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Tra i punti forti dei sostenitori del nucleare c’è quello che gli incidenti sono
rari!
Ma quando accade un incidente le dimensioni dell’evento sono così tanto devastanti
da colpire generazioni successive e non c’è nessun altra catastrofe umana con così
spaventose conseguenze.
In altre parole possiamo dire che è possibile aumentare gli standard di sicurezza
ma non è possibile azzerare i rischi.
Inoltre, durante la sua attività una centrale produce scorie radioattive che perdurano
ben oltre la durata di una generazione prolungando quindi la loro attività per millenni.
Il loro stoccaggio in siti sicuri è un problema che nessuna nazione è riuscita finora
a risolvere, tenuto conto tra l’altro del costo inaccessibile che eventualmente
si dovrebbe sostenere.
Una centrale atomica rilascia regolarmente nell’ atmosfera
vapor acqueo radioattivo.
Dalle miniere di uranio in Francia non si estrae dal 2001
più 1 grammo e le 8000 tn che servono per le centrali s’importano da Niger, Australia
e Canada….quindi anche noi, visto che il nostro governo si sta affidando alla consulenza
dell’ EDF (società che gestisce il nucleare in Francia) dovremmo dipendere dalle
importazioni di uranio della Francia, pagandolo ovviamente 2 volte visto che la
Francia non avrebbe alcun piacere donandoci gratis dell’uranio acquistato all’estero.
A proposito di uranio…..il suo prezzo è salito dal 2001 al 2007 da 15 dollari/kg
a 297 dollari/kg!
Per non parlare poi del fragile sistema di produzione di elettricità delle centrali
cioè della totale assenza di modulazione della produzione: cioè o se ne produce
ta nta o zero!
Ciò vuol dire che con tante soste forzate degli impianti c’è un’usura forzata e
crescente degli stessi con l’andar del tempo a causa degli stress termici e meccanici
subiti.
L’EDF, che si limita a gestire le centrali in Francia e la distribuzione dell’elettricità
ha un debito che continua a lievitare e dal 2007 al 2009 è raddoppiato e sembra
sia destinato a salire ancora (si parla di qualche decina di miliardi di euro).
Quindi perché il governo italiano dovrebbe dipendere da una società che versa in
tragiche condizioni finanziarie e forse non potrà garantire una seria ed affidabile
collaborazione?
E poi perché l’ENEL in Italia dovrebbe costruire una centrale simile a quella di
3^ generazione, costruita in Finlandia dall’AREVA, industria francese anch’essa
in gravi condizioni finanziarie come l’EDF, unica fra l’altro costruita negli ultimi
anni in Europa? E che doveva entrare in funzione un anno fa ma che invece è ferma
a causa di problemi legali con il governo finlandese, probabilmente per insoddisfazione
da parte della comunità finlandese?
O meglio perché dovremmo affidarci a società francesi con così poca stabilità finanziaria
ed economica?
Ma poi perché se nel frattempo la Germania sta iniziando a dismetterle dopo 32 anni
di vita? Iniziando infatti proprio dalla 1^ ad Obrigheim chiusa nel 2001?
E noi ora dovremmo iniziare?
Digiuni di tecnologia, privi di combustibile, senza siti per le scorie…..
Nelle nostre vecchie centrali si trovano 24.000 m3 di rifiuti radioattivi e 284
tn di uranio irraggiato e 30 m3 di scorie radioattive vetrificate.
Per finire non dimentichiamoci che sotto c’è l’Africa che spinge inesorabilmente!
La linea di confine con l’Europa decorre lungo l’asse appenninico e sul fondo del
mar Tirreno sono stati individuati una ventina di vulcani attivi……
Ed ancora l’altissima densità demografica dell’Italia, dove la maggiore industria
è il turismo (13%) e dove in prossimità di una centrale atomica sarebbe impensabile
che venga sottratta dell’acqua ( necessaria per il funzionamento) dei fiumi, laghi
e mare preziosa per il buon funzionamento appunto dell’industria più redditizia
del paese.
Nel caso delle centrali atomiche in primo luogo però vanno considerati i rischi
per la salute umana.
Dott.ssa Antonella Di Matteo
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