava facendo, decise di reagire.

Dopo la nascita del loro ultimogenito Zeus, Rea portò a Crono anzichè il figlio, un masso avvolto nelle fasce. Crono, non si accorse dell'inganno e lo ingoiò. Rea affidò quindi Zeus alle cure della capra Amaltea in una caverna del monte Ida a Creta.

Quando Zeus fu sufficientemente grande salì in cielo e fece bere con l'inganno a Crono una bevanda preparata da Metis che gli fece vomitare i figli che aveva a suo tempo divorato e dichiarò quindi guerra al padre.

Iniziò così una tremenda guerra che durò dieci anni che vide da una parte Crono ed i Titani e dall'altra Zeus ed il resto dei suoi fratelli. La guerra sarebbe andata avanti ancora per chissà quanto tempo quando intervenì Gea che consigliò al figlio Zeus di liberare i Ciclopi e di allearsi con loro. I Ciclopi per ripagare Zeus di averli liberati crearono le folgori che gli consentirono di vincere la guerra contro il padre Crono.

Le leggende non tramandano molto sulla sorte che Zeus fece fare al padre: alcuni sostengono che gli fu concesso di regnare nelle isole dei Beati, ai confini del mondo; altri che fu condotto a Tule e sprofondato in un magico sonno; secondo altri fu incatenato nelle più profonde viscere della terra.

Si sa invece con certezza la sorte che Zeus destinò ai Titani: li fece incatenare nel Tartaro e la loro custodia fu affidata agli Ecantonchiri.

E' delizioso il dialogo che Luciano immagina tra un sacerdote e Crono (I Saturnali - trad. Settembrini)

Il SACERDOTE: Primariamente è vero ciò che dicono di te, o Crono, che tu divoravi i figlioli avuti da Rea, e che ella, sottratto Zeus, e posta una pietra invece del fanciullo, te la diede a mangiare: e che esso poi, cresciuto in età ti tolse la signoria, ed avendoti vinto in battaglia, ti cacciò nel tartaro, ivi ti incatenò e con te tutti quelli che vennero dalla tua?

CRONO: ehi tu, se oggi non fosse festa, è lecito d'imbriacarsi, e dire ogni ingiuria ai padroni, sapresti che posso ancora non farmela passare, la mosca pel naso, io; farmi questa sorta di dimande, senza aver rispetto ad un dio così canuto e vecchio!

IL SACERDOTE: Io, questo, o Crono, non lo dico io, ma Esiodo ed Omero; m'incresce dirti che quasi tutti gli uomini lo tengono per vero.

CRONO: E credi tu che quel pecoraio chiacchierone sapesse il vero dei fatti miei? Pensaci un po'. Ci può essere mai un uomo (non dico un dio) che voglia mangiarsi i figlioli, se pur non sia un Tieste, che li mangia per l'inganno dell'empio fratello? Ma sia pure: come non sentir che sotto i denti, è pietra e non carne? Non c'è mai stata guerra; non mai Zeus mi tolse il regno per forza; ma gliel'ho ceduto io da me, e mi sono ritirato. Quali catene? Qual Tartaro? Io sono qui, e tu mi vedi, se non sei cieco come Omero.

IL SACERDOTE: e per qual ragione, o Crono, lasciasti il regno?

CRONO: Ti dirò. Inprima essendo vecchio e perduto di podagra (e questo ha fatto credere al volgo che io ero incatenato) io non potevo bastare a contenere la gran malvagità che ci è ora: quel dover sempre correre su e giù, e brandire il fulmine, e folgorare gli spergiuri, i sacrileghi, i violenti, era una fatica grande e da giovane: onde con tutto il mio piacere la lasciai a Zeus. Ed ancora mi parve bene di dividere il regno fra i miei figlioli, ed io godermela zitto e quieto, senza aver rotto il capo da quelli che pregano e che spesso dimandano cose contrarie, senza dover mandare i tuoni, i lampi, e talora i rovesci di grandine. E così da vecchio meno una vita tranquilla, fo buona cera, bevo del nettare più schietto, e mi fo un po' di conversanzioncella con Giapeto e con gli altri dell'età mia; ed egli si ha il regno e le mille faccende.

Crono era molto venerato in Olimpia, in Beozia a Delfi, nell'Attica ed in Sicilia. In suo onore si celebravano le feste Cronie. Il periodo del suo regno fu molto felice per l'umanità che venne chiamato età dell'oro.

Nella mitologia romana è identificato come Saturno, antico dio delle messi.

Vendita opere di Toru Iwaya
Dedicato a Pio Petrocchi
Contatti Perchè Elicriso Links Redazione Privacy
Copyright© 2000-2014 Elicriso.it - Note legali