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Ultimo secolo... ma quando arriverà il caldo?

Ancora verso il freddo... ma l'uomo sostiene il contrario. Perchè? Eppure i dati gli danno torto

Dagli ultimi decenni del secolo 19° ha avuto inizio il monitoraggio dei dati meteorologici sistematico, con una rete di stazioni relativamente densa da poter permettere elaborazioni indicative.

In questo capitolo relativo all'ultimo secolo del 2° millennio, non potendo disporre di valori medi del globo, abbiamo preso a modello gli andamenti delle temperature e precipitazioni della città di Roma, trovandosi in posizione centrale del Paese, ritenendoli sufficientemente indicativi per un'analisi dell'evoluzione meteorologica di un'area più circoscritta e non influenzata da andamenti a livello continentale, che è quello che forse ci interessa maggiormente.

Ovviamente, mentre nella ricostruzione degli andamenti fatta nei capitoli precedenti le escursioni delle temperature erano riferite attribuendo alla media del globo il valore di 16°C, in questo capitolo il riferimento è la Temperatura media di Roma (8,9°C) durante l'ultimo secolo.

Temperature e precipitazioni medie annuali della provincia di Roma nell'ultimo secolo

Avevamo lasciato il 19° secolo quando sembrava che la Piccola Glaciazione fosse in via di esaurimento, in quanto la temperatura era sufficientemente risalita e che si potesse avere il clima ideale del Medioevo, ma l'illusione ebbe poca durata in quanto a partire dal 1890 ( 1,2°C), che rappresenta lo scarto massimo verso il caldo del periodo, riprese a ridiscendere fino al 1915 con uno scarto di -0,7°C rispetto alla media annuale.

Dopo questo intervallo si ebbe un periodo mediamente più caldo, dal 1915 al 1955, durante il quale la temperatura attraverso varie oscillazioni si mantenne al disopra della media, raggiungendo il culmine nel 1930, con uno scarto del 0,9°C.

Dal 1955 le oscillazioni termiche sono quasi sempre con valori al disotto della media, con la punta minima di -1,5°C nel 1970, per poi risalire nell'ultimo trentennio, raggiungendo uno scarto di -0,5°C.

Quindi è vero che da alcuni decenni la temperatura va risalendo, senza ancora raggiungere i valori dell'inizio del secolo, ma nel suo insieme la tendenza delle escurzioni termiche è chiaramente verso un raffreddamento del clima, come chiaramente indicato dalla linea di tendenza del grafico (retta verde), che da un valore iniziale di 0,6°C della fine '800 arriva ad oggi a -0.8°C.

Spesso, quando si hanno brevi ma intensi periodi di pioggia (che si verificano sempre in quei periodi dell'anno più piovosi da tanti millenni) i mass media li collegano all'effetto serra, accusando l'inquinamento di provocare l'innalzamento della temperatura attraverso l'emissione di gas (prevalentemente anidride carbonica), profetizzando catastrofi a breve termine, regolarmente smentite.

Per riscontrare una relazione di causa-effetto tra andamento della temperatura e piovosità, abbiamo riportato nel grafico i valori delle precipitazioni, relative a Roma, da cui si evidenzia che non sempre maggior temperatura si accompagna ad un innalzamento della temperatura. Nelle grandi linee la prima metà del 1900 è stata più piovosa della seconda metà, in contraddizione con l'andamento della temperatura e con lo sviluppo dell'industrializzazione e del traffico automobilistico, a quei tempi quasi inesistenti.

A maggior ragione l'andamento della linea di tendenza (retta gialla) mostra una predisposizione verso una minore piovosità, anche se entro limitati valori, con la tendenza della temperatura verso al freddo.

Come si spiega questo contrasto tra gli andamenti dei dati meteorologici e le valutazioni più o meno personali di coloro che commentano o fanno previsioni pseudo-meteorologiche? Alla base di tutto vi sono le microvariazioni, limitatissime nel tempo, per tirare conclusioni e formulare previsioni a lunga scadenza sulle basi di un evento puramente contingente.

La Natura è stata e sarà bizzarra per la sua incostanza e prevedibilità. Basti vedere cosa sta accadendo in questa prima parte dell'inverno: fino ad ora abbiamo avuto un clima relativamente mite data la stagione, per cui sono state rispolverate le previsioni catastrofiche su un futuro caldo per colpa dell'effetto serra, ma è stata sufficiente un'ondata di freddo alla metà di Gennaio per far tacere tanto allarmismo.

E' vero che i valori dell'inquinamento possono influenzare i grandi fenomeni meteorologici?

Perché nei secoli e millenni trascorsi, quando era da escludere ogni forma di inquinamento, il clima, nelle sue principali espressioni di temperatura e piovosità, aveva gli stessi bizzarri e imprevedibili andamenti?

Perché siamo stati terrorizzati per anni dal buco dell'ozono dell'Antartide, mentre ora illustri scienziati ci tranquillizzano che la situazione tornerà normale nel giro di qualche decennio? Ma allora cosa aveva a che fare il gas Freon dei frigoriferi e delle bombolette messo al bando da qualche anno?

Tutti questi quesiti se li pone l'uomo della strada e i mass media non si rendono conto che, enfatizzando situazioni climatiche che rientrano nella norma, quando si fanno portavoce, o addirittura ne sono gli artefici, di catastrofiche previsioni tali da distruggere il genere umano, ottengono un unico risultato: lo scetticismo da parte dei lettori ed ascoltatori sulle informazioni scientifiche, anche quando sono raramente date con obiettività, con il risultato che gli appelli per ridurre l'inquinamento per ragioni di salute restano disattesi.

Sono tanti altri i fenomeni naturali, che non rivestono di per se l'appellativo di eventi eccezionali, come ad esempio le alluvioni, se non fosse intervenuta la nefasta e incosciente opera dell'uomo, come vedremo nel prossimo numero di Clima ed Ambiente su Elicriso.

Dott. Pio Petrocchi

Vendita opere di Toru Iwaya
Dedicato a Pio Petrocchi
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