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venerdì 12 marzo 2010
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“Oasi del Simeto”



Tratto dalla Tesi “La piattaforma continentale del Golfo di Catania e le interazioni con il fiume Simeto”

Vorrei parlarvi di un luogo estremamente importante, da una punto di vista ambientale, e nel frattempo estremamente vicino da poter essere visitato con tranquillità: l’Oasi del Simeto. Si trova nella provincia di Catania, e rappresenta un importante luogo di svernamento, di nidificazione e di sosta di numerosi uccelli migratori che attraversano il Mediterraneo.

E’ possibile arrivarci comodamente con la macchina, anche solo percorrendo la statale che lo attraversa possiamo già ammirare diverse specie di uccelli migratori.

Spesso non si comprende l’importanza di zone umide come quella di cui stiamo parlando. La loro peculiarità oltre ad essere punto di ristoro di uccelli migratori, è quella di essere bacino di sedimentazione e purificazione delle acqua che poi giungono nel mare. Il Simeto inoltre, da un punto di vista geologico è molto importante, è grazie a questo fiume che oggi esiste la piana di Catania, formata in migliaia di anni dalla deposizione di materiale alluvionale. Inoltre l’Oasi diventa importante in quanto i divieti di costruzione nell’area, e le demolizioni avvenute, consentono al materiale sabbioso trasportato dal simeto, di non fermarsi lungo il tragitto, ma di arrivare fino a mare, scongiurando l’erosione delle coste nella zona.

La Riserva Naturale del Simeto è, di fatto, istituita il 14 marzo 1984 e si estende per un tratto di circa 10 chilometri, occupando un territorio di circa 1800 ettari. Il tratto terminale del fiume Simeto, la sua vecchia ansa con i canneti, il lago Gornalunga con il salicornieto attorno alle sue sponde, le "Salatelle" ed i numerosissimi acquitrini stagionali che si formano in varie zone della Riserva, attirano durante tutto l'anno più di 180 specie diverse d’uccelli, molte delle quali molto rare. Secondo una relazione di Ronsisvalle( 1972) le specie presenti allora erano oltre 250. Vi è stato, quindi, un calo ingente nella presenza avifaunistica prima dell’istituzione della riserva.

Possiamo osservare nella riserva una varietà d’ambienti che vanno da quello costiero, caratterizzato da litorale sabbioso, con una lunga linea di battigia denominata “la Plaja”, da una fascia dunale e da una retrodunale; quello palustre, con il lago Gornalunga, la vecchia ansa del Simeto, le salatelle e il lago Gurnazza.

Singolari dal punto di vista ambientale e naturalistico sono le "salatelle", laghetti retrodunali stagionali d’acqua salmastra che in estate formano delle pozze di sale dovute all’evaporazione.

Un altro paesaggio caratteristico dell’oasi del Simento è quello fluviale composto dagli argini del Simeto e dalle "golene" che rappresentano le aree comprese fra il fiume, con le sue attuali rive e gli argini artificiali che hanno modificato il suo tratto finale, rendendolo, per parecchie centinaia di metri, rettilineo e piuttosto regolare.

A sud della foce del fiume è presente un esteso stagno salmastro: il lago Gornalunga; in esso sono presenti un notevole numero d’uccelli durante tutte le stagioni Tra gli uccelli acquatici o legati agli ambienti marini nidificano il Tuffetto, il Tarabusino, la Sgarza ciuffetto, il Gheppio, il Fratino e l'Usignolo di fiume.

Le anatre costituiscono l'avifauna prevalente di questa zona umida, quelle di superficie (quali il Codone, il Fischione, il Germano Reale, il Mestolone e L'alzavola) frequentano prevalentemente le acque basse e cercano il cibo sulla sua superficie. Le anatre tuffatrici (tra cui il Moriglione, la Moretta e la Moretta Tabaccaia) cercano il loro nutrimento immergendosi e nuotando sott'acqua.

In primavera-autunno negli acquitrini e fra i salicornieti si possono osservare Aironi Cenerini, Aironi Rossi e Sgarze Ciuffetto. Le Garzette prediligono invece la nuova foce del fiume Simeto. Oltre alle specie citate, si possono osservare negli specchi d'acqua lo Svasso maggiore, lo Svasso piccolo e la Volpoca. Ogni tanto si vedono anche uccelli dall'aspetto strano come la Spatola dal caratteristico becco, a forma di spatola appunto, e il Mignattaio dal lungo becco ricurvo. Gli uccelli limicoli (Avocette, Pettegole, Cavalieri d’Italia, Fratini) si muovono in gruppo lungo le formazioni lagunari frugando con il lungo becco nella sabbia e nel fango. Tra i rapaci, costante è la presenza del Falco di palude e comuni sono la Poiana, il Gheppio e il Barbagianni.

Fra i mammiferi si trovano il Coniglio selvatico, la Lepre e la Volpe. Infine, tra i rettili, va ricordata la Testuggine d’acqua, la cui presenza è stata accertata nel lago Gornalunga. Quindi si può dire che una passeggiata all’interno dell’oasi può accontentare i naturalisti anche piu’ esigenti.

Dott.ssa Rossella Stocco

Dedicato a Pio Petrocchi
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