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giovedì 9 febbraio 2012
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Fattori predisponenti gli incendi

Negli ultimi anni il problema degli incendi boschivi ha assunto dimensioni a dir poco drammatiche, tanto da destare un grido di preoccupato allarme a tutti i livelli.

Nel decennio passato in Italia si sono perduti, per detta causa, piu’ di 500 mila ettari di bosco, ne’ I'azione di rimboschimento e di ricostituzione boschiva sono riusciti a rimediare alle recenti devastazioni.

Ogni anno, quasi a scadenze prestabilite, si ripete questo gravissimo problema, con ingentissimi danni, sia direttamente economici che ecologici, e solo I'azione di prevenzione e di spegnimento fa si che lo stesso, possa essere contenuto e limitato.

E' bene ricordare che la gravita’ del fenomeno investe il bosco in tutte le sue molteplici funzioni, procurando danni diretti ed indiretti.

I primi, facilmente valutabili, sono rappresentati dal valore della massa legnosa; i secondi, piu’ difficilmente stimabili, sono connessi alle funzioni "senza prezzo", quali : la difesa idrogeologica, la produzione d'ossigeno, la conservazione naturalistica, il richiamo turistico, le possibilita’ di lavoro per numerose categorie.

L'incendio del bosco e’ un processo rapidissimo di decomposizione, che avviene solo in presenza del combustibile, qual e’ il materiale vegetale, dell'ossigeno e di una piccola quantita’ di calore ad alto potenziale, che determina lo sviluppo a catena del processo stesso.

Lo scoppio d'un incendio ha quindi una causa scatenante, la scintilla, ed una situazione predisponente il fenomeno, rappresentata dall'aridita’ piu’ o meno accentuata del suolo e della vegetazione.

E' fuori di dubbio che il fattore climatico e I'andamento stagionale abbiano una notevole influenza nel creare le condizioni favorevoli allo sviluppo ed alla propagazione degli incendi boschivi, e nel caso di fulmini, anche nel determinarli direttamente, circostanza questa, pero’ non molto frequente. Di notevole importanza e’ il grado di umidita’ della vegetazione, in particolare modo di quella erbacea del sottobosco, che varia direttamente con I'andamento stagionale. Gli incendi dei boschi, pur seguendo I'andamento climatico, non si manifestano uniformemente sul territorio: ci sono delle zone dove questo pericolo e’ maggiore che in altre, come I'esperienza ed i fatti, annualmente, confermano. Si vuol affermare che, a parita’ di condizioni climatiche e di coefficiente d'aridita, vi sono altre diverse situazioni che favoriscono lo sviluppo degli incendi nei boschi, quali: I'afflusso turistico, I'abbandono rurale delle campagne, I'attivita’ di particolari pratiche agronomiche e pastorizie, le vendette, le speculazioni.

Cosi, a seconda dell'ubicazione propria del bosco e del suo rapporto specifico con le situazioni accennate, si hanno dei soprassuoli piu’ esposti al pericolo e al rischio d'incendio, rispetto ad altri, dove i fattori sociali ed umani, sono meno incidenti. In base all'andamento meteorologico e climatologico, dobbiamo registrare due periodi di grave pericolosita’: I'uno estivo, nei mesi di luglio, agosto, settembre, piu’ marcato nelle regioni del centro-sud, Liguria compresa; I'altro invernale, nei mesi di gennaio, febbraio e marzo localizzato in particolare nelle zone dell'arco alpino, quali la Liguria, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto.

In entrambi i suddetti periodi, anche se con differente intensita’ e pur variando da zona a zona, si determinano le condizioni d'aridita', predisponenti il fenomeno.

Generalmente, la causa determinante I'incendio dei boschi e’ di origine antropica, eccezion fatta per i casi dovuti ai fulmini. L'autocombustione, sovente citata a sproposito, e’ da ritenersi una giustificazione quanto mai semplicistica ed erronea, in quanto, nei nostri climi, non si verifica che in casi del tutto eccezionali e al piu’ limitata ai soli fienili o discariche.

Le condizioni che influenzano sia I'inizio che la prima propagazione dell'incendio, sono principalmente rappresentate:

  • dalla quantita’ d'acqua che si trova nei tessuti delle piante, che puo’ variare dal 2 al 200% nei tessuti morti, in dipendenza delle condizioni atmosferiche ed in particolar modo dell'umidita’ relativa dell'aria;
  • dal vento, che oltre a favorire I'afflusso dell'ossigeno, quale comburente, determina I'avanzamento della linea del fuoco, provoca il preriscaldamento del materiale legnoso e quindi nuovi punti d'inizio e di continuazione del fuoco;
  • dalla quantita’, dimensioni, disposizioni dei materiali combustibili, i quali, se sottili e non pressati, offrono maggiore superficie esterna all'ossigeno comburente.

Le condizioni favorevoli per I'inizio dell'incendio nel bosco, si verificano, piu’ frequentemente, in presenza di copertura morta disseccata, con soprassuoli giovani, specialmente di essenze lucivaghe di resinose.

Le differenti condizioni meteorologiche: regime pluviometrico, dominanza dei venti, unitamente alle diverse tipologie forestali, al loro governo e trattamento, influenzano la frequenza stagionale degli incendi.

 

N.B. Le informazioni riportate sono state elaborate dalle notizie pubblicate dal Corpo Forestale dello Stato

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