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1. Premessa
Eccomi qui di nuovo a questo appuntamento di Ecomobility per portare il mio modesto
contributo al movimento per la promozione dell'uso delle energie rinnovabili, per
arrestare il processo di degradazione del pianeta e trovare la soluzione finale
per il fabbisogno energetico dell'umanità.
Non si tratterà di un seminario ad alto contenuto tecnico; sarà piuttosto uno sfogo
contro un gruppo di pochi che continuano a distruggere il nostro ambiente bruciando
combustibile fossile e contro l'indifferenza con cui la maggior parte dell'umanità
si rivolge al rinnovabile.
Non è il caso qui di abbandonarsi a molte considerazioni filosofiche e umanistiche
ma mi permetto ancora una volta di farne una piccola, piccola:
L'energia è alla base del nostro universo e noi esistiamo grazie ad essa. La vita
si è sviluppata grazie all'azione dell'energia sulla materia. L'energia è vita.
- In particolare su questo pianeta la vita è stata generata dall'energia inviataci
dal nostro Sole che alimentando le trasformazioni evolutive ha anche permesso lo
sviluppo dell'Umanità.
- Mi piace anche di pensare, poeticamente ma molto poco scientificamente, che Esso
lavorando con pazienza per molte centinaia di milioni di anni su altre forme di
vita organica, ha preparato un enorme patrimonio di risorse preziosissime, come
il petrolio.
- Le ha preparate per facilitare lo sviluppo tecnologico dell'uomo quando questo fosse
diventato abbastanza maturo per usarle con sapienza assieme alla sua abbondantissima
radiazione diretta: l'energia solare per l'appunto.
- Con essa Frate Sole è disposto ad alimentarci e fornirci forme di energia nobili,
come per es. quella elettrica e quella meccanica, ancora per qualche miliardo di
anni purché si sappia usare intelligentemente e parsimoniosamente le altre risorse
naturali che ci ha dato.
- La visione poetica termina bruscamente perché sappiamo che certi membri dell'umanità
pensano che l'energia solare da usare sia proprio quella fossilizzata e che, guarda
caso, essa sia un'ottima fonte di ricchezza e di potere e.....che il resto del mondo
si arrangi, se.....e come può.
Normalmente nel passato mi sono rivolto agli sfruttatori dell'energia fossile con
gentilezza cercando di convincerli che l'energia solare diretta o differita a breve
termine sotto forma eolica o idrica è la soluzione primaria del problema energetico
dell'umanità.
Ora penso che si debba dire a questa gente con franchezza che non si può più credere
alla loro buona fede: essi sanno benissimo che l'energia rinnovabile è ottima, è
tanta, ed è semplicemente tutto e solamente quello che l'umanità necessita per una
vita felice per ognuno dei suoi membri, senza discriminazione di genere, di razza
o di credo religioso.
Qualcuno dirà: “non tutte le risorse", solo le risorse energetiche. No: tutte le
risorse tra cui il petrolio che non è una risorsa energetica. Per via della sua
versatilità esso è infatti la più preziosa delle materie prime a disposizione dell'umanità,
siano esse patrimoni naturali, minerali, metalli, terre fertili, foreste, patrimonio
faunistico, etc. Il suo appropriamento ed annichilamento come semplice combustibile
è un delitto contro l'umanità. È l'offesa ad una "morale universale".
Ho usato la parola "morale", quasi un tabù nella nostra epoca di egoismo ed edonismo
sfrenato e di abuso delle religioni da parte di certi elementi disgregatori delle
strutture sociali per proteggere gli 1 interessi materiali propri di gruppi quali,
appunto, quelli del cartello dell'energia fossile.
Avendo sfiorato questo tabù devo quindi, per non spaventare chi deluso dalle religioni
o non credente e che non ama più sentir parlare di etica, di morale, di doveri,
eccetera darò qui la definizione di "morale" che io normalmente uso in questo tipo
di seminari. È una definizione che dovrebbe andare bene per tutti coloro che, religiosi,
agnostici o atei che siano credono nell'Umanità e nel suo sviluppo futuro:
“Qualunque azione compiuta nell’interesse della
Comunità Umana è morale. Qualunque azione compiuta
nell’interesse di singoli o gruppi di singoli a scapito del benessere dell’Umanità
è immorale”.
Alla luce di questo “postulato” possiamo dire che lo sperpero di una preziosa materia
prima come il petrolio come sorgente di energia è immorale.
Ed è certamente ancora più immorale per il fatto che, mentre è sempre più evidente
che ci sia un'enorme disponibilità di energia pulita, si continui, addirittura si
aumenti, l' inquinamento termico e chimico dell'ambiente mediante l'uso inconsulto
dell'energia fossile.
È immorale perché le conseguenze di questa azione ricadono sull'intera Umanità mentre
il beneficio è destinato a pochi gruppi di potere politico-finanziario.
Nonostante questa premessa così negativa ed altre considerazioni simili che andrò
presentando nel seguito, preannuncio che terminerò con un filo di ottimismo mostrando
che, grazie all'azione di pionieri dell'energia rinnovabile, ci sono chiare avvisaglie
di un futuro promettente anche se ancora lontano.
Una precisazione: sebbene qui, parlando di emissioni, metterò l'accento sui gas
ad effetto serra è chiaro che il dovere morale di evitare o di ridurre le emissioni
si estende a tutto ciò che “viene emesso” durante i processi industriali, compresi
quindi tutti i prodotti chimici e nucleari che inquinano l'ambiente in cui viviamo.
Vorrei inoltre mettere in evidenza che, sebbene io per spontanea inclinazione parli
spesso di energia solare ed eolica la mia considerazione vale anche per ogni forma
di energia rinnovabile: geotermica, idrica, delle maree, delle onde, etc.
2. “La situazione è grave”
Chi lo dice? Il segretario generale delle Nazioni Unite, nel suo intervento alla
Terza Conferenza mondiale sul Clima a Ginevra. Ha poi ammonito la comunità internazionale:
“Ci stiamo dirigendo verso l’abisso ad alta velocità”. Ban Ki Moon ha evidenziato
che“Non possiamo permetterci il lusso di progressi limitati. Abbiamo bisogno di
rapidi progressi per fronteggiare i nuovi problemi che sono addebitabili alle mutazioni
climatiche”.1
Finalmente si comincia ad accettare che il grido di molti scienziati non è un atteggiamento
da catastrofisti ma una realtà. La continua organizzazione di meeting internazionali,
come quello che ha portato al protocollo di Kyoto, e che hanno mostrato l'interesse
e la partecipazione alle loro conclusioni di quasi la totalità delle nazioni del
mondo, conferma questo nuovo atteggiamento. Anche l'ultimo incontro in ordine di
tempo, quello di Copenaghen, sebbene a prima vista sembrasse un fallimento, ha mostrato
come quello del clima stia diventando una preoccupazione universale. Proprio a Copenaghen
nazioni ricche e povere si sono sedute allo stesso tavolo e ben 90 di esse hanno
presentato la promessa di ridurre le loro emissioni di gas ad effetto serra (nel
seguito brevemente indicati come GHG dall'inglese Greenhouse Gases)2.
Ci sono ancora defezioni importanti come quella degli Stati Uniti dove la lobby
petrolifera e dell'industria frena le lodevoli iniziative del presente governo.
Ma anche tra gli oltranzisti, nonostante la veemenza delle loro campagne mediatiche
nei confronti dell'energia rinnovabile sembra che una presa di coscienza si faccia
strada.
Si noti che l'enunciato che segue viene dall'IEA (International Energy Agency)
e dalla OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development)"3:
“Le prospettive energetiche del mondo attuale sono semplicemente insostenibili.
Nonostante tutti i discorsi sui cambiamenti climatici, negli ultimi anni la domanda
di energia ha continuato ad aumentare e con essa le emissioni globali di CO2. Allo
stesso tempo, i paesi importatori sono sempre più preoccupati per la loro sicurezza
energetica proprio quando i prezzi del petrolio, del gas e del carbone raggiungono
livelli record.".
Se la IEA, che io ho sempre sospettato di essere una lobby dell'energia fossile,
fa una simile dichiarazione è perché la situazione è veramente grave.
Un'altra conferma indiretta che la situazione è grave viene dai cartelli del fossile:
mentre continuano un'enorme propaganda di disinformazione contro gli ambientalisti
ed a sfavore del rinnovabile per mantenere l'utilizzazione delle loro sorgenti di
energia si sono messi a lavorare con convinzione alla cattura e sequestro della
CO2. Lo fanno anche se sanno che ciò comporta un aumento dei loro costi di produzione.
La loro propaganda contro la teoria del riscaldamento globale dovuto ai gas serra,
però, non si arresta nonostante l'evidenza del fenomeno. Essi approfittano di ogni
minima occasione per metterla in discredito. Giocano per esempio sull'equivoco e
contano sul fatto che la massa dei non addetti ai lavori fa fatica a vedere al di
là di un fenomeno a breve termine (come il recente periodo di freddo intenso) la
reale situazione a lungo termine (riscaldamento globale medio sempre più misurabile)
. Le loro tattiche sono sottili e una volta trovato un minimo appiglio lo trasformano
in una crociata.
L'estate scorsa, per esempio, il professor Mojib Latif, un collaboratore molto importante
dell'IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change ), in un simposio
sul danneggiamento del clima4 annunciò
che, sebbene il riscaldamento globale del clima continui ad aumentare per cause
antropogeniche in maniera evidente, non si possono escludere periodi in cui la temperatura
possa anche scendere a causa di fenomeni climatici periodici. In particolare citò
come esempio quello dell'oscillazione decennale del Nord Atlantico ed ha mostrato
la trasparenza in figura 1.
L'espressione «diminuzione di temperatura» eccitò talmente i detrattori del riscaldamento
del clima che scatenarono subito un'enorme campagna di stampa sulle supposte bugie
dette dall'IPCC. La cosa finì però presto: nella loro eccitazione essi non si erano
peritati di guardare attentamente il grafico menzionato, dove la temperatura media
sale inesorabilmente.
La reazione fu ancora più drammatica quando un'affermazione sulla scomparsa dei
ghiacciai dell'Himalaya per il 2035 scivolò inavvertitamente nel rapporto dell'IPCC
del 2007 senza essere stata esaminata attentamente. In effetti non ci sono ancora
studi sistematici sulla vera entità del ritiro di questi ghiacciai in relazione
al riscaldamento globale.
Ghaham Cogley della Trent University dell'Ontario. Per esempio, dice che la cifra
corretta dovrebbe essere di 350 anni mentre altri, come il glaciologo svizzero Michael
Zemp del World Glacier Monitoring Service di Zurigo si limita a dire che non gli
risulta di aver visto un rapporto che confermi la scomparsa dei ghiacciai dell'Himalaya
prima della fine di questo secolo5.
L'accusa di “imbroglio” attribuita a questa svista fece il giro del mondo sui media
controllati dai cartelli del fossile generando una serie di dubbi sulla veridicità
di tutto il contenuto del meticoloso lavoro dell'IPCC, confondendo il vero senso
del messaggio.
Quanti si sono resi conto del fatto che se i ghiacciai dell'Himalaya, che se ne
stanno lì da due milioni di anni, dovessero davvero sparire, se non in decine ma
anche in qualche centinaio di anni, sarebbe di per se stesso la vera conferma della
catastrofe?
Come possono questi organi di informazione mettere l'accento su questo tipo di errori,
che semmai spingono l'Umanità verso la protezione dell'ambiente, quando essi stessi
ignorarono l'«errore» dell'esistenza delle armi di distruzione di massa che giustificarono
la guerra dell'Iraq con lo strascico di morte e distruzione che oggi tutti sappiamo?
A meno che non si voglia vedere nel petrolio l'arma di distruzione di massa … visti
i sui effetti globali su tutto l'ambiente in cui viviamo.
Non posso qui dilungarmi sulla serie di false accuse come, per esempio, quelle legate
all'interpretazione maligna del gergo scientifico espresso nelle email rubate ad
un centro di ricerca meteorologica inglese. Dico soltanto che è triste vedere l'uso
immorale dei media, efficientissimo strumento di potere della nostra era informatica,
per far presa sul grande pubblico.
Note
1. “Il Mondo verso l'abisso http”://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=130869;
03. 09. 2009
2. International Herald Tribune. 23 febbraio 2010
3. Energy Technology Perspectives 2008; Scenarios & Strategies to 2050. In support
of the G8 Plan of Action. OECD/IEA, Paris,France; 2008
4. Mojib Latif: “Advancing Climate Prediction Science – Decadal Prediction”; Worl
Climate Conference WCC-3, Geneva, 31 Aug-4 Sep 2009
5. Pallava Bagla in Delhi: “Himalayan Glaciers melting dead line "a mistake"”. BBC
News. 5 Decembre 2009
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