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Il Gruppo di intervento giuridico ed Amici della Terra hanno presentato al Ministro dell'ambiente, all'Assessore regionale della difesa dell'ambiente ed alla Commissione europea una serie di considerazioni per evitare che il nuovo gasdotto Galsi, un gasdotto sottomarino che dall'Algeria dovrà arrivare in Italia centrale via Sardegna (progetto nato in seguito ad un accordo intergovernativo Italia-Algeria nel 2001) passi attraverso una serie di habitat naturali unici nel loro genere che in tal modo verrebbero distrutti: l'area che va da Santa Caterina a Porto Botte, davanti all'isola di Sant'Antioco.
Ad ottobre inizieranno i lavori e pochi ne parlano. Se il tragitto del progetto non sarà modificato, diverse aree di interesse naturale saranno spazzate via assieme a numerose specie animali e vegatali.
Si rimanda all'articolo "Gasdotto Galsi, ripensare un tracciato" pubblicato nel sito del Gruppo di intervento giuridico o.n.l.u.s, che illustra molto chiaramente il problema e dove viene riportato l'esposto presentato alle autorità competenti per cercare di fermare questo ennesimo scempio ambientale e dove tra l'altro, è possibile esprimere il proprio dissenso.
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