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giovedì 9 febbraio 2012
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Parametri geologici e fisici del litorale della costiera amalfitana


Analizzando la Geologia della Campania, si nota subito come la Penisola Sorrentina spicchi per la diversità geologica dai terreni circostanti.

Le rocce che la formano sono per lo più dolomie e calcari originatesi nelle acque della laguna antistante la Tetide, l’immenso oceano scomparso.

Un ambiente molto simile a quello delle Bahamas, dove i fanghi si accumularono ispessendo e formando quella che oggi è la penisola Sorrentina.

Il paesaggio così frastagliato e scosceso della Costiera Amalfitana lo si deve ai grossi fagliamenti che durante il Quaternario, portarono al collasso del Golfo di Salerno, facendone un’appendice del bacino del Tirreno.

Le testimonianze delle varie Glaciazioni le troviamo nella parte sommersa della Costiera, fino a circa cento metri di profondità, con le tracce delle varie linee di riva che si susseguirono durante l’arretramento delle acque.

 

Il fondale della Costiera Amalfitana, degrada abbastanza bruscamente, con formazioni rocciose, grotte e anfratti, fino a raggiungere il fondale sabbioso; possiamo trovare la batimetrica dei 40 metri dopo appena 400m dalla riva.

La parte sommersa è qui molto affascinante, in quanto troviamo pendenze forti sin dalla riva, la parete scende parallela alla costa, ed è ricca di tutta la festa di colori del coralligeno Mediterraneo.

Enormi ventagli di Paramuricea Clavata, nascondono centinaia di anfratti, in cui si nascondono Musdele e Scorfani.

Spesso fra le molteplici tane nascoste dal ricco substrato, che si aprono nella parete strapiombante, si nascondono cernie di notevoli dimensioni, e splendidi gattucci, che svelano la loro presenza dalle uova che lasciano appese alle onnipresenti gorgonie.

Questo è l'habitat ideale per murene grandi e piccole, per i polpi, ma anche per gli spirografi che "fioriscono" al riparo dei massi più grandi.

Sono presenti su tutta la Costiera forti correnti, presenti soprattutto in prossimità della superficie, quando nelle stagioni intermedie avvengono imponenti spostamenti di acqua in senso verticale.

Queste correnti sono foriere di nutrimenti per la fauna del litorale della Costiera Amalfitana, e sono chiamate correnti di gradiente, dovute appunto ad una differenza tra Temperatura e Salinità.

Vengono, inoltre a formarsi correnti di deriva, superficiali dovute all’interazione col vento. Queste, a differenza di quelle di gradiente non interessano gli stadi più profondi, in quanto scemano di intensità man mano che aumentiamo la profondità.

La corrente principale, che è quella che interessa la costa dell’Italia Centrale a contatto con il Tirreno, proviene da Nord, ad ogni modo le correnti superficiali risultano deboli e variabili come in tutto il bacino tirrenico.

La Costiera Amalfitana in Autunno e Inverno è battuta prevalentemente dal Mezzogiorno e lo Scirocco, ciclicamente in Inverno troviamo il Grecale, il vento di traversia è lo Scirocco.

Dott.ssa Rossella Stocco

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