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giovedì 9 febbraio 2012
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Un’alga pericolosa:

la Caulerpa taxifolia 

Volevo parlarvi di un’alga diventata ormai pericolosa per i nostri fondali: la Caulerpa taxifolia.

La Caulerpa taxifolia è un’alga dall’alto potere infestante, un pò come l’edera sui nostri muri, che da qualche anno ha invaso i nostri fondali. Questa alga non è propria delle nostre zone, è una specie alloctona, introdotta nel Mediterraneo accidentalmente e diffusa su vasta scala grazie alle ancore delle navi, a cui restano attaccate per poi disperdersi lungo il tragitto. Infatti la Caulerpa taxifolia si riproduce per frammentazione, e questo rende difficile un qualsiasi controllo sulla sua espansione.

La Caulerpa taxifolia ha sviluppato nella sua evoluzione un metodo di difesa molto utile, infatti produce terpenoidi (caulerpine, ecc.), sostanze tossiche che la rendono immangiabile per gli organismi marini pascolatori come ad esempio i ricci di mare e la comune salpa (Sarpa salpa). Nei mari tropicali, da cui viene, le altre alghe hanno sviluppato una sorta di immunità alle sue tossine, riuscendo così a competere per lo spazio, cosa che non è accaduta nel Mediterraneo.

La Caulerpa taxifolia fa parte della classe Chlorophyta, e predilige le acque calde dei mari tropicali e subtropicali, inoltre ha un forte istinto di sopravvivenza, che la porta a sviluppare resistenze e velocità di crescita differenti da quelle di origine. Queste differenze sono state studiate prendendo campioni del luogo di origine e campioni del Mediterraneo ed operando un confronto.

Nel Mediterraneo quest’alga è affetta da “gigantismo”, questo significa che cresce molto di piu’ rispetto al normale, comportando un’invasione dei nostri fondali con un’usurpazione del territorio rispetto alle altre alghe. Inoltre riesce a colonizzare anche le parti esterne ed interne delle praterie di Posidonia Oceanica, rendendo la stessa meno ospitale per specie sia animali che vegetali, e portando quindi ad un impoverimento della zona.


Prateria di Caulerpa taxiflora e Posidonia oceanica 

Viene considerata un’alga infestante in quanto riesce a colonizzare aree completamente differenti, dal substrato roccioso a quello fangoso, dalla superficie fino a 50 metri di profondità. Volendo parlare di numeri basti solo pensare che dalla sua scoperta nel 1984, sulle coste antistanti il museo oceanografico di Monaco, dove occupava appena un metro quadro, si espanse l’anno dopo fino a ricoprire 30 ettari, in un solo anno! Essendo senza predatori e senza specie antagoniste, è un organismo abbastanza pericoloso per le realtà locali.

Nel Mediterraneo sono presenti altre due specie di Caulerpa, che a differenza di questa alga “killer” sono autoctone, e soprattutto sono commestibili, usate anche nella cucina umana.

La Caulerpa è un tipo di alga spesso usata negli acquari appunto per la sua velocità di crescita. L’approccio che si può avere è solo di studio e di monitoraggio, in quanto intervenire è impossibile.

Conosciamo solo l’esempio della California dove si è tentato di estirparla, ma ancora non si sa con esattezza se a buon fine. Possiamo stare solo a guardare i danni che eventualmente procurerà o i giovamenti che potrebbe apportare. Questo è l’enigma quando ci troviamo di fronte a specie che provengono da altri luoghi, e che colonizzano facilmente una zona. Non si può essere certi che questo sia fonte di disastro, perché potrebbe invece apportare giovamenti, alla fine la Natura è in continua evoluzione.

Dott.ssa Rossella Stocco

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