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giovedì 18 dicembre 2014
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COME FARE GLI INNESTI ALLE MIE PIANTE DI VITE
QUESITO DI MAURIZIO

Salve mi chiamo Maurizio ho 32 anni, abito, non da molto, nella periferia di Roma sotto i Castelli Romani e da due anni mi occupo della vigna situata proprio nel terreno che circonda la mia abitazione.

Chiedo consiglio al vostro agronomo circa l'innestatura della vite.

Mi spiego meglio: ho diverse piante di vite che producono ogni anno uva da vino,ma altre che si presentano con una foglia di forma e di colore differente (più rossa) che non producono uva.

Mi è stato detto che si tratta di vite selvatica che deve essere innestata.

Vi chiedo come va fatto l'innesto e in quale periodo.

Se è possibile ,visto che sono un aspirante contadino, spiegatemi passo passo l'operazione.

Grazie per l'attenzione

AGRONOMO RISPONDE

Gentile Maurizio,

eccomi qua a cercare di rispondere ai tuoi quesiti.

Innanzitutto, per avere una risposta più precisa alle tue domande occorrerebbe che ci fornissi delle notizie più precise relativamente all'età delle piante (che sicuramente sono costituite da varietà americane ormai ovunque utilizzate come portainnesto in quanto resistenti agli attacchi della fillossera) e alla forma di allevamento che stai attuando nel resto della vigna o che vorresti attuare per questo nuovo impianto o per queste nuove piante, nonchè le varietà che possiedi e che vorresti innestare.

In ogni caso, come notizie di carattere generale sappi che gli innesti possono essere di due tipi: legnosi ed erbacei.

Quello legnoso a sua volta varia a seconda delle dimensioni della pianta portainnesto: se questa ha un diametro paragonabile alle dimensioni del trancio della vite che tu vuoi innestare (marza di vitis vinifera) conviene eseguire l'INNESTO A SPACCO TOTALE (vedi fig. A) che consiste nel prelevare o recuperare dalla potatura invernale delle piante di vite che già possiedi, dei tralci, lunghi il tanto da comprendere un internodo e due nodi (due gemme) e sagomarli a cuneo in modo da poterli inserire nell'apposito spacco longitudinale realizzato sul portainnesto.

Se invece la pianta portainnesto ha un diametro molto grosso si può realizzare uno SPACCO SEMPLICE O DOPPIO (vedi fig. B) ritagliando uno spicchio laterale su cui inserire la marza oppure uno spacco che prenda tutto il diametro in cui inserire invece due marze alle estremità. La differenze dell'usare una o due marze nello stesso portainnesto consiste nel far si che successivamente la pianta cresca in maniera più armoniosa e abbia maggior possibilità di attecchimento nel secondo caso. In ogni caso, usare due marze o una dipende solo dalle dimensioni del portainnesto americano.

Quando prelevi il materiale di potatura da innestare (nel mese di gennaio/febbraio), accertati innanzitutto che sia sano, vale a dire senza lesioni, colature di resina, presenza di uova di insetti, ecc.

Per conservare i tralci fino al momento dell'innesto (entro la metà del mese di marzo), riuniscili in un unico fascio, avvolto in torba ben inumidita e spruzzati con "Benlate" (fungicida che trovi facilmente presso i rivenditori specializzati per prodotti agricoli) e poi avvolti in un foglio di plastica (le buste nere della spazzatura vanno molto bene) e conservati in un luogo fresco. Al momento dell'innesto in campo, questo materiale va ripulito molto bene dalla torba per evitare che frammenti della stessa finiscano nell'innesto e va tagliato al momento con l'apposito coltello da innesto.

Una volta fatto l'innesto lo stesso va protetto con del nastro di carta adesiva e poi spennellato con mastice da innesti.

L'INNESTO ERBACEO invece nella tua zona si può realizzare nel mese di agosto vale a dire quando i tessuti sia della marza che del portainnesto sono abbastanza consistenti da poter sopportare il "trauma" dell'innesto.

Innanzitutto se il portainnesto è giovane (di uno o due anni al massimo) e se alla fine dell'inverno le hai potate in modo da lasciare due gemme e quindi due germogli allevati verticalmente, puoi tagliare i germogli con un taglio diagonale (vedi foto C) a cui farai corrispondere la marza (composta da una gemma e da una piccola porzione legnosa sopra e sotto) sempre tagliata diagonalmente. Una volta realizzato questo innesto (INNESTO INGLESE SEMPLICE) avvolgi lo stesso con carta adesiva e mastice (come per i legnosi).

E' opportuno predisporre un tutore a cui legare la piantina per evitare che si pieghi a causa del vento.

Spero di essere stata chiara ed asauriente. In ogni caso, se ti occorrono maggiori informazioni o ulteriori chiarimenti, sai dove trovarmi.

Buon lavoro.

Per consultare la scheda tecnica dell'uva da tavola vai a
"Epoca di raccolta e vendita della frutta italiana: l'uva da tavola"

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