elicriso.it - rivista sull'ambiente e sulla natura
lunedì 15 marzo 2010
  Skip Navigation Links
   Elicriso offerto in  
Testo normale Testo grande Testo molto grande
Skip Navigation LinksHome > Altre rubriche > Clima e ambiente > I periodi di siccità invernale maggiori di trenta giorni
Rubriche sulle piante
Come coltivare e curare le piante
Le nostre amiche orchidee
Piante medicinali
Piante aromatiche
Il linguaggio dei fiori e delle piante
Come le donne famose della storia si facevano belle con le piante
Piante carnivore
Piante allucinogene
Piante tonificanti e afrodisiache
I principali nemici delle nostre piante
L'agronomo risponde
Epoca di raccolta e vendita della frutta italiana
Rubriche sugli animali
Mammiferi
Uccelli
Rettili
Anfibi
Pesci
Echinodermi
Suoni emessi dagli animali
Altre rubriche
Geologia e ambiente
Clima e ambiente
Cop15 Copenaghen 2009: le conclusioni
Copenhagen 2009
Una canzone per Copenhagen 2009
Non ha mai fatto tanto caldo come quest'anno
Il clima: le cose che non ci dicono
I fattori climatici: la temperatura
Dopo tanto freddo ... finalmente arriva un po' di caldo
Come l'uomo ha interagito con le grandi variazioni climatiche
Dopo tanti millenni di gelo esplose il caldo
Seguita a salire la temperatura e nascono due altre grandi civiltà
Dal 1000 al 1900, dal medioevo all'era moderna, dal clima ideale al gelo
Ultimo secolo ... ma quando arriverà il caldo?
I motivi che hanno causato l'inizio e la fine dell'ultima glaciazione
Alluvioni, tornadi, nubifragi, perchè chiamare calamità degli eventi naturali?
Kyoto: scontro tra politica e scienza
Antiglobalizzazione, ambiente
Bonn: delusione scontata
Marghera: nessun colpevole!
I periodi di siccità invernale maggiori di trenta giorni
Ma abbiamo anche dei doveri o solo dei diritti?
Cambia o non cambia questo benedetto clima?
Perchè un programma comico contribuisce alla cultura meteorologica meglio degli articoli degli esperti?
Mitologia e ambiente
Geologia e biologia marina
Quando l'uomo diventerà un essere umano?
Diritto ambientale
Directory
La natura in cucina
Natura, usi, costumi del sud America
La conservazione delle specie e dell'ambiente
Arte e ambiente
Aree protette
Musica e ambiente
Tutto ciò che dobbiamo sapere sugli incendi
Quattro risate in compagnia
L'angolo della Sardina
Le nostre vignette
Spazio aperto ai lettori
Pubblicazione foto dei nostri amici animali
Racconti di viaggio
Gli articoli dei lettori
Vecchi siti geologici
Forum
Toru Iwaya
Toru Iwaya
CLIMA E AMBIENTE
I grandi periodi di siccità invernale maggiori di trenta giorni

I dati sono ricavati dal sito del Centro Geofisico Prealpino – Statistiche Meteoclimatiche.

Quando si sente parlare di lunghi periodi di siccità è istintivo andare con la mente alle lunghe estati torride o ai climi aridi delle aree desertiche, ma quando s’instaura un lungo periodo di siccità nei mesi invernali, per di più contraddistinto da temperature notevolmente basse per le nostre latitudini, è logico domandarsi: quali sono le cause di tal eccezionalità?

Certamente non stiamo vivendo un inverno con le caratteristiche tipiche di un clima temperato, com’è quello mediterraneo, ma una siccità come quella che stiamo vivendo è davvero eccezionale?

Fortunatamente ci sono le statistiche che ci permettono di rinfrescarci la memoria per vedere che periodi ad alta siccità alle nostre latitudini non sono così eccezionali. Senza andare ai secoli passati è sufficiente vedere negli ultimi 50 anni la distribuzione dei periodi di prolungata siccità, come indicato nel grafico riportato in testa all’articolo.

Infatti prendendo ad es. le zone prealpine durante la seconda metà del secolo passato si sono verificati diversi periodi di siccità, generalmente con durata tra i 30 e i 50 giorni, ma dal 1988 si sono avuti per tre volte periodi di siccità di tre mesi, compreso quello attuale, con tutte le conseguenze economiche note a tutti.

Quali sono le normali caratteristiche del clima invernale nel Mediterraneo e da quali fattori meteorologici sono regolate?


Da " IL TEMPO PER TUTTI " di Guido Caroselli Ed. Mursia

Nel nostro emisfero vi sono tre aree caratterizzate, con relativa stabilità, dalla presenza di zone ad alta pressione (anticicloniche) situate in corrispondenza del territorio Russo-siberiano, delle isole Azzorre e della California. Sono queste tre entità che regolano, in concomitanza con altri fattori, il clima attraverso l’alternarsi di fasi in espansione e di contrazione, determinando, a media durata, gli andamenti stagionali e, a brevissima durata, le condizioni meteorologiche giornaliere

Le condizioni climatiche del Mediterraneo e dell’Italia in particolare, sono privilegiate rispetto al resto dell’Europa, per la sua configurazione in quanto può usufruire dell’azione termoregolatrice del Mare e la protezione dai gelidi venti del Nord ad opera dei rilievi alpino-himalaiani.

Prevalentemente durante tutto l’anno, l’area mediterranea è interessata da correnti umide di provenienza atlantica, che determinano, anche durante i mesi invernali, un clima relativamente mite, a meno che anticiclone russo-siberiano non si espanda verso occidente, per cui sull’Europa vengono ad instaurarsi aree di alte pressioni a scarsa umidità.

Di conseguenza l’incontro delle correnti più calde cariche di umidità s’incontrano con l’atmosfera rigida del Nord, lungo un fronte anche a latitudini più basse. E’ ciò che generalmente accade spesso durante gli inverni "non eccezionali", normalmente per la durata di una o due settimane. Con tali condizioni si ha nel Nord Italia l’instaurazione di alte pressioni a scarsa umidità e formazione di nebbie, alternate a precipitazioni nevose a basse altitudini, anche in pianura. Nel Centro e Sud Italia si hanno precipitazioni a carattere nevoso solo ad alte altitudini, interessanti l’arco appenninico, con temperature minime non eccessivamente basse.

Purtroppo con una certa frequenza l’anticiclone russo-siberiano si espande fino ad installarsi su tutta l’Europa, spingendosi verso Sud al di là delle consuete latitudini e con durata oltre il mese, come indicato nel grafico.

Con tali condizioni in Italia il fronte tra l’alta pressione e le correnti cariche di umidità, viene ad investire le regioni meridionali con precipitazioni nevose a bassissima altitudine accompagnate da temperature siberiane anche di –20°, mentre al Nord, in corrispondenza dell’alta pressione, l’atmosfera è immobile, secca con temperature rigide, condizioni ideali per la formazione di persistenti nebbie specie nelle ore notturne.

E’ ciò che si è verificato quest’anno con gravissime conseguenze, specie economiche. Da tre mesi nel Nord Italia s’invoca la pioggia, perché lo smog ha raggiunto livelli catastrofici per l’inquinamento dell’aria, combattuto con provvedimenti palliativi tipo quello di arrestare la circolazione delle vetture, mentre nel Meridione, le prolungate basse temperature, hanno recato danni irreparabili all’agricoltura, distruggendo con il gelo estese coltivazioni di ortaggi, con conseguenti maggiori spese per il consumatore, dovute anche alle inevitabili speculazioni che s’innestano sempre in occasione di calamità.

Come avranno rilevato i nostri lettori, in occasione di eventi eccezionali come quello che abbiamo attraversato in questi ultimi mesi, i mass media non hanno gridato sugli alti valori dell’inquinamento che provocano danni come l’effetto serra, il buco dell’ozono, etc., usualmente invocati durante l’estate. Finalmente sia la stampa sia le istituzioni hanno puntualizzato che il danno reale ed immediato è la salute degli uomini e nessuno ha cercato le cause in fattori astrusi, ma si è accettato che l’instaurazione di alte pressioni per lunghi periodi è la causa dell’accumulo di particelle nocive legate alla circolazione delle auto e al riscaldamento.

Si è presa coscienza che i provvedimenti di ridurre per qualche giorno la circolazione delle auto non è risolutivo, a meno di bloccare tutte le attività.

Inoltre ci si è resi conto che il problema potrebbe essere risolto solo con interventi straordinari basati in pratica sul creare una densa rete pubblica a trazione elettrica, come hanno fatto alcune città europee, ma ciò andava fatto diversi anni fa perché oggi il provvedimento presenta difficoltà insormontabili. Ma con l’arrivo delle prime piogge tutto passerà nel dimenticatoio fino ……alla prossima espansione dell’anticiclone russo-siberiano.

Per quanto riguarda i danni ai prodotti ortofrutticoli bisognerà adattarsi a nutrirsi solo con prodotti stagionali, onde evitare il lutto nazionale per la scomparsa delle zucchine di serra.

Dott. Pio Petrocchi

Dedicato a Pio Petrocchi
Contatti Perchè Elicriso Links Redazione Privacy
Copyright© 2000-2010 Elicriso.it - Note legali