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GEOLOGIA E AMBIENTE
Il ruolo della Puglia come area d'avanpaese nell'orogenesi alpina terziaria in Italia

La nascita, evoluzione e conclusione di un’Orogenesi si articola in corrispondenza di una Geosinclinale, che nel suo schema classico si suddivide in una Zona rigida Cratonica, posta su il bordo esterno, che si affaccia su una fossa, detta Avanfossa, caratterizzata da una forte subsidenza, mentre lungo l’altro bordo della Geosinclinale si ha una zona rigida detta Avanpaese.

In corrispondenza dell’Avanfossa, per effetto della compressione esercitata dalla Zona Cratonica e dall’Avanpaese, legate alla Tettonica a Placche, si avrà il corrugamento dei sedimenti accumulativisi, cioè la formazione della Catena Orogenica.


(Evoluzione Orogenetica tratta dal testo "La Terra" di L.Trevisan e E.Tongiorgi- Ed.UTET)

Brevi cenni geostrutturali della Puglia, ricavati e parzialmente rielaborati dalla Guida Geologica Regionale della Puglia della Società Geologica Italiana.

Come per le Zone rigide Cratoniche (v. Sardegna), anche per l’Avanpaese i movimenti orogenetici del ciclo tettonico hanno avuto solo di riflesso la loro influenza sul blocco rigido, generando fratture orizzontali, con spostamenti trasversali (faglie trascorrenti), associate a dislocazioni verticali (faglie distensive). Come risultato finale si ha la formazione di fosse tettoniche, sia trasversali sia longitudinale rispetto allo spostamento della Placca.

La Puglia, una delle regioni più rappresentative delle aree d’Avanpaese, è caratterizzata da un substratum carbonatico mesozoico affiorante della Placca Africana, che, per effetto della deriva dei continenti, è venuta in collisione con la Placca Euroasiatica, immergendosi sotto quest’ultima.

Come indicato nella cartina accanto, l’effetto più appariscente dei movimenti tettonici, è stata una serie di faglie trascorrenti, prevalentemente orientate Est-Ovest, che hanno suddiviso in blocchi il substrato rigido, a loro volta interessati da un minuto sistema di faglie trasversali, prevalentemente distensive.

La struttura tettonica più interessanti della Puglia è la Fossa Bradanica, allineata NO-SE, che partendo dalla zona del F.Fortore (a Nord di Foggia) si estende fino al Golfo di Taranto, delimitata ad occidente dal Fronte della Catena Appenninica (Serie alloctona) e ad oriente dal blocco rigido del Gargano-Murge, (Serie della Piattaforma).

La Fossa Bradanica, grazie ad un sistema di faglie distensive, degrada verso Ovest fino a 4.000 metri sotto il l.m. e si è impostata nel Pliocene inferiore, per raggiungere il culmine nel Pleistocene, quando si ha la totale emersione dell’area.

Come ben rappresentato dalla sezione trasversale della Fossa Bradanica, riportata tavola soprastante, la massa dei sedimenti è rappresentata dalle serie alloctone dell’Appennino (Creta-Miocene) sovrascorse sui depositi più recenti del Pliocene medio-superiore.

Non sono mancate manifestazioni magmatiche sia nel Paleogene sia nel Pleistocene, rappresentate quest’ultime dal Vulcano Vulture, per il quali sono state individuate diverse fasi eruttive, con marcate evoluzioni del magma.

Queste nelle grandi linee la storia geologica delle Puglia, raccomandando ai lettori più appassionati, di consultare la Guida Geologica della Puglia, sopra citata, in particolare la descrizione di 9 Itinerari, illustrati con abbondanza di dettagli.

Dal punto di vista ambientale, tenuto conto dei sedimenti e della fauna che la caratterizzano, la piattaforma mesozoica (Giura- Cretaceo) presenta un’uniformità per tutta la sua estensione. Si tratta di mare sottile con depositi di fanghi carbonatici con alghe e microrganismi, circondati ai margini da scogliere coralligene alternate a banchi organogeni. La piattaforma ha subito di riflesso gli eventi tettonici delle aree circondanti, con sollevamenti e immersioni, alternati ai fenomeni locali di subsidenza tipiche delle costruzioni coralligene. Attualmente lo stesso tipo di sedimentazione si riscontra alle Bahamas, tanto che è chiamato modello bahamiano.

Per lungo tempo si è ritenuto che fino a tutto il Mesozoico, la regione doveva presentare totalmente un ambiente marino, ma la rara scoperta di frammenti di Rettili ed impronte ad Altamura di numerose di Dinosauro, su uno strato calcareo del Cretaceo superiore, sarebbero la prova che almeno per alcune aree si sono avute fasi continentali.

Per ritrovare un marcato ambiente terrestre bisogna arrivare fino al Miocene superiore, documentato da resti di Mammiferi, Uccelli, Rettili e Amfibi.

Dopo una generale ingressione di tutta l’area nel Pliocene, si ha un’emersione nel Pleistocene con l’instaurazione definitiva di un ambiente continentale, rappresentato da una ricca e variata fauna tipo: Mammuths, tigri, cani, orsi, cavalli, rinoceronti, etc. associati ai vari cicli del glacialismo che ha interessato il continente europeo.

Fin dal Paleolitico inferiore compaiono le prime tracce della presenza dell’Uomo attraverso resti di manufatti arcaici, che si evolvono verso forme più complesse, ma per avere una documentazione diretta della presenza umana bisogna arrivare al Pliocene medio con i resti fossili rinvenuti nel Gargano, attribuibili all’uomo di Neandertal, per arrivare ai numerosi resti dell’Homo sapiens sapiens.

Proseguendo nei tempi preistorici interessante e documentatissima è la presenza dell’uomo in tutta la Puglia fino al Neolitico, rappresentata da manufatti e riproduzioni artistiche d’ogni genere

Dott. Pio Petrocchi

Vendita opere di Toru Iwaya
Dedicato a Pio Petrocchi
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